mercoledì 2 aprile 2025


 

E poi, tu

Di Vincenzo Calafiore

2 Aprile 2025 Udine

 

“… vorrei un giorno o una sera

che non chiedano nulla, che dessero

un silenzio che non abbia bisogno

di spiegarsi.

Un giorno o una sera, senza parole,

queste  che siano del vento.

Un giorno o una sera senza domande

con una matita poter disegnar una

nuvola che abbia il tuo sorriso.

Il sorriso della vita. “

 

 

“ Ora guardami negli occhi.

Guardami con gli occhi di chi vuole rimanere!

Io lo so di non essere un tipo facile, sono da sempre con la testa tra le nuvole e piedi nell’abisso, guardami negli occhi e poi stringimi le mani, e dimmi che mi ami!

Tu devi sapere cosa provo per te, sapessi cosa provo solamente nel pronunciare il tuo nome.

Sei l’unica cosa a farmi sentire vivo, tu non ricordi nemmeno le volte che ti dicevo di amarti, tante volte … come si può amare una donna così?

Ora il mio, Ti amo è cambiato in “ mi manchi” mi manca tutto di te, “ Dove Sei” dove e con chi sei adesso … adesso è solitudine, le nostre anime si cercavano nei sogni sei il mio tutto,capisci? “

Se avessi una donna queste cose le direi per dirle quanto l’amo! “

 

Io sono qui nel mio universo che c’è e non si vede e osservo. Per poterci vivere nel mio universo c’è bisogno di avere un’anima e un cuore, solo così ci si può vivere.

Guardo nella lontananza per vedere se c’è qualcosa che assomigli alla mia vita.

Per esempio guarda là in quel tratto di mare, poco prima soffiava una brezza leggera di vento, adesso non c’è più è sparita; ecco questo non è facile da spiegare, lo può spiegare uno che ci vive in questo universo di trasparenze e di luci, io la chiamo quella brezza < bacio di sposa > proprio perché è delicata come una carezza e un bacio di una sposa.

A volte la sposa lo fa con gli occhi, non la si vede, ma la si sente come una mano leggera che sfiora il viso dolcemente.

Penso spesso a una donna molto dolce, la penso seduta qui a fianco a me, e se ne sta in silenzio come me a guardare il mare senza chiedermi di parlare; e immagino le sue carezze, così dolci che sono capaci di muovere il mare che ho dentro di me.

Fuori, al di là del confine, c’è un mondo che non mi piace molto andarci, ma ho visto una barca allontanarsi dalla riva, non so dove sia diretta,non è importante, ma so che appena più in là c’è una porta, un ingresso al mio universo ed è lì che guardo.

Vedi, la barca scivola sull’acqua, taglia la superficie in due parti, ma appena passa questa si richiude e tutto torna come prima. E’ una ferita che non si vede, ma c’è. E quante ferite ci sono e sono aperte e non si vedono?

Io nella mia vita non ho fatto male a nessuno,non ho accumulato ricchezze, non ho fatto niente di tutto questo, ogni giorno è stato bello come oggi.

Tutto immenso come il mare.

Quando la barca è passata ho guardato e ho visto il mare richiudersi e mi è sembrato di vedere l’effetto che fanno le parole della gente …. Mi passano sopra, sembra che mi feriscano che mi facciano male e invece dopo le ferite si richiudono e continua la mia vita ai bordi della mia stessa esistenza.

 

Adesso mi piacerebbe scrivere una lettera a una donna e metterla dentro una bottiglia, insomma mettere un messaggio in una bottiglia e affidarla al mare … E immagino il suo viaggio da un amre all’altro, da un mare a un oceano.

Hai mai pensato a quanto è grande un oceano? A quanta solitudine c’è, a quanta paura e terrore di notte, alla sua profondità? E la nostra anima quanto rassomiglia a un oceano?

La verità è che noi siamo un oceano-mare, non conosciamo noi stessi, non conosciamo l’altro, gli altri, non conosciamo quanto immensa sia la nostra anima.

Il vero mare non è quello che vediamo è quello che sta sotto la superficie!

 

I miei occhi hanno circa novant’anni, la mia stanchezza molti di più; vivo in questo infinito, uno spazio tra palpebra e ciglia, un luogo imprecisato, provvisorio come lo è la mia vita, vivo a modo mio, imperfetto.

Ho in me i dettagli degli spazi infiniti, ho visto i colori del cielo confondersi con quelli del mare e da allora vivo così, nei colori. Io so cosa mi dice il mare quando mi parla.

Il mare mi dice rimani con me.

Io ci credo, riesco a crederci in un’altra vita che non ho.

 

E poi, amarti!

Amarti senza limiti,

amandoti è come ritrovarsi

negli ovunque di ogni età.

Amarsi è aspettarsi

in ogni momento,

in ogni anfratto della vita,

e poi prendersi, abbracciarsi,

cercarsi dentro, viaggiare

nei meandri del cuore:

ecco perché è Amarti!

Amarti è rimanere nello stesso sogno

nella giovane follia,

è rimanere quasi sempre in quel: ti amo!

 

                                     Vincenzo Calafiore       

 

 

martedì 1 aprile 2025

E poi, amarti!

Amarti senza limiti,

amandoti è come ritrovarsi

negli ovunque di ogni età.

Amarsi è aspettarsi

in ogni momento,

in ogni anfratto della vita,

e poi prendersi, abbracciarsi,

cercarsi dentro, viaggiare

nei meandri del cuore:

ecco perché è Amarti!

Amarti è rimanere nello stesso sogno

nella giovane follia,

è rimanere quasi sempre in quel: ti amo!

 

                                     Vincenzo Calafiore        

 


lunedì 31 marzo 2025


 

Se dovessero chiedermi chi sono

 

 Di Vincenzo Calafiore

01 Aprile 2025 Udine


… nelle giornate opache scendevo al mare

e passavo ore a guardarlo, mi sembrava di

vedere la mia vita, uno spettacolo lieve

e silenzioso, la mia vita… “

                     Vincenzo Calafiore

 

Vorrei cominciare questo “ pezzo” proponendovi la seguente domanda.

Ha senso scrivere d’amore, di amicizia, oggi ?

Non mi sto riferendo all’immagine che noi diamo di noi stessi, in uno o in qualsiasi modo, perché noi non siamo altro che abitanti che viviamo in queste cose e di queste cose: amore e amicizia.

Ovviamente ognuno può avere una propria opinione a riguardo, e possono essere anche molto contrastanti tra loro. Io vi espongo la mia.

 

Come i tramonti.

Li ho guardati a lungo, da una vita; da tutte le rive in cui mi sono arenato. Lo so non è facile definire un tramonto, sono tutti diversi gli uni dagli altri, per i tempi, per i colori, per la sua intensità. Non c’è un tramonto che sia uguale a un altro, per distinguerli bisogna saper cogliere o discernere i particolari, mettere da parte la sua anima per poter dire questo è il mio tramonto, quello che più amo.

Li ho guardati seduto sul bagnasciuga o in piedi, di fronte al mare, trattenendo tra le dita una penna. Come un guardiano del faro ho guardato quella porzione di mondo bellissimo, colorato da infinite e indescrivibili emozioni,  per difenderla dall’invasione dei barbari cinghiali, per descriverla. Come fosse una bellissima scenografia dell’essere, dell’esistere, dell’accostamento mio a Dio!

Solo un tramonto riuscirà a spiegare che non siamo soli, perché in ciascuno vive Dio e coloro che ci hanno creati o generati, ed è una cosa bellissima sapere di essere acqua che viene da molto lontano e che immancabilmente corre verso il mare.

Il mare dunque è un qualcosa da cui non si può scappare. Perché ci chiama, ci parla, ci racconta, non smette mai di farlo e ti entra dentro, è parte di te, di me, di noi. Ce l’abbiamo dentro, ce lo portiamo addosso, possiamo fare tutte le strade per starne lontani, ma non servirà a niente, continuerà a chiamarci, senza spiegarci le ragioni, senza dirci dove lo incontreremo, perché lo incontreremo.

Ora tu pensa: un anno ha dodici mesi, e sono giorni, giorni messi assieme per formare un arco di tempo finito … ma noi siamo infinito e dentro di noi è infinito l’amore, è infinita l’amicizia,è infinita la musica che sentiamo in noi. Noi siamo infinito!

A un tramonto ho chiesto: vorrei che svanisse la rabbia, l’odio, il rancore, l’ingordigia, che uccidono il cuore.

Poi ho capito che solo il mare è capace di penetrare la nostra anima con la sua dolcezza, e montando inebria la mente .

Dove inizia e finisce il mare?

Cos’è il mare? E’ l’immenso, la forza che distrugge, quella carezza attorno ai piedi, l’onda che arriva al limite sapendo di non tornare più al mare, il mare nella mano, la profondità nostra che ci fa paura. Diciamo che è mare senza capire che anche noi lo siamo.

Non amare o non sapere amare è come morire, essere niente, è come essere spariti dagli occhi e dalle mani di un si ! Il sì della vita, il si dell’amore. E’ come essere pezzi di altre vite, senza esistenza. E allora io penso che bisogna aggrapparsi a un qualcosa, a un pensiero, per farsi uomo in un pensiero … bisogna solo resistere al tempo, è questo l’orrore, il fatto è che non ci sono più pensieri, ma solo volgare attesa di un qualcosa che rassomigli alla fine. Senza poter spiegare che tutto quello che facciamo, che scriviamo c’entra con quello che siamo o siamo stati.

 

Arriva la sera

Come ogni sera, arriva.

Non possiamo farci niente,

arriva senza chiedere permesso, arriva e basta.

Non importa che giorno sia stato

bello o brutto, chiassoso e festoso,

triste o silenzioso.

Lei arriva e spegne ogni cosa!

A un passo dal cielo.

 

 

venerdì 28 marzo 2025


 

Inventarsi una vita

 

Di Vincenzo Calafiore

28 Marzo 2025 Udine

 

…. Da quando ha iniziato

a  parlare di Laura, la sua donna ideale,

nessun lieve movimento lo ha percorso.

Parlando di lei, della sua donna ideale,

 si è spostato a lato come a fare posto

 a una presenza fisica.

E’ così che immagina l’incontro,

come uno sfiorarsi delicatamente.

                    Vincenzo Calafiore

 

 

Di cosa sono fatto io? Non lo so, ma di che cosa sono fatti, i miei sogni io lo so.

Questo me lo sono chiesto un sacco di volte, cioè di che cosa sono fatto. Il più delle volte la mia sostanza è sono di immagini, non saprei spiegarlo, sono cose che non hanno una collocazione precisa o dei riferimenti possibili, non saprei definirle; sono di tante altre vite che ormai sono cambiate, ma sono lì e sono vive ancora con le loro indefinite fragranze.

Sono cose che non hanno un ordine preciso, ma neanche una forma, e durano poco, giusto un attimo e quando vanno via lasciano un grande vuoto.

Una cosa che da sempre ho voluto realizzare è di volare, volare con le ali della fantasia.

I primi tempi sono stati difficili, dopo vari tentativi ci stavo per rinunciare, quando una notte mi venne  in sogno “ Pegaso “, poco dopo è nata la “ Pegasus “ la mia Astronave a Remi e finalmente ho potuto viaggiare, visitare altri mondi, conoscere altre culture, altre vite in altre dimensioni.

Ho navigato per tanti mari, ho guardato i colori del mare, sono tanti; a volte blu, blu scuro, ma anche verde e sembra che non ci sia più cielo o forse non c’è più mare.

A guardare dagli oblò della “ Pegasus “ mi è sembrato di trovarmi in un mondo continuo, diversi l’uno dall’altro, perché ci sono i gabbiani che lo disegnano con i loro voli incrociati.

Da una spiaggia poco frequentata, mi piace ascoltare il silenzio e il vento che fa agitare e cantare un canneto poco distante. Seduto su un secchio pieno di sabbia guardo l’orizzonte è una cosa che appare e scompare e mi rassomiglia molto alla vita che a volte c’è,  e a volte no.

Mi piace molto parlare al mare … parlo, senza staccare gli occhi dai suoi occhi. Non abbasso gli occhi, semplicemente fisso un luogo più in là, dove sono inutili le difese, tutto è mutabile da un momento all’altro, dove è inutile aspettarsi, tanto non arriverà nessuno .

Guardo il mondo intorno da dentro i miei occhi.

“ Guardare “ non significa cercare un qualcosa nell’infinito, o ammirare la bellezza. Potrebbe avere un altro significato “ cercarsi “!

Cercarsi per amore, per amicizia, cercarsi soltanto per sentirsi un po’ di più umano. Cercarsi è una delle meraviglie di questa nostra misera esistenza.

Ad esempio, qui, in questo mondo dove sono nato e dai cui fuggo continuamente, è come se ognuno avesse una sua parte in una grande scena; alla quale purtroppo non c’è scampo.

Io la penso in una maniera diversa, non sono obbligato a questo mondo, lo posso lasciare quando meglio credo, lo posso vedere dalla mia distanza, ma faccio una grande fatica a rimanerci e crederci.

Mi sposto un po’ più avanti sullo scoglio più grande, da lì vedo molte altre cose, vedo un orizzonte che raggiungo con le punte delle dita, e poi il mare, sempre più grande.

Rimanere sullo scoglio è come trovarsi in un posto che non sta né in cielo né in terra, sono come sospeso da una vita felice su una vita che non mi piace.

Io ho sempre pensato che il mare assomiglia agli occhi di una donna. Il mare, questi colori, questi riflessi.

Lontano da qui, da questo mondo, ma davvero lontano lontano, non ci sono mai arrivato; ma ogni notte guadagno ancora un metro di quell’oltre che voglio raggiungere, e ogni notte sempre più mi allontano, con questa mia distanza.

Amo il mio mondo, di spiagge, di mare, di scogli, e di riflessi, più belli della mia vita, quella vita che

mi ha insegnato a “ credere in chi non mi promette nulla e poi mantiene tutto “!

Come faccio a spiegare che io da lassù, dal punto più alto della mia vita, il punto migliore, vedo un isola, che gli altri non sanno che esiste, ma che esiste, che ci vado da sempre?

 

 

 

martedì 25 marzo 2025

 

Anthimos

 

Di Vincenzo Calafiore

26 Marzo 2025 Udine

 

“ … io e la mia vita!

Non so che cosa abbiamo in comune.

Forse la poesia o l’amore, o forse

tutto quello che non c’è stato

ed ho immaginato con una forza

da non averne più bisogno.

Il mio modo di pronunciare la parola

< l’altro>, come fosse un nome proprio,

anche se significa un qualcosa di mancato.

Io e la mia vita che camminiamo dentro

i nostri sguardi, in realtà, non ci siamo

mai incontrati. “

                            Vincenzo Calafiore

 

 

Ci sono dei giorni nei quali si vorrebbe andar via anche dagli stessi occhi, collocarsi con tutto quello che si ha, parole e pensieri, in una terra neutra, dove io e te, noi tutti siamo alla pari, senza un presente, senza un passato.

Senza malizia, anche confessando < all’altro, agli altri > la sua ingenua sincerità nell’ammettere i propri fallimenti, le sconfitte.

Una sincerità così vera da riuscire a rendere le parole fallimento e sconfitta in termini senza significato.

Una sincerità unica e vera capace di riscattarle solamente incontrandole.

C’è un mio amico poeta, Anthimos, che la sera si lascia trascinare dal vino e ride, canta e balla una danza strana, lui mi ha detto che in Grecia la sera la ballava sempre davanti alla sua casa in riva

al mare, balla e cade sfinito in mare. Poi di giorno scrive poesie d’amore.

Di notte cammina sulla spiaggia e si mette a parlare con il mare, gli domanda di parlare con la sua vita affinché gli conceda una tregua, che lui non ha colpa se è nato in un tempo sbagliato.

Ora Anthimos vive in una baracca poco distante dalla mia, più verso il paese, la mia è più vicina al mare.

Non so da quanto tempo che vivo così, che faccio questa vita.

Non mi sono mai pentito, la mia è stata più che una scelta, è un vivere una vita in maniera diversa.

Mi sono trovato ad una certa età senza più voglia di vivere, senza la cultura dell’appropriazione indebita, senza quella sotto cultura fatta di rappezzamenti, è stata una decisione bellissima quella di abbandonare tutto e venire ad abitare qui ad “ Oceano-Mare “ come io l’ho battezzato questo luogo non luogo.

Ricordo la mia prima baracca, era davvero bella aveva molte porte che aprivano a mondi diversi, venivano molte persone a visitarla; poi una notte il mare si è incavolato e l’ha raggiunta, se l’ha portata via al largo, non ho più trovato quei legni così belli.

 

In questa sua baracca, tra oggetti diversi con tante altre storie e chiodi che non reggono nulla, fanno pensare alla “ provvisorietà” personale e della vita che si è manifestata in un qualcosa di indefinito, snaturata, e rimanendo essa stessa senza alcuna definizione.

L’incertezza, la ricerca della felicità, sono gli elementi sui quali poggia la sua vita, la sua certezza di non abitare in questo mondo.

 

Non so quante spiagge ho cambiato, da quanti anni vivo qui a “ Oceano-Mare”, non mi affeziono a niente. Le donne mi hanno deluso sono come le barche senza remi, vanno dappertutto, tranne che nella direzione giusta.

Il mare mi racconta molte cose, e sono cose che poi trovo nella mia vita. Vorrei chiedere ad Anthimos di scrivere quello che mi porto dentro.

Se qualcuno potrebbe pensare che in altre latitudini si possa essere felici, si sbaglia … per esserlo bisogna saper volare, e a farti volare, a darti ali grandi così grandi da farti volare è solo l’amore, amare un’altra persona.

Ma nessuno mai potrà impedire ad un'altra persona di coltivare una sua propria immaginazione, che poi è la sua realtà, la sua memoria, concentrata nel i luoghi verso cui andare.

Stare qui a “ Oceano-Mare” è imparare a “guardare”. Guardare dentro,trovare quello che non sembra esserci ma che c’è, o quello che sembra essere niente e invece è amore!

Prendiamo ad esempio la mia vita, una striscia di sabbia dorata, so che sotto, nasconde qualcosa, non si vede, ma dal modo in cui la sabbia è appoggiata io so che c’è qualcosa, non si vede ma c’è.

Tra un po’ il mare comincerà a salire e a portarsela via, così tutto qui a “ Oceano –Mare”, è sfuggevole, incerto, provvisorio!

Ma la notte, quando il mare si calma dal cielo calano sul mare gli angeli, portano la serenità che è mancata, portano la polvere di stelle … quella che a volte mi fa volare sopra una vita tutta da scoprire, da amare fino all’ultimo colpo d’ala !

 

 

domenica 23 marzo 2025


 

Posso non piacere perché non indosso nessuna maschera

 

 

Vincenzo Calafiore

23 Marzo 2025 Udine

 

“ Innamoratevi!

Non importa per quanto, il come

e di chi, ma innamoratevi!

Fatelo adesso, ora, in questo istante ma fatelo.

E’ un terremoto ma è bellissimo! “

            Calafiore Vincenzo

 

Il mio sogno quotidiano è quello di fuggire da questa realtà che di “ reale “ non ha proprio nulla, è per certi versi una loggia da cui assistere, o una finestra da cui guardare uno spettacolo che si svolge su un immane palcoscenico ove non c’è niente di vero, dalle sceneggiature alle maschere indossate dai recitanti o attori prezzolati o entusiasti della parte loro assegnata dal grande sconosciuto, irraggiungibile, regista.

Viviamo o si vive un’esistenza non esistenza!

Ed è triste, perché a un certo punto comprendi cose che non si vorrebbe comprendere!

Immaginare di potersi rivolgere alla vita come a una donna, o alla tua donna e poterle dire ….

“ Vorrei che tu sapessi che tutte le notti passate accanto, le discussioni inutili sono state delle belle cose più delle difficili parole che avrei voluto dire, per paura di ferire e che invece ora in questo vento di libertà si possono dire: Ti amo !

Vorrei poterti dire che forse non siamo stati quello che avremmo voluto essere, un bel sogno ! Ma non siamo stati neanche una brutta realtà.

Voglio farti sapere che ogni notte, di questa vera e passionale, unica esistenza, abbiamo assieme percorso anni luce, tu dal tuo letto, io dal mio. Ci siamo incontrati come anime nei nostri ovunque, nei sogni che abbiamo vissuto con altri nomi, in altre case, ma sempre noi senza maschera, veri, e unici, come lo sono le nostre esistenze, le nostre realtà che dal branco di scimmie sono chiamate

“ sogni “ , noi non siamo mai stati un sogno, siamo: io e te , you and me !

 

Ti amo così tanto, tanto da non sapere immaginare come si possa amare di più!  

 

Ti ho amata e ti amo, ti amo ancora dal primo sguardo senza tradirlo mai, nemmeno in altri sguardi, in altri occhi.

Solo tu, sai darmi quelle sensazioni e fantasie che non si possono spiegare o raccontare, perché in tutto questo ci sei tu!

Ma la vita è fatta di giorni che non significano nulla e dei momenti, come sprazzi di luce che significano tutto, perché sono vita.

Sai una cosa?

Noi apparteniamo alla “ Forte razza dei sogni “ e noi sognatori crediamo che qualcosa di bello possa sempre accadere.

Che dietro ad ogni angolo, a un incrocio, ad un semaforo ci sia o ci possa essere un’emozione, una carezza, u bacio, una tenerezza, ad aspettarci.

Abbiamo la certezza, che i nostri desideri si avverino, la certezza di trovarci ovunque in ogni istante della nostra esistenza.

Tu mi parli ed io rimango incantato a sentirti,

tu mi parli e io avrei voglia di darti un bacio,

tu eludi le mie speranze e io le stringo forte a me, perché io ti amo!

Per amarti ho un posto in cui nulla potrà ferirti, dove non esiste la negatività, dove ti tengo stretta a me, perché ti amo … Questa è vita, la mia vita! 

Ma chiunque abbia provato il dolore almeno una volta, sa bene che arriva al punto di provare una specie di malinconica tranquillità, una specie di calma dopo una tempesta come quasi una certezza che non lo proverà mai più.

Normalmente questo è definito “ arresa “, ma è una splendida vittoria, una rivincita sul dolore.

Era quello che un tempo avrebbero voluto loro, che mi arrendessi e indossassi una maschera.

Glielo leggevo negli occhi, nei finti sorrisi, nella loro pietosa e oscena manifestata felicità che non hanno mai avuta.

Non ho mai inteso dargliela vinta!

C’è quel “ se “ a fare rumore, a levare il sonno e la pace. Se solo fossimo in grado di amare, o di gridare, urlare quel – ti amo – chissà la vita l’avremmo vissuta in maniera diversa.

“ Amami ora! Amami adesso che non ho nulla da offrirti, nemmeno una parola che ti faccia restare!                  

 

 

 

 

 

sabato 22 marzo 2025


 

Senza fretta

 

Vincenzo Calafiore

22 Marzo 2025 Udine

 

 

 

 

 

 

“ Innamorati di chi non ha fretta, di chi sa aspettarti, per avere il piacere di parlare con te.

Innamorati di chi non vede l’ora di incontrarti per avere un tuo bacio. Innamorati della sua poesia, della sua maniera di guardare il mondo, ma soprattutto innamorati di chi ti racconta il mare, perché in questa persona c’è l’infinito.

Innamorati!

Innamorati della persona che sa farsi carico delle tue paure, dei tuoi mostri.

Innamorati di chi sa aspettarti.

Tu, innamorati dei suoi gesti, più che delle parole; delle sue attenzioni, dei suoi silenzi, della maniera di guardarti. “

 

Io lo so che un giorno ti incontrerò e ti abbraccerò, ti abbraccerò così forte da farti male; ti abbraccerò per tutte le volte che ti ho attesa inutilmente, per le notti passate a immaginarti chissà dove e con chi, ma soprattutto ti abbraccerò perché ti amo, ti ho sempre amata.

Se avessi avuto più attenzione, avresti capito dalla mia maniera di guardarti di quanto ti amassi.

Ho sempre avuto la voglia e il desiderio di guardare gli occhi tuoi, di tenerli per sempre custoditi in me.

Lo hai sempre saputo, mi piace conoscere bene, quasi a memoria la persona, come le poesie che studiavo a scuola.

Significa amare questa persona col ritmo della poesia, strofa dopo strofa, amare il ritmo che le appartiene.

Dunque la poesia, come la persona, i suoi ritmi, le sue aree, i suoi misteri, la sua dolcezza e quindi

unire i battiti del suo cuore col mio, farsi prendere dai ritmi del cuore, più che dalla realtà, questa è meschina, marcia, orrenda … la realtà è l’orrendo pasto del tempo, e in amore non c’è il tempo, non esiste il tempo.

Ecco questo significa conoscere la persona a memoria come una dolce poesia, perché come tutte le poesie emozionano, commuovono, si imparano a memoria, ma mai si potranno capire fino in fondo, perché non appartiene, non è stata scritta.

 

Il tramonto.

“ per quanto dolce sia, per quanto bello potrà essere, il tramonto è la fine di un qualcosa. Guardandolo

ci si rende conto che tutto ha inizio e tutto ha fine. Il mio tramonto l’ho visto negli occhi tuoi. “

 

Continuerò a sognarti, a guardarti con i miei occhi, come fosse la prima volta nella mia vita che ti ho veduta, come fosse la prima volta che mi innamoro, ti guarderò con questi occhi perché è l’unico modo per dirti quanto ti amo.

La mia paura.

La paura di perderti e del rimpianto è una presenza silenziosa, si muove nell’ombra, mi aggredisce, mi fa pensare a quel tempo perduto senza poterti amare.

Mi fa pensare che sono stato sempre qui senza mai essere visto, proprio perché ero sempre lì; ma nulla resta per sempre ed è questo a essere stato sottovalutato, come se fossimo immortali, mentre in realtà non lo saremo mai.

E siamo lontani, lontanissimi, eppure non ci sentiamo soli, perché ci tenevamo in mente, e il pensiero non molla mai!

Forse la verità è questa: noi due ci cercavamo molto più di quanto noi stessi pensassimo. Ma abbiamo preso due strade diverse senza avere la possibilità di incontrarci. Forse tu come me non avresti fatto quella strada, ma l’hai fatta.

E ora posso dirti che la tenerezza e l’intimità che provavo e provo per te è una fortissima emozione ancora che nella mia vita non avevo mai provato, ma che c’è, dimmi se questo non è amore!