venerdì 3 aprile 2026

 


Ti verrò a prendere di notte

con le mie mani e sarò

quel sogno che non ti aspettavi,

sarò quella carezza che non hai avuto,

quel bacio, quel sorriso.


Sarò quell'uragano che ti porti dentro,

quel giorno dimenticato,

quel destino che hai scelto.

Verrò a prenderti, 

tra le mie braccia ti porterò lassù

su quella nuvola che certe notti 

hai guardato dal tuo letto.


Verrò a prenderti e non torneremo più!


Si baciavano di sguardi i nostri occhi.


E ci siamo ritrovati nel turbinio di quel vento

più che innamorati, è stato come sentirci,

come riconoscersi …. le nostre anime

non si sono più separate.

E qui … in questo scampolo di cielo

raccolgo ciò che rimane, pensa....

sarebbe bastato prendermi per mano!


                     Vincenzo Calafiore


Vendré a buscarte por la noche

con mis manos y seré

ese sueño que no esperabas,

seré esa caricia que nunca tuviste,

ese beso, esa sonrisa.


Seré ese huracán que llevas dentro,

ese día olvidado,

ese destino que elegiste.

Vendré a buscarte,

en mis brazos te llevaré allá arriba,

en esa nube que mirabas algunas noches,

desde tu cama.


¡Vendré a buscarte y jamás volveremos!


Nuestras miradas se cruzaron.


Y nos encontramos en el torbellino de ese viento,

más que enamorados, era como sentirnos,

como reconocernos... nuestras almas

nunca más se han separado.


Y aquí... en este fragmento de cielo,

reúno lo que queda, pienso...

¡habría bastado con tomar mi mano!


Vincenzo Calafiore




Θα έρθω να σε πάρω το βράδυ

με τα χέρια μου και θα είμαι

εκείνο το όνειρο που δεν περίμενες,

θα είμαι εκείνο το χάδι που δεν είχες ποτέ,

εκείνο το φιλί, αυτό το χαμόγελο.


Θα είμαι αυτός ο τυφώνας που κουβαλάς μέσα σου,

εκείνη η ξεχασμένη μέρα,

εκείνο το πεπρωμένο που επέλεξες.

Θα έρθω να σε πάρω,

στην αγκαλιά μου θα σε κουβαλήσω εκεί πάνω

σε εκείνο το σύννεφο που κοίταξες κάποιες νύχτες

από το κρεβάτι σου.


Θα έρθω να σε πάρω και δεν θα γυρίσουμε ποτέ πίσω!


Τα μάτια μας φιλήθηκαν.


Και βρεθήκαμε στον ανεμοστρόβιλο αυτού του ανέμου

περισσότερο παρά ερωτευμένοι, ήταν σαν να νιώθαμε ο ένας τον άλλον,

σαν να αναγνωρίζαμε ο ένας τον άλλον... οι ψυχές μας

δεν έχουν χωρίσει ποτέ ξανά.

Και εδώ... σε αυτό το κομμάτι ουρανού

Συλλέγω ό,τι έχει απομείνει, σκέφτομαι...

θα ήταν αρκετό να κρατήσω το χέρι μου!


Βιντσέντζο Καλαφιόρε


I'll come and get you at night

with my hands and I'll be

that dream you didn't expect,

I'll be that caress you never had,

that kiss, that smile.


I'll be that hurricane you carry inside you,

that forgotten day,

that destiny you chose.

I'll come and get you,

in my arms I'll carry you up there

on that cloud you looked at some nights

from your bed.


I'll come and get you and we'll never come back!


Our eyes kissed each other.


And we found ourselves in the whirlwind of that wind

more than in love, it was like feeling each other,

like recognizing each other... our souls

have never separated again.

And here... in this fragment of sky

I gather what remains, think...

it would have been enough to hold my hand!


Vincenzo Calafiore

 






TANTI AUGURI DI BUONA  E SERENA PASQUA A VOI E ALLE VOSTRE FAMIGLIE! 

¡FELICES Y SEGURAS PASCUAS PARA USTED Y SU FAMILIA!

HAPPY AND SAFE EASTER TO YOU AND YOUR FAMILIES!

sabato 28 marzo 2026


 

Fratelli diversi

Vincenzo Calafiore

28 Marzo 2026 Udine F.V.G. Italia



Noi, con la fortuna di trovarsi qui, adesso, in questo fottuto millennio

di rovine e di disastri, e avere ancora voglia di vivere e amare,

scrivere la nostra vita ancora nonostante tutto.

Perché sai, la vita non è quella di questo inferno.

La vita è quella che tu hai dentro, quella che ogni giorno scrivi pagina dopo pagina

e nel mentre sentire l'ebbrezza dell'amore,

la voglia di arrivare ogni giorno in riva al mare per iniziare un nuovo viaggio!

E' questa la fortuna, la fortuna di essere, di esserci,

di riuscire a pronunciare ancora adesso in questo fottuto millennio:

io amo!

Che sbornia di felicità è la vita!

Vincenzo Calafiore



Al mio omonimo, Vincenzo Calafiore! Con graditudine e affettuosa amicizia ormai grande come lo siamo diventati noi due.



Perchè sappiamo quanto sia bello pensare che ogni giorno da qualche parte, per ogni mare che guardiamo ci sia qualcuno che ci aspetta, ci fosse un nuovo mare da solcare, per noi. E qualcuno, un padre, un amico, qualcuno capace di aspettarci, qualcuno che ci accolga e assieme trovare una nuova vita e sulle sue ali posarci, con la leggerezza di una farfalla, ma anche di una sola parola, Amicizia.

Questo, davvero, sarebbbe meraviglioso. Sarebbe dolce, la vita,

qualunque vita ci venga in contro.

E vivere non farebbe male, ma ci sarebbe un nuovo orizzonte portato dalle nuvole, lo si potrebbe sfiorare e poi toccarlo e alla fine farsi prendere. Farsi portare via, anche. Morirne. Non importa. Ma tutto sarebbe finalmente più umano.

Basterebbero le carezze, la fantasia di qualcuno ...un padre, un amico, qualcuno! Lui saprebbe inventarla una strada, qui in mezzo a questo silenzio, in questa terra tradita. Strada dolce e serena, bella.

Una strada da qui al cuore!

Quel cuore che ci lega, pur non conoscendosi personalmente, quel cuore che ogni giorno guarda da qui a dove tu sei.

Chi può dire che l'Amicizia non esiste? Ho girato abbastanza il mondo

da sapere che l'amicizia è un seme negli uomini, da sapere che tutti gli uomini si equivalgono, ma è per questo che uno si ferma e cerca di piantare quel seme, di farsi terra, perchè la sua anima valga e duri qualcosa di più che un comune giro di giostra.

Noi, siamo un insieme di cose che sono andate perdute, ma che sono ancora in noi e in noi vivono, per questo siamo ancora qui, a ricordare che un tempo non troppo lontano, certe cose esistevano e che oggi non hanno più valore.

Noi, siamo e significhiamo, esistenza, futuro, sogno!

Noi abbiamo lo stesso nome: domani !

Siamo – domani – nel quotidiano divenire, durante il quale è come se le esistenze singole rimanessero sospese, in vista di qualcuno, di qualcosa; solitamente il desiderio di vivere, il sogno da realizzare, di un approdo, di un arrivo al traguardo raggiungibile di una nuova avventura nella corsa terrena incerta.

E' la nostra vita che corre, e galleria dopo galleria, all'improvviso ci fa dono della visione più bella bella: il mare!

Che non è solo una distesa immensa d'acqua, ma è quello che noi siamo: vento, colore, calore, pace e serenità, alternanza, salso e vita, maggiormente vita!

Ho sempre pensato che le belle persone come te, mio caro fratello diverso, non sono né facili né scontate.

Noi non siamo per tutti, perchè non ci facciamo attraversare e nemmeno tutti sono in grado di farlo.

Non le puoi raggiungere sentendo solo il profumo, non le conosceresti mai a fondo.... le belle persone come te, come me, hanno spesso passati ingombranti, la pelle graffiata, l'anima violata. E' per questo che ancora resistiamo, esistiamo!

Per arrivare al nostro cuore, bisogna oassare dalle spine, graffiarsi, mischiare il sangue, vivere i sogni che bagnano il cuore, scambiarsi la pelle, l'odore.

E' questa l'Amicizia! Un ponte, nella lontananza che ci avvicina ogni santo giorno!

Ricorda mio caro: “ La felicità è in quello specchio di mare, negli occhi “ !

mercoledì 25 marzo 2026


 

Il ritorno a casa


Vincenzo Calafiore

26 Marzo 2026 F.V.G. ITALY


Per tanti anni, quasi una vita intera, svegliarmi con la stessa visione, stesso desiderio: tornare a casa, tornare al mio Sud.

E' come il soldato romano stanco di tante battaglie, che torna a casa e appende al muro la sua uniforme, la sua arma, per dedicarsi ai ricordi di un'esistenza diversa e distante.

Ora sono dentro il tempo della ricordanza, l'ultimo che è rimasto a mia disposizione, e vorrei viverlo “ a casa mia, nella mia terra “; mi resta il ricordo di un treno che corre sui binari, di città attraversate e campagne, vallate, cose che non ho mai perduto di vista.

Ricordo tutto. Quell'ultima volta, dopo Bologna, stavamo scivolando pian piano verso Sud, le prime spiagge, le stazioni circondate dagli oleandri e gelsomini, e l'aria mite! Il cielo muta via via che attraversiamo galleria dopo galleria monti e colline, il cielo non è più lo stesso, il vento anima, nuvole bianche e svaporate alte su un paesaggio da fiaba.

Ero abbagliato ogni volta e stupito d'esserlo.

Di quelle folli corse serbo un ricordo prezioso e irreale al tempo stesso, conquistato dai colori e dalle magie del Sud.

L'alba al Nord è diversa. Sul balcone sospeso sul nulla, carezzo un fiore selvatico. Giro a vuoto lo sguardo. E' tutto così “lavato “... il cielo, l'orizzonte, come fosse appena passato un temporale, là in quel momento, uscii dalla realtà. Fissavo il mio mare lontano, blu come il cielo. Mi ricordo il canto della risacca: un suono soffocato, ma che si ripercuoteva in me come un susseguirsi d'onde.

Ero solo al mondo, il mare, io in piedi a guardarlo e respirarlo.

Il mio sguardo attraversa la lontananza, è un volo fantastico, fiabesco.

Avrei dato tutto, dico tutto, per rivedere la mia terra, per passeggiare in riva al mare com'era mia abitudine o per restare immobile a guardare il mare.

Per la prima volta nella mia vita volevo l'impossibile: rimanere in quelle visioni, nella mia terra, vicino al mio mare.

Una pioggia sottile cominciò a cadere, mi ricordò di essere in un altro mondo col cielo basso e grigio …. al Nord !

La pioggia si posa senza rumore sulle foglie degli alberi e sul balcone dove lascia tracce scure.

Villa San Giovanni, la stazione dei miei ritorni ( quando con una parola mi raffigurava l'inverno abbandonando tutto, per darmi al tempo che stava per venire), proprio mentre ero in equilibrio tra il desiderio di rimanere e il dovere partire, ebbi a un tratto la sensazione, precisa, gelida, di ciò che sarebbe stata la solitudine.

Solo il passato immediato veniva a galla e oltre l'abisso, sulla riva, rimaneva la mia esistenza, fino al prossimo ritorno.

Così ho imparato che non si possono fermare le onde del tempo che si accavallano sempre più rapidamente.

Annegare o respirare, ma io non volevo né l'una né l'altra cosa, rifiutavo tale scelta.

La vita preme tirannicamente: “ Vivi o muori “ dice, e io resto fermo.

Non sono che una facciata... ma senza questa facciata sarei crollato chissà quante volte.

Chiudo gli occhi per sognare,rivedere il mio passato e riviverlo tutto, ma una luce abbagliante mi si accende sotto le palpebre.... imparo, ho imparato a conoscere la solitudine del vivere lontano dal mio mare, dalla passeggiata al mare più bella del mondo.


mercoledì 18 marzo 2026

 

Io, ti avrò!


Quasi tutti hanno un sogno da inseguire.

Io invece ho te! Sei il meglio che ho.

Così niente mi fa male, sarà il meglio che avrò, camminare con te.

Lo so, lo so, sono parole che si dicono, come in un soffio,

sono parole che si giurano senza vergogna!


Un giorno o l'altro verrò da te, solo per dirti che ti amo,

ma Tu questo già lo sai.

Sei venuta giù dal cielo, o dal mare, non lo so!

Quel che so è che sei un eco dentro il mio mondo....

a volte più vicina o più lontana, sin dal primo giorno,

dalla prima notte, che ti ho sognata con i miei occhi !


Mi sei sembrata bella …. aspettavi alla finestra il profumo della pioggia!Aspettavi me .


Lo so, loso, sono parole che si sperdono al momento, in un momento ritornano, appassiscono …. poi come qualche gesto, si dimentica,

qualche giorno, qualche data, il mio nome.... !


Lo so, lo so, l'Amore è un soffio lo so!


Vincenzo Calafiore


Θα σε έχω!


Σχεδόν όλοι έχουν ένα όνειρο να κυνηγήσουν.

Αλλά σε έχω! Είσαι ο καλύτερος που έχω.

Έτσι τίποτα δεν μπορεί να με πληγώσει, θα είναι το καλύτερο που θα έχω ποτέ, περπατώντας μαζί σου.

Το ξέρω, το ξέρω, είναι λόγια που λέγονται, σαν να παίρνω μια ανάσα,

είναι λόγια που ορκίζονται χωρίς ντροπή!


Μια μέρα ή μια άλλη θα έρθω σε εσένα, απλώς για να σου πω ότι σε αγαπώ,

αλλά το ξέρεις ήδη αυτό.

Κατέβηκες από τον ουρανό ή από τη θάλασσα, δεν ξέρω!

Αυτό που ξέρω είναι ότι είσαι μια ηχώ μέσα στον κόσμο μου...


μερικές φορές πιο κοντά ή πιο μακριά, από την πρώτη μέρα,

από την πρώτη νύχτα, που σε ονειρεύτηκα με τα ίδια μου τα μάτια!


Μου φαινόσουν όμορφη... περίμενες στο παράθυρο τη μυρωδιά της βροχής! Με περίμενες.


Ξέρω, ξέρω, είναι λέξεις που χάνονται στη στιγμή, σε μια στιγμή επιστρέφουν, μαραίνονται... Έπειτα, σαν κάποια χειρονομία, ξεχνιέται,

κάποια μέρα, κάποιο ραντεβού, το όνομά μου...!


Ξέρω, ξέρω, η αγάπη είναι μια ανάσα, το ξέρω!


Βιντσέντζο Καλαφιόρε


¡Te tendré!


Casi todos tienen un sueño que perseguir.


¡Pero yo te tengo a ti! Eres lo mejor que tengo.


Así que nada puede lastimarme, será lo mejor que jamás tendré, caminar contigo.


Lo sé, lo sé, son palabras dichas, como un suspiro,

¡son palabras juradas sin vergüenza!


Un día u otro vendré a ti, solo para decirte que te amo,

pero ya lo sabes.


Bajaste del cielo, o del mar, ¡no lo sé!


Lo que sé es que eres un eco dentro de mi mundo...

a veces más cerca, a veces más lejos, desde el primer día,

desde la primera noche, ¡que soñé contigo con mis propios ojos!


Me parecías hermosa... ¡estabas esperando en la ventana el aroma de la lluvia! Estabas esperándome.


Lo sé, lo sé, son palabras que se pierden en el momento, en un instante regresan, se marchitan... Luego, como un gesto, se olvidan,

algún día, alguna fecha, ¡mi nombre...!


Lo sé, lo sé, el amor es un suspiro, ¡lo sé!


Vincenzo Calafiore


I'll have you!


Almost everyone has a dream to chase.

But I have you! You're the best I have.

So nothing can hurt me, it will be the best I'll ever have, walking with you.

I know, I know, they are words spoken, as if in a breath,

they are words sworn without shame!


One day or another I'll come to you, just to tell you that I love you,

but you already know that.

You came down from the sky, or from the sea, I don't know!

What I know is that you are an echo inside my world...

sometimes closer or further away, since the first day,

since the first night, that I dreamed of you with my own eyes!


You seemed beautiful to me... you were waiting at the window for the scent of rain! You were waiting for me.


I know, I know, they are words that are lost in the moment, in an instant they return, they wither... Then, like some gesture, it's forgotten,

some day, some date, my name...!


I know, I know, Love is a breath, I know!


Vincenzo Calafiore

lunedì 9 marzo 2026


 

PERICLE

Vincenzo Calafiore

10 Marzo 2026 Udine -Italia


Nel V secolo a.C. Atene era la potenza dominatrice del Mar Egeo. In città fiorivano in egual misura la ricchezza e l'operosità, l'ingegno artistico, la letteratura e la filosofia, all'interno di un governo democratico che rappresentava un'eccezione nell'antichità. Forse i nostri politici farebbero bene a rileggere la storia, questa storia straordinaria di un uomo che fondò la vera “ democrazia” quella odierna solo a pronunciarla è un'offesa al vero significato della parola stessa. E' rimasta solo che una parola, la democrazia è solo che una pallida idea!

I suoi abitanti erano straordinariamente orgogliosi di vivere in un contesto simile di potenza e di splendore, e la nuova Acropoli, costruita per iniziativa di Pericle, era divenuta l'emblema del dominio ateniese sulle altre città della Grecia.

Ad Atene, durante il governo democratico, di Pericle, tutti gli uomini, senza distinzione di classe o di ricchezza, i figli di padre ateniese e maggiorenni erano considerati cittadini.


Il territorio greco:


Il territorio greco era frammentato da catene montuose che separavano le piane fertili, ostacolando l’unificazione politica su larga scala. Proprio questa frammentazione geografica favorì la nascita di città-stato indipendenti, generando una variegata gamma di sistemi politici e forme di organizzazione sociale. Il mare divenne un elemento unificante: i Greci svilupparono una gran de abilità nella navigazione e nell’esplorazione marittima, stabilendo contatti e colonie sulle coste del Mediterraneo, fino alla Magna Grecia, in Sicilia e Calabria, Puglia.

Ilperiodo buioche seguì il declino delle culture micenea e minoica, attorno al XII secolo a.C., portò a un momentaneo arretramento culturale e tecnologico, ma fu anche un periodo di trasformazione che gettò le basi per la fioritura dell’età arcaica (VIII-VI secolo a.C.). Nei secoli successivi, la Grecia si popolò di pòleis capaci di competere fra loro e di ampliare la propria influenza, dando forma a un mondo plurale, ricco di scambi culturali e di sfide militari.


Pericle.

Nome composto dalle parole greche ( περι peri, “intorno”) e κλεος (kleos, “gloria”) e che significa pertanto “circondato dalla gloria, fu un grande sostenitore della democrazia (nell’accezione aristotelica del termine) ed ebbe il merito di porre Atene a capo delle città-Stato presenti nella Lega delio-attica. Inoltre, al fine di dare un impiego a migliaia di operai ed artigiani, promosse un importante progetto edilizio che portò alla costruzione di numerose meraviglie nell' Acropoli, compreso il Partenone.


Chi era Pericle?


Pericle nacque nel demo di Colargo convenzionalmente nel 495 a.C. dal politico e militare Santippo e da Agariste, discendente della potente famiglia degli Alcmeonidi. Particolarmente introverso ed estremamente a disagio per la bizzarra forma del proprio cranio, trascorse un’infanzia ed un’adolescenza tranquille, dedicandosi agli studi ed apparendo di rado in pubblico. Intraprese ben presto la carriera negli affari pubblici, soprattutto grazie alle influenti conoscenze della madre, divenne il primo politico a dare grande importanza alla filosofia: la sua proverbiale calma, ad esempio, si ritiene fosse un “ insegnamento di vita “ appreso da Anassagora, divenuto negli anni suo grande amico. Secondo Plutarco restò alla guida di Atene per 40 anni, a partire quindi dal 460 a.C., impegnandosi tanto a proteggere la propria vita privata, quanto a porsi come modello per i cittadini, evitando banchetti ed ogni contesto mondano.


L'Ascesa al potere:

Nel 461 a.C., nella polis greca, iniziò la cosiddetta ‘era della democrazia radicale’: ciò fu dovuto al fatto che Efialte, leader del partito e maestro di Pericle, propose una netta riduzione dei poteri dell’Areopago, concilio cittadino controllato dall’aristocrazia, che venne approvato dall’Ecclesia, la principale assemblea. In sostanza, il partito democratico divenne via via sempre più dominante nella cosa pubblica ateniese e ciò permise a Pericle di eliminare dalla scena il principale rivale: Cimone, capo della fazione conservatrice, di lì in avanti vittima di ostracismo. Pericle, salito al potere dopo l’uccisione di Efialte e ‘leader supremo’ fino alla morte, perseguì una politica populista e demagogica, permise ai poveri di assistere agli spettacoli teatrali senza pagare l’ingresso, oltre che ad entrare nel sistema politico e negli uffici pubblici, abbassò il requisito di proprietà per i magistrati e aumentò gli stipendi a tutti coloro che avevano prestato servizio come giurati nel tribunale supremo di Atene, l’Heliaia. Il suo provvedimento più controverso, tuttavia, fu emanato nel 451 a.C., quando riconobbe la cittadinanza ateniese solo a chi aveva entrambi i genitori originari della polis stessa. Quest’insieme di leggi, tuttavia, spinse i suoi detrattori ad accusarlo di essere il responsabile della degenerazione progressiva della democrazia.


Il Pensiero filosofico greco:

Il pensiero filosofico greco è uno dei lasciti più importanti della civiltà ellenica, in grado di influenzare la storia intellettuale dell’Occidente fino ai giorni nostri. Le riflessioni dei primi pensatori si concentravano sulla ricerca del principio originario della realtà (l’archè), come testimoniano filosofi presocratici qualiTalete, Anassimandro e Anassimene. Questi pionieri si interrogarono sulla natura del cosmo, allontanandosi dai miti tradizionali e ponendo le basi della scienza e della matematica.

In seguito, la filosofia divenne sempre più sofisticata, grazie all’opera di Socrate, che introdusse il metodo del dialogo e la costante ricerca dellavirtù e della verità interiore. Il suo discepolo Platone sviluppò una teoria delle idee secondo cui la realtà sensibile è una copia imperfetta di modelli ideali. Nel celebre “mondo delle idee,” Platone collocava i principi supremi di bellezza, bontà e giustizia, suggerendo che l’anima umana, di natura immortale, potesse ricordare questi ideali grazie a un processo di reminiscenza.

Aristotele allievo di Platone, si interessò a una vasta gamma di discipline, dalla fisica all’etica, dalla politica alla botanica, sistematizzando il sapere del tempo e mettendo in luce la necessità di un approccio empirico all’indagine della realtà.

I Romani, ammaliati dall’arte, dalla filosofia e dal prestigio culturale dei Greci, assorbirono molti aspetti della civiltà ellenica, combinandoli con la propria tradizione. L’arte romana si ispirò alle forme greche, la scultura di grandi maestri ellenici fu copiata e ampiamente riprodotta, mentre la letteratura latina subì una forte influenza dalla poetica greca, come si nota nelle opere di autori latini quali Virgilio e Orazio. La stessa filosofia greca continuò a prosperare a Roma, dove vissero e insegnarono esponenti di spicco di diverse scuole filosofiche.

Nel 146 a.C. la Lega Achea fu definitivamente sconfitta, segnando il passaggio di gran parte dei territori greci sotto il dominio romano.



venerdì 6 marzo 2026


 

Si, che si può!

Vincenzo Calafiore

6 Marzo 2026 Udine ( Italy)


...guardare il cielo...

e ritrovarlo sempre,

qualsiasi parte, tu sia!

Anche ogni volta che entriamo

e usciamo dalla nostra vita! “

Vincenzo Calafiore


Guardare il cielo. Lo ritroviamo ogni volta da qualsiasi ovunque ci si trovi. Seguire il lento cammino della luna e delle stelle, ha sempre avuto per me un senso, il senso di una visita grave e felice all'universo di cui faccio parte.

Quando mi separavo da te, vita mia, ci davamo appuntamento su una stella, tu preferivi “ Antares “ la stella più bella e più luminosa,io preferivo “ Sirio” ma vincevi sempre tu!

A me sembrava di vedere il filo roso che ci lega, linea luminosa partire da ciascuno di noi per riunirci poi in Antares.

Contemplando il cielo, di notte, ho misurato la mia gioia, la mia serena esistenza, della solitudine, dell'amore.... “ fedele come il sole al giorno, come il ferro alla calamita, come la terra al suo ombelico... “ diceva Troilo a Cressida!

Poi per u tempo lungo fuggii il cielo, te n'eri andata via!

Il cielo lo ritrovai una notte d'estate, dalla spiaggia di Tropea scrutavo le stelle cercandone una in particolare, Antares, quella sera rimasi a lungo fuori su quella spiaggia, sperando in un tuo ritorno.

Ogni volta che mi si presentavano i motivi per essere felice, avvertivo in me la mia caduta.

Torno a guardare il cielo che amo, chissà perché rassomiglia tanto ai tuoi occhi. E' di un azzurro acceso. Nuvole basse e bianche passano sopra la testa come un gregge al pascolo.

Il sole oggi è come la felicità che ho in me. Ho ricercato un nuovo equilibrio, lo trovo a momenti, poi svanisce.

Noi due siamo stati due voci dello stesso amore e nulla poteva impedirlo. C'eri tu, io e quel “ noi” che non era esattamente la somma di te, di me, era qualcosa di più, un qualcosa che ci avrebbe superati e contenuti.

Il deserto della solitudine, più di ogni altro, libera la fantasia. Ti parlavo, ci adagiavamo fianco a fianco sdraiati sulla riva a guardare il cielo senza pronunciar parola.

Quando il sogno svaniva, e con esso la tua presenza, non provavo tristezza. Tu esistevi, ci eravamo nuovamente incontrati, che importava il resto! Non eravamo uniti e lo siamo da sempre stati.Io foggiavo il mio destino ed esso mi foggiava forse come tu mi volevi.

Avevo la pretesa di considerarmi forte,in realtà senza che me rendessi conto ero stato demolito un po' alla volta e senza alcun dolore, di questo devo essere grato a Chronos che mi ha tenuto nelle sue vertiginose spire. Mi credevo fuori dal cielo ed ero per i suoi occhi il cielo. Mi credevo fuori dal ciclo “ felicità-infelicità” e ignoravo che proprio la felicità era a darmi quella sicurezza di esistere.

Quella nostra felicità la respiravo con la stessa naturalezza con cui respiro l'aria.

Devo accettare un futuro nel quale tu manchi.

Quanto tempo? Avevo domandato ai medici, quando ci hanno fatto entrare in una stanzetta adiacente alla sala operatoria.

Da uno a sei mesi, al massimo, fu la risposta!

Non potete fare in modo che non si svegli più, visto che è ancora addormentata?

No, non si può!

Ma, il cancro non perdona! Costringe a vivere tutto vertiginosamente affinchè non vada perso neanche un minuto. Ammucchiare e stipare immagini e sensazioni, emozioni da poco, e tante silenziose lacrime.

Come trovare una strada, un marciapiede, un incrocio ove non avessimo camminato assieme?

Come trovare la forza di superare il giorno e attendere la notte, la nostra notte?

La verità è che la mia ragione si rifiutava di accettare quessti miragi, ma il cuore no, li cercava.

La vita deve continuare, il grano deve crescere, le Amapole continueranno a dipingere i campi di bellezza, mentre si continua a morire.

E così è cominciata la tua assenza dal mondo. Io sono solo.

Forse non sapevo quanto sarebbe stato pazzesco l'amore mio per te, da quando ti ho vista addormentata con una amapola nelle mani. So invece che è possibile ancora amarci.

Si, che si può!