L'esistenza disordinata e oscura che è in noi
Vincenzo Calafiore
29 Maggio 2026 Udine F.V.G. Italy
“ … non negar mai la verità all'esistenza “
( Vincenzo Calafiore )
Capita di mettere i fatti dell'esistenza uno dopo l'altro e in disordine, anche, con la certezza che alla fine, questi, si possano comporre in un quadro, chiaro e comprensibile.
Per riportare alla luce o in superficie “ quel qualcosa di oscuro” che fermenta dentro e contemplarlo e descriverlo se se ne è all'altezza.
Sono dolorose considerazioni che il cuore compie e quando finisce lascia sgomento e disorientamento.
La spietata analisi psicologica trova lo scatto rilevatore nell'incontro di una linea orizzontale, polarizzata da una parola colloquiale e limpida, rastremata e snella: Onestà , e da una linea verticale movimentata da una parola ribelle, che si arroventa e si centrifruga nel rivisitato fondo esistenziale: Libertà .
Il pensiero assume allora un ritmo elastico capace di trasmettere senza contraccolpi le tematiche più gravi, i colori più forti, il serpeggiare di qualche motivo indocile, saldandoli ad una struttura narrante compatta, pur se declinata in spazi volutamente difformi, e dettata da una felice -liberazione – simile agli impulsi della confessione, non impiegando meccaniche protezioni, ma restando aperta ad una dosata regola di elegante dialogo, di pensieri, sguardi oltre le apparenze.
E' un racconto interiore. Una specie di creatura di confine cui piace provocare la sofferenza e liberarsi della spietata precisione dei ricordi.
Al fine di lasciare libera l'immaginazione. Mosaico di tessere leggere ma incise di pena, sofferenza, dolore; l'anima, bisognosa di verità è risucchiata dalle sabbie mobili di questo sistema ingrato e violento, falso, di falsi idoli, di falsi miti, di false verità e false libertà.
In realtà siamo dei cani imprigionati in comode celle da un padrone subdolo e cattivo.
Invece bisognerebbe vivere prendendo il bello dei giorni senza preoccuparsi di dover compiere disordinate esperienze, lasciandosi trascinare dal bellissimo ritmo della vita nel vivere l'esistenza.
Diversamente, come purtroppo accade quotidianamente si rimane ad ascoltare il lento sgocciolare dei giorni, dei minuti, il vuoto che si forma in torno a una svagata libertà, il silenzio degli affetti che non sanno trattenere la delicità di chi ama e dell'essere amati.
E' così un osservare con pietà gli uomini condannati per loro stessa mano, murati vivi in infinite solitudini.
Dal suo rifugio nel cuore, l'io narrante vede l'esistenza franare o agonizzante come una balena ferita.
Rimane la poca umanità di un uomo e una donna che si perdono nel nulla con un lontano e irraggiungibile orizzonte negli occhi !




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