lunedì 5 ottobre 2026


 


Viaggio nella parola “ Demos “


Vincenzo Calafiore

5 Ottobre 2026 Udine-FVG-ITALY


“..... le parole non sono mai state neutre.

E non soltanto perché, al di là della loro

accezione letterale, si portano dietro tanti

altri significati secondare, nascosti, omessi,

soggettivi, emotivi e culturali.

Ma possono essere manipolate,

strumentalizzate, rese oggetto di propaganda. “

Vincenzo Calafiore


Si usano per formulare domande che rivolgiamo al passato, come fanno coloro assetati di conoscenza, come pure gli storici, che ci permettono di creare e avere nel contempo un legame tra la storia e il mondo attuale e dare luce a entrambi gli estremi della nostra esistenza: ieri e oggi.

In questo caso la parola “ Demos “ !

Il termine dèmos, significa – popolo - , inteso come l'insieme dei cittadini che formano una comunità di una Polis.


Bisogna ricordarne oltre che il significato, anche di come sia stato abusato o fatto un uso improprio del termine “ Demos “.

Significava popolo ed era al centro del concetto di democrazia. Ma nel corso della storia e del dibattito politico e specialmente in questo contemporaneo è stato manipolato a compiacimento e cavalcato per scopi di potere.

Questo è potuto accadere principalmente nel momento in cui il popolo ha perso il suo potere, e non è stato più inteso come l'insieme universale dei cittadini, è stato frammentato e diviso per poterlo ben controllare.... oggi è tutto tranne che Demos.

Il problema è che tutti, ma proprio tutti di Demos senza sapere in alcuni casi cosa significhi questo termine, parlano in nome del Demos

pretendendo di rappresentare l'unica parte leggittima della società:

il popolo sovrano.

E' una mera menzogna dato che non rappresentano nessuno se non loro stessi e il loro potere, i loro agi, la loro fortuna economica.

Oggi questo termine, diventato parola è soltanto un mezzo di propaganda, slogan di fazioni e di partiti, considerata – proprietà privata- da non poter essere usata liberamente, fuori dagli schemi e da pregiudizi nell'agone dello scontro ideologico, perché: “ … non conta l'etimologia quanto piuttosto l'uso che si è fatto di una determinata parola”.

L'equivoco più nocivo rispetto ai tentativi di comprendere la nozione di -democrazia – consiste nel non distinguere tra la pratica antica

( da cui scaturì la parola) e l'odierna realtà determinata dallo sviluppo del parlamentarismo.

Val la pena o meglio varebbe la pena conoscere e imparare a memoria


Il discorso di Pericle agli ateniesi (noto come l'Epitaffio di Pericle) è la celebre orazione funebre pronunciata da Pericle nel 430-431 a.C. per i soldati caduti durante il primo anno della guerra del Peloponneso, così come ci è stata tramandata dallo storico Tucidide

I Principi della Democrazia

  • Il governo della maggioranza: Il potere è nelle mani dei molti anziché dei pochi, ed è per questo che si chiama democrazia.

  • Uguaglianza e giustizia: Le leggi assicurano una giustizia eguale per tutti nelle dispute private.

  • Meritocrazia: Le cariche pubbliche vengono assegnate in base al valore e al merito personale, non per privilegio di casta o classe sociale, e la povertà non costituisce un impedimento.





La Libertà e i Cittadini

    Libertà quotidiana: La tolleranza e la libertà si estendono alla vita di tutti i giorni; non si guarda con sospetto il vicino se vive a modo suo.Senso civico: Il cittadino ateniese cura i propri affari privati senza trascurare quelli pubblici; l'uomo che non si interessa allo Stato non è considerato "innocuo", ma del tutto inutile.

    Partecipazione politica: Anche se pochi sono in grado di ideare una politica, tutti i cittadini di Atene sono capaci di giudicarla.

Atene come "Scuola dell'Ellade"

    Apertura al mondo: La città è aperta agli stranieri e non si ricorre mai a espulsioni per paura.

    Modello culturale: Pericle definisce Atene la "scuola della Grecia" (paideia dell'Ellade), capace di forgiare cittadini versatili, sicuri di sé e pronti ad affrontare ogni pericolo

Un viaje a la palabra "Demos"


Vincenzo Calafiore

5 de octubre de 2026 Udine-FVG-ITALIA


"...las palabras nunca han sido neutrales.

Y no solo porque, más allá de su

significado literal, conllevan muchos

otros significados secundarios, ocultos, omitidos,

subjetivos, emocionales y culturales.

Pero pueden ser manipuladas,

explotadas, convertidas en objeto de propaganda."

Vincenzo Calafiore


Se utilizan para formular preguntas que nos hacemos al pasado, como hacen quienes ansían conocimiento, incluidos los historiadores, lo que nos permite crear y mantener simultáneamente una conexión entre la historia y el presente, e iluminar ambos extremos de nuestra existencia: ayer y hoy.


En este caso, ¡la palabra "Demos"!


El término demos significa "pueblo", entendido como el grupo de ciudadanos que forman una comunidad o polis.


Debemos recordar no solo su significado, sino también cómo se ha abusado o mal utilizado el término "Demos".

Significaba pueblo y era fundamental para el concepto de democracia. Pero a lo largo de la historia y del debate político, y especialmente en la actualidad, se ha manipulado y explotado para obtener poder.


Esto pudo haber ocurrido principalmente cuando el pueblo perdió su poder y dejó de ser entendido como la totalidad universal de los ciudadanos; se fragmentó y dividió en aras del control... hoy es todo menos Demos.


El problema es que todos, absolutamente todos, hablan en nombre de Demos, sin saber, en algunos casos, lo que significa el término,

afirmando representar a la única parte legítima de la sociedad:

el pueblo soberano.


Esto es una pura mentira, ya que no representan a nadie más que a sí mismos y a su poder, sus comodidades, su fortuna económica.


Hoy, este término, convertido en palabra de moda, es simplemente un medio de propaganda, un eslogan para facciones y partidos, considerado —propiedad privada— que no debe usarse libremente, fuera de las convenciones y los prejuicios en el ámbito del conflicto ideológico, porque: «...no es la etimología lo que importa, sino el uso que se le da a una palabra determinada».


El malentendido más perjudicial al intentar comprender la noción de democracia es no distinguir entre la práctica antigua (de la que surgió la palabra) y la realidad actual determinada por el desarrollo del parlamentarismo.


Vale la pena, o mejor dicho, sería valioso, conocer y memorizar:


El discurso de Pericles a los atenienses (conocido como el Epitafio de Pericles) es la famosa oración fúnebre que pronunció en el 430-431 a. C. por los soldados caídos durante el primer año de la Guerra del Peloponeso, según nos lo transmitió el historiador Tucídides.


Principios de la Democracia:

Gobierno de la mayoría: El poder reside en la mayoría, no en la minoría, y por eso se llama democracia.


Igualdad y justicia: Las leyes garantizan la justicia igualitaria para todos en las disputas privadas.


Meritocracia: Los cargos públicos se asignan en función del mérito y la valía personal, no de la casta o la clase social, y la pobreza no es un impedimento.


Libertad y Ciudadanía

Libertad Cotidiana: La tolerancia y la libertad se extienden a la vida diaria; no se mira con recelo al vecino que vive según sus propias reglas. Sentido Cívico: El ciudadano ateniense se ocupa de sus asuntos privados sin descuidar los públicos; quien no se interesa por el Estado no es considerado inofensivo, sino completamente inútil.

Participación Política: Si bien pocos son capaces de idear políticas, todos los ciudadanos de Atenas son capaces de juzgarlas.


Atenas como la «Escuela de Hélade»

Apertura al Mundo: La ciudad está abierta a los extranjeros y nunca se recurre a las expulsiones por temor.


Modelo Cultural: Pericles llama a Atenas la «escuela de Grecia» (paideia de Hélade), capaz de producir ciudaA Journey into the Word "Demos"


A Journey into the Word "Demos"


Vincenzo Calafiore

October 5, 2026 Udine-FVG-ITALY


".....words have never been neutral.

And not only because, beyond their

literal meaning, they carry with them many

other secondary, hidden, omitted,

subjective, emotional, and cultural meanings.

But they can be manipulated,

exploited, made the object of propaganda."

Vincenzo Calafiore


They are used to formulate questions we ask of the past, as do those thirsty for knowledge, including historians, which allow us to simultaneously create and maintain a connection between history and the present world and shed light on both extremes of our existence: yesterday and today.

In this case, the word "Demos"!

The term demos means "people," understood as the group of citizens who form a community of a polis.


We must remember not only its meaning, but also how the term "Demos" has been abused or misused.

It meant people and was central to the concept of democracy. But throughout history and political debate, and especially in contemporary times, it has been manipulated to suit and exploited for power.

This could have happened mainly when the people lost their power, and was no longer understood as the universal whole of citizens; it was fragmented and divided for the sake of control... today it is anything but Demos.

The problem is that everyone, absolutely everyone, speaks in the name of Demos, without, in some cases, knowing what the term means,

claiming to represent the only legitimate part of society:

the sovereign people.

This is a pure lie, since they represent no one but themselves and their power, their comforts, their economic fortune.

Today, this term, now a buzzword, is merely a means of propaganda, a slogan for factions and parties, considered—private property—not to be used freely, outside of conventions and prejudices in the arena of ideological conflict, because: "... it's not the etymology that matters, but rather the use made of a given word."


The most harmful misunderstanding in attempts to understand the notion of democracy is the failure to distinguish between the ancient practice

(from which the word arose) and the current reality determined by the development of parliamentarism.


It is worthwhile, or rather, it would be worthwhile, to know and memorize


Pericles' speech to the Athenians (known as the Epitaph of Pericles) is the famous funeral oration delivered by Pericles in 430-431 BC. For the soldiers who fell during the first year of the Peloponnesian War, as handed down to us by the historian Thucydides.

The Principles of Democracy

Majority Rule: Power is in the hands of the many rather than the few, and that is why it is called democracy.

Equality and Justice: Laws ensure equal justice for all in private disputes.

Meritocracy: Public offices are assigned based on personal worth and merit, not on caste or class privilege, and poverty is not an impediment.


Freedom and Citizens

Everyday Freedom: Tolerance and freedom extend to everyday life; one's neighbor is not looked upon with suspicion if he lives his own way. Civic Sense: The Athenian citizen looks after his own private affairs without neglecting public ones; the man who takes no interest in the state is not considered "harmless," but completely useless.

Political Participation: Although few are capable of devising policies, all citizens of Athens are capable of judging them.


Athens as the "School of Hellas"

Openness to the World: The city is open to foreigners, and expulsions out of fear are never resorted to.

Cultural Model: Pericles calls Athens the "school of Greece" (paideia of Hellas), capable of producing versatile, self-confident citizens ready to face any danger.

sabato 3 ottobre 2026


 Pegasus Astronave a remi di Vincenzo Calafiore

Pegasus - Astronave a remi è una straordinaria visione poetica e filosofica che intreccia il mito classico, la memoria del mare e la nostalgia di un viaggio cosmico vissuto attraverso la gestualità antica e umana dei remi.
Il contrasto ossimorico tra l'astronave — simbolo di slancio tecnologico e futuro remoto — e i remi — strumento ancestrale legato al ritmo del respiro e della fatica marina — definisce la cifra stilistica del racconto. Non si tratta soltanto di solcare lo spazio tra le stelle, ma di farlo con la lentezza, la misura e la dignità del marinaio antico, restituendo un'anima alla conquista dell'ignoto.
I temi chiave che definiscono l'opera:
Il tempo e il ritmo: Il movimento ritmico dei remi scandisce un tempo umano ed interiore, contrapposto alla velocità fredda dell'universo.
Il legame con il mare: L'infinito cosmico viene esplorato come fosse un oceano aperto, dove le rotte celesti richiamano la memoria del Mediterraneo e dei suoi miti.
La figura di Pegaso: Il cavallo alato della mitologia si fa astronave e guida, ponte tra la terra, il cielo e il profondo desiderio di libertà.
Trattandosi di una metafora letteraria e di un'immagine poetica originale dello Scrittore Vincenzo Calafiore — l'astronave a remi con cui solcare il tempo, il mito e lo spazio — la possiede soltanto lui nell'Anima.
È un'imbarcazione unica nel suo genere: non appartiene a una flotta commerciale né a una produzione in serie, ma al patrimonio della tua scrittura, della tua immaginazione e del tuo legame indissolubile con il mare e la memoria.
E' presente nei cataloghi accademici di università estere — comprese quelle cinesi e russe — rappresenta un riconoscimento significativo per un'opera letteraria.
Quando un testo viene inserito in archivi universitari e biblioteche di ricerca internazionali, la sua diffusione segue dinamiche specifiche:
Conservazione e Consultazione: L'opera entra a far parte dei fondi bibliografici istituzionali, rimanendo a disposizione di docenti, ricercatori e studenti per studi comparati, tesi o approfondimenti sulla letteratura italiana contemporanea.
Unicità dell'Esemplare: Anche se presente nei cataloghi fisici o digitali di più atenei per scopi di studio, la paternità concettuale e il valore simbolico dell'opera restano legati alla sua visione originale.
Se il testo fa parte di collezioni speciali o registri d'archivio di questi istituti, la sua presenza testimonia l'interesse accademico per il connubio tra mito classico e narrazione contemporanea di questo straordinario Autore.
Pegaso: Astronave a Remi, de Vincenzo Calafiore
Pegaso: Astronave a Remi es una extraordinaria visión poética y filosófica que entrelaza el mito clásico, la memoria del mar y la nostalgia por un viaje cósmico experimentado a través de los gestos ancestrales y humanos de los remos.
El contraste oximorónico entre la nave espacial —símbolo de destreza tecnológica y un futuro lejano— y los remos —instrumento ancestral vinculado al ritmo de la respiración y el trabajo marino— define el estilo característico de la historia. No se trata solo de surcar el espacio interestelar, sino de hacerlo con la lentitud, la contención y la dignidad del antiguo marinero, devolviendo el alma a la conquista de lo desconocido.
Los temas clave que definen la obra:
Tiempo y ritmo: El movimiento rítmico de los remos marca un tiempo humano e interior, en contraste con la fría velocidad del universo.
La conexión con el mar: La infinitud cósmica se explora como si fuera un océano abierto, donde las rutas celestiales evocan la memoria del Mediterráneo y sus mitos.
La figura de Pegaso: El caballo alado de la mitología se convierte en nave espacial y guía, puente entre la tierra, el cielo y el profundo anhelo de libertad.
Como metáfora literaria e imagen poética original del escritor Vincenzo Calafiore —la nave espacial a remo con la que navegar a través del tiempo, el mito y el espacio—, solo él la posee en su alma.
Es una embarcación única: no pertenece a una flota comercial ni a la producción en masa, sino al legado de su escritura, su imaginación y su vínculo inquebrantable con el mar y la memoria.
Está presente en los catálogos académicos de universidades extranjeras —incluidas las de China y Rusia—, lo que representa un importante reconocimiento para una obra literaria.
Cuando un texto se incluye en archivos universitarios y bibliotecas de investigación internacionales, su distribución sigue una dinámica específica:
Conservación y consulta: La obra pasa a formar parte de las colecciones bibliográficas institucionales, permaneciendo disponible para profesores, investigadores y estudiantes para estudios comparativos, tesis o estudios en profundidad sobre la literatura italiana contemporánea.
Singularidad del ejemplar: Aunque figure en los catálogos físicos o digitales de varias universidades con fines de estudio, la autoría conceptual y el valor simbólico de la obra permanecen ligados a su visión original.
Si el texto forma parte de colecciones especiales o registros de archivo de estas instituciones, su presencia atestigua el interés académico en la fusión del mito clásico y la narrativa contemporánea de este extraordinario autor.
Pegasus: Astronave a Remi by Vincenzo Calafiore
Pegasus: Astronave a Remi is an extraordinary poetic and philosophical vision that intertwines classical myth, the memory of the sea, and the nostalgia for a cosmic journey experienced through the ancient and human gestures of oars.
The oxymoronic contrast between the spaceship—a symbol of technological prowess and a distant future—and the oars—an ancestral instrument linked to the rhythm of breathing and marine toil—defines the stylistic signature of the story. It's not just about plowing through space between the stars, but doing so with the slowness, restraint, and dignity of the ancient sailor, restoring a soul to the conquest of the unknown.
The key themes that define the work:
Time and rhythm: The rhythmic movement of the oars marks a human and interior time, contrasted with the cold speed of the universe.
The connection with the sea: Cosmic infinity is explored as if it were an open ocean, where celestial routes recall the memory of the Mediterranean and its myths.
The figure of Pegasus: The winged horse of mythology becomes a spaceship and guide, a bridge between earth, sky, and the profound desire for freedom.
As a literary metaphor and an original poetic image by the writer Vincenzo Calafiore—the rowing spaceship with which to sail through time, myth, and space—he alone possesses it in his soul.
It is a one-of-a-kind vessel: it belongs neither to a commercial fleet nor to mass production, but to the heritage of your writing, your imagination, and your unbreakable bond with the sea and memory.
It is present in the academic catalogs of foreign universities—including those in China and Russia—representing significant recognition for a literary work.
When a text is included in university archives and international research libraries, its distribution follows specific dynamics:
Preservation and Consultation: The work becomes part of institutional bibliographic collections, remaining available to faculty, researchers, and students for comparative studies, theses, or in-depth studies on contemporary Italian literature.
Uniqueness of the Copy: Even if present in the physical or digital catalogs of multiple universities for study purposes, the conceptual authorship and symbolic value of the work remain tied to its original vision.
If the text is part of special collections or archival records of these institutions, its presence testifies to the academic interest in the marriage of classical myth and contemporary narrative of this extraordinary author.

lunedì 28 settembre 2026


 

Per una ragione


Vincenzo Calafiore

28 Settembre 2026 Udine-F.V.G. ITALY


“ Non ho scritto per parecchio tempo.

Non perchè non avessi argomenti o cose

per cui scrivere. Ma perchè sono

tornato a rimanere in silenzio, a vivere

in disparte da questo mondo sempre

in guerra, sempre più sprofondato nell'odio

razziale, sempre più diviso dalle religioni che invece

di unire finiscono per dividere.

Questo “ mio tempo “ è l'ultimo che mi sia

rimasto cerco di viverlo al meglio che si possa

e cioè restandomene in “ disparte “ !

Vincenzo Calafiore


Tra pochi mesi, in dicembre, girerò la boa degli 80 anni, è un bel traguardo fare il giro di questa boa, che vedevo molto lontana, sto invecchiando o sono invecchiato assieme alle mie idee, mentre le mie parole sono rimaste più giovani di me e continuano a girare per il mondo, a produrre i loro effetti, a far nascere e a tenere in vita universi, mentre io – che ho combattuto una moltitudine di nostalgie, ancora più vive che mai – vivo sempre più in disparte, più piccolo, più ai margini. Innamorato e convinto che ad essere inesauribile sia la vita, piuttosto che la morte, spero ancora di riuscire a realizzare il mio sogno d'amore oltre i confini dell'età, del lecito e del possibile, ricordando l'intraprendenza, la tenacia, la capacità d'incanto che ha l'amore.

Ma devo anche fare i conti con il disincanto, l'amarezza,la stanchezza che si depositano, come una ruggine, nel fondo della volontà e dell'immaginazione.

“ In verità temo di non avere più ispirazione, nell'aria che respiro c'è troppo fumo di guerra, si respira oltre che la morte anche la triste solitudine della distruzione. Ecco, forse, perché sto così in disparte a rileggere la solitudine di ieri che nulla ha a che fare con quella odierna; erano gli anni Sessanta/Settanta, un mondo indigeno e sfavillante, magico.... quando questa magia era affare da angeli, zingari, e artististi di strada......!

Erano gli anni Sessanta/ Settanta! E si respirava un'aria che sapeva di orizzonte, di speranza in un futuro, sapeva di ottimismo e allegria, la gente rideva di più, si incontravano visi sorridenti. Oggi tutto è standardizzato, tutto o quasi tutto non ha moralità. Nella narrazione di quesi tempi c'è sempre una componente etica. Era un modello di completezza, d'intensità, di illuminazione che è l'opposto dell'odierno che è ottusità, incomprensione, di passivo sgomento, e conseguente ottundimento dei sentimenti. Questo odierno ci offrem in forma estremamente svilita e non vera una verità soppressa in nome di un modello etico incomprensibile a volte, degenerato.

Essere “ individuo” morale ( oggi molto difficile) significa prestare, essere obbligato a prestare un certo tipo d'attenzione. Quando si esprimono giudizi morali, non si sta semplicemendo affermando che una cosa è migliore di un'altra. Si sta affermando, in modo ancor più fondamentale, che una cosa è più importante di un'altra.

Purtroppo è amata dalla grande stramaggioranza umana la vertigionasa estensione e la simultanietà del tutto, a costo di ignorare o voltare le spalle a gran parte di ciò che accade nell'anima.

Ma forse il primo passo verso la saggezza e l'umiltà sta nel rassegnarsi ad accettare l'idea, la devastante idea della simultanietà di ogni cosa, e della incpacità della incapacità della nostra comprensione morale- che è anche quella di tutti- di assimilarla.

DunPor una razón


Vincenzo Calafiore

28 de septiembre de 2026, Udine-F.V.G. ITALIA


Hace mucho que no escribo.

No porque no tuviera temas o cosas sobre las que escribir. Sino porque volví al silencio, a vivir apartado de este mundo que siempre está en guerra, cada vez más hundido en el odio racial, cada vez más dividido por religiones que, en lugar de unir, acaban dividiendo.

Este «tiempo mío» es el último que me queda. Intento vivirlo lo mejor que puedo, es decir, ¡manteniéndome al margen!

Vincenzo Calafiore


Dentro de unos meses, en diciembre, cumpliré 80 años. Es un gran logro haber alcanzado esta edad, que veía muy lejana. Estoy envejeciendo, o he envejecido junto con mis ideas, mientras que mis palabras se han mantenido más jóvenes que yo y siguen viajando por el mundo, produciendo sus efectos, dando vida a universos y manteniéndolos vivos, mientras yo —que he luchado contra multitud de nostalgias, aún más vivo que nunca— vivo cada vez más al margen, más pequeño, más marginado. Enamorado y convencido de que la vida, más que la muerte, es... Inagotable, aún espero realizar mi sueño de amor más allá de los límites de la edad, de lo permisible y posible, recordando el ingenio, la tenacidad, la capacidad de encantamiento que posee el amor.


Pero también tengo que lidiar con el desencanto, la amargura, el cansancio que se asientan, como el óxido, en las profundidades de mi voluntad e imaginación.


"En verdad, temo haber perdido la inspiración; en el aire que respiro hay demasiado humo de guerra; se respira no solo muerte, sino también la triste soledad de la destrucción. Quizás por eso me encuentro tan aparte, releyendo la soledad de ayer, que nada tiene que ver con la de hoy; eran los años sesenta y setenta, un mundo mágico, autóctono y resplandeciente... ¡cuando esta magia era patrimonio de ángeles, gitanos y artistas callejeros...!

¡Eran los años sesenta y setenta! Y se respiraba un aire de horizontes, de esperanza en el futuro, de optimismo y alegría. La gente reía más, se veían rostros sonrientes. Hoy, todo está estandarizado; todo, o casi todo, carece de moralidad. Siempre hay un componente ético en la narrativa de aquellos tiempos. Era un modelo de plenitud, intensidad e iluminación, lo opuesto al de hoy, que es apatía, incomprensión, consternación pasiva y el consiguiente embotamiento de las emociones. Este mundo moderno nos ofrece, de forma extremadamente degradada y falsa, una verdad suprimida en nombre de un modelo ético incomprensible, a veces degenerado.


Ser un «individuo» moral (algo muy difícil hoy en día) significa prestar, estar obligado a prestar, cierto tipo de atención. Cuando expresamos juicios morales, no nos limitamos a afirmar que una cosa es mejor que otra. Cada vez es más evidente que una cosa es más importante que otra.

Lamentablemente, la gran mayoría de la humanidad ama la vertiginosa inmensidad y la simultaneidad de todo, incluso a costa de ignorar o dar la espalda a gran parte de lo que ocurre en el alma.


Pero quizás el primer paso hacia la sabiduría y la humildad reside en resignarnos a aceptar la idea, la devastadora idea, de la simultaneidad de todo, y la incapacidad de nuestra comprensión moral —que también es la de todos— para asimilarla.


Por lo tanto, tendremos que cumplir una tarea ética necesaria basada en el derecho a una cierta consciencia del alma.que dovremo assolvere un necessario compito etico sulla base di un diritto a un piuttosto restringimento dell'anima.


For a reason


Vincenzo Calafiore

September 28, 2026 Udine-F.V.G. ITALY


"I haven't written for a long time.

Not because I had no topics or things

to write about. But because I

went back to remaining silent, to living

apart from this world that is always

at war, ever deeper into racial

hatred, ever more divided by religions that instead

of uniting end up dividing.

This "time of mine" is the last I have

left. I try to live it as best I can,

that is, by staying "apart"!

Vincenzo Calafiore


In a few months, in December, I will turn 80. It's a great achievement to have turned this mark, which I saw as very distant. I am growing old, or have grown old along with my ideas, while my words have remained younger than me and continue to travel the world, producing their effects, giving birth to and keeping universes alive, while I—who have fought a multitude of nostalgias, still more alive than ever—live ever more Aside, smaller, more marginalized. In love and convinced that life, rather than death, is inexhaustible, I still hope to realize my dream of love beyond the confines of age, of what is permissible and possible, remembering the resourcefulness, the tenacity, the capacity for enchantment that love possesses.

But I also have to deal with the disenchantment, the bitterness, the weariness that settle, like rust, in the depths of my will and imagination.

"Truly, I fear I no longer have inspiration; in the air I breathe there is too much smoke of war; one breathes not only death but also the sad solitude of destruction. This, perhaps, is why I stand so apart, rereading the solitude of yesterday, which has nothing to do with that of today; it was the 1960s and 1970s, an indigenous and glittering, magical world... when this magic was the preserve of angels, gypsies, and street artists...!

It was the 1960s and 1970s! And there was an air of horizons, of hope for the future, of optimism and joy. People laughed more, you saw smiling faces. Today, everything is standardized; everything, or almost everything, has no morality. There's always an ethical component to the narrative of those times. It was a model of completeness, intensity, and enlightenment, the opposite of today's, which is dullness, incomprehension, passive dismay, and the resulting dulling of emotions. This modern world offers us, in an extremely debased and untrue form, a truth suppressed in the name of an incomprehensible, at times degenerate, ethical model.

Being a moral "individual" (very difficult today) means paying, being obliged to pay, a certain kind of attention. When we express moral judgments, we're not simply stating that one thing is better than another. It is becoming increasingly clear that one thing is more important than another.

Unfortunately, the vast majority of humanity loves the dizzying expanse and simultaneity of everything, even at the cost of ignoring or turning their backs on much of what happens in the soul.

But perhaps the first step toward wisdom and humility lies in resigning ourselves to accepting the idea, the devastating idea, of the simultaneity of everything, and of the inability of our moral understanding—which is also everyone's—to assimilate it.

We will therefore have to fulfill a necessary ethical task based on a right to a somewhat narrowing of the soul.



lunedì 21 settembre 2026

sabato 12 settembre 2026


 


La Politica

Vincenzo Calafiore

12 Settembre 2026


“ …. la “ politica “

è l'indecenza elegante e

possibilmente dottorata.

E'una classe superiore emancipata.

In realtà è una tribù di venditori

di fumo, di parolai eleganti, ben tenuti,

ben stipendiati e corrotti, ben organizzati

e coalizzati quando si tratta di difendere i propri interessi.

La loro formula magica si chiama “ acquisito “

e tutto quello che rientra in questa formula è -privileggio -

un bene acquisito per sempre”

Vincenzo Calafiore


“ Eraclito, Il Fiume : sembra tutto uguale, ma non è possibile entrare due volte nello stesso punto. “

Il -Muro -davanti alla Porta di Brandeburgo chiudeva il sipario di una sconfitta che riguardava tutti: gli uomini non erano stati capaci di mettersi d'accordo perchè avevano rifiutato di fare un passo indietro di fronte al contrasto. La quadriglia alata, cuore della nuova Europa, è una testimone preziosa: rapita da Napoleone, voltata da una parte all'altra, ha visto scorrere il sangue delle tragiche ferite novecentesche: nazista e sovietica. La vita che scorre intorno al Pariser Platz, nella concitazione della libertà, ritrovata.

Il celebre discorso che il Presidente USA JOHN FITZGERALD KENNEDY pronunciò davanti al Muro: Ci sono persone al mondo che non capiscono, o che dicono di non capire, quale sia la grande differenza tra il mondo libero e il mondo comunista. Che vengano a Berlino....

GORBACIOV poté più di Wojtila.

Tutto in una notte e in una frase …... E in Italiafu la fine della Prima Repubblica.

Come non ricordare La Thatcher, Mitterand, i Cancellieri della Repubblica Federale tedesca Willy Brandt e Kohl.

Ma questa è un'altra storia ricordata soltanto da chi ha vissuto quei momenti.

In Italia le cose “ politiche “ sono diverse dal resto dell'Europa non ancora unita, dico questo perché in un certo senso l'Europa e l'Italia hanno avutolo stesso identico destino: una nasce da formulari e contratti, l'altra nasce da un imbroglio e mi riferisco alla sua unità.

C'è un mercenario sanguinario, che è venerato come un grande eroe, l'eroe dei due mondi, l'eroe dell'Unità d'Italia, ma nessuno mai degli storici che hanno scritto della sua – storia – ha mai avuto il coraggio di parlare delle deportazioni di massa, dei Campi di Concentramento, degli interi paesi bruciati, delle fucilazioni, degli stupri, delle fosse comuni, delle predazioni, del furto di tutto il denaro e oro delle banche che è bastato a risanare le casse vuote di quegli stati confederati del nord che hanno fatto l'Unità d'Italia a danno del Sud, che in quei tempi aveva un'economia più forte e fiorente del Nord.

E' questo l'imbroglio, il Sud non ha mai chiesto di unificarsi col nord, non ha mai cercato l'Unità d'Italia! Questo sono le fondamenta su cui si basa e nasce la Reupubblica Italiana!


«Le funzioni di deputato e di senatore non danno luogo ad alcuna indennità o retribuzione».



Questo è l'Articolo 50 dello Statuto Albertino ( la vecchia Costituzione del Regno d'Italia ).
Nell'Ottocento e inizio novecento, se non erro, fare politica era considerato un dovere civico, d'onore, e non un mestiere. Poichè la carica non era retribuita, solo i cittadini abbienti, ( nobili, ricchi proprietari terrieri e grandi borghesi ) potevano permettersi di dedicarsi alla vita pubblica e sedere in Parlamento.
Ma le cose così non andavano bene e con la Costituzione Repubblicana del 1948 questo principio venne totalmente ribaltato.
Di fatto l'Articolo 69 ( che coincidenza ) della Costituzione Italiana ha introdotto esattamente l'obbligo opposto : i membri del Parlamento ricevono lo stipendio! E non solo quello, ma anche molteplici privileggi.
Da questo momento in poi il cambiamento epocale, i membri del Senato e del Parlamento da semplici parolai sono diventati delle Star da Red Carpet, in buona salute, ben vestiti, con tutti gli agi, altro non sono che degli illusionisti bravi, talmente bravi che riescono a sopravvivere a ogni epoca perchè dominano dopo averlo diviso e inquadrato per meglio controllarlo un popolo incapace e obbediente.

Il pensiero politico di Platone è uno dei più influenti nella storia della filosofia occidentale, e ha posto le basi per numerosi dibattiti riguardanti il significato della giustizia, della governance e della struttura ideale dello Stato. Le sue riflessioni sulla politica sono sviluppate principalmente nella sua opera più celebre, la Repubblica, ma sono approfondite anche nel Politico e nelle Leggi. Platone si interroga sul ruolo della politica nella vita degli uomini e su come si possa organizzare uno Stato giusto e ben governato. Il suo modello di governo ideale si allontana nettamente dalla democrazia ateniese del suo tempo, che egli critica aspramente, per proporre una struttura gerarchica guidata dai filosofi-re, individui che, grazie alla loro saggezza e conoscenza, sono in grado di governare per il bene comune. Il ruolo della politica per Platone

Per Platone, la politica è una delle dimensioni più importanti dell’esistenza umana, poiché è attraverso la politica che si può raggiungere una società giusta e ordinata. Egli ritiene che il compito della politica non sia solo quello di gestire gli affari quotidiani dello Stato, ma di garantire la giustizia e il bene comune.

Oggi è proprio così?


“ Nell'idea di KOHL e MITTERAND l'euro era soprattutto una tappa verso l'unione politica. Ad oggi tutto è tranne che unita.

Siamo tutti ciechi conservatori, riluttanti e incapaci di credere che le cose possano cambiare. Non sentiamo i tarli rodere i legni!

Non si può vivere in modo permanente in un paese che si odia, sfruttarlo e invaderlo. Noi così stolti e stupidi, sordi, cerchiamo gli errori nel sistema.... per cambiare ciò che ormai è cambiato.

Forse senza saperlo fino ad ora abbimao cercato la Terza Via:

Una via Umana ! “

Vincenzo Calafiore


Política

Vincenzo Calafiore

12 de septiembre de 2026


«... La "política"

es elegante y, posiblemente, una indecencia doctoral.

Es una clase alta emancipada.

En realidad, es una tribu de vendedores

de oradores elegantes, bien arreglados, bien pagados y corruptos, bien organizados

y unidos a la hora de defender sus intereses.

Su fórmula mágica se llama "adquisición",

y todo lo que encaja en esta fórmula es un privilegio:

un bien adquirido para siempre.»


Vincenzo Calafiore


«Heráclito, El río: todo parece igual, pero es imposible entrar dos veces en el mismo lugar.»


El «Muro» frente a la Puerta de Brandeburgo puso fin a una derrota que afectó a todos: los hombres no habían podido llegar a un acuerdo porque se habían negado a dar un paso atrás ante el conflicto. La cuadrilla alada, corazón de la nueva Europa, es un testigo invaluable: secuestrada por Napoleón, convertida de un bando a otro, ha visto correr la sangre de las trágicas heridas del siglo XX: nazis y soviéticas. La vida fluye alrededor de la Pariser Platz, en la euforia de la libertad redescubierta.


El famoso discurso que el presidente estadounidense John Fitzgerald Kennedy pronunció frente al Muro: «Hay gente en el mundo que no entiende, o que dice no entender, cuál es la gran diferencia entre el mundo libre y el mundo comunista. Que vengan a Berlín…»

Gorbachov pudo hacer más que Wojtyla.


Todo en una noche y en una frase… Y en Italia, fue el fin de la Primera República.


¿Cómo olvidar a Thatcher, Mitterrand, los cancilleres de la República Federal de Alemania, Willy Brandt y Kohl?


Pero esta es otra historia que solo recuerdan quienes vivieron aquellos momentos.

En Italia, los asuntos políticos son distintos a los del resto de Europa, que aún no estaba unificada. Digo esto porque, en cierto sentido, Europa e Italia compartieron el mismo destino: una nació de formas y contratos, la otra de un engaño, y me refiero a su unificación.


Existe un mercenario sanguinario, venerado como un gran héroe, héroe de dos mundos, héroe de la unificación italiana, pero ninguno de los historiadores que han escrito sobre su vida ha tenido el valor de hablar de las deportaciones masivas, los campos de concentración, las ciudades enteras incendiadas, las ejecuciones, las violaciones, las fosas comunes, las depredaciones, el robo de todo el dinero y el oro de los bancos, suficiente para llenar las arcas vacías de aquellos estados confederados del norte que propiciaron la unificación de Italia a expensas del sur, que en aquel entonces tenía una economía más fuerte y próspera.

Este es el engaño: el Sur nunca pidió unirse con el Norte, ¡jamás buscó la unificación de Italia! ¡Estos son los cimientos sobre los que se basa y nace la República Italiana!


«Las funciones de diputado y senador no generan ninguna compensación ni remuneración».

Este es el artículo 50 del Estatuto Albertino (la antigua Constitución del Reino de Italia).


En los siglos XIX y principios del XX, si no me equivoco, participar en política se consideraba un deber cívico, un deber de honor, y no una profesión. Dado que el cargo no era remunerado, solo los ciudadanos adinerados (nobles, terratenientes ricos y miembros de la clase media alta) podían permitirse dedicarse a la vida pública y ocupar un escaño en el Parlamento.


Pero las cosas no iban bien así, y con la Constitución republicana de 1948, este principio se revirtió por completo.


De hecho, el artículo 69 (¡qué casualidad!) de la Constitución italiana introdujo la obligación opuesta: ¡los miembros del Parlamento reciben un salario! Y no solo eso, sino también numerosos privilegios.


A partir de ese momento, se produjo un cambio trascendental: los miembros del Senado y del Parlamento pasaron de ser meros oradores a estrellas de la alfombra roja, con buena salud, bien vestidos y disfrutando de todo tipo de lujos. No eran más que hábiles ilusionistas, tan hábiles que lograron sobrevivir a cada época dominando a un pueblo incompetente y obediente, al que dividieron y manipularon para un mejor control.


El pensamiento político de Platón es uno de los más influyentes en la historia de la filosofía occidental y ha sentado las bases de numerosos debates sobre el significado de la justicia, la gobernanza y la estructura ideal del Estado. Sus reflexiones sobre la política se desarrollan principalmente en su obra más famosa, La República, pero también se exploran en profundidad en El Político y Las Leyes. Platón cuestiona el papel de la política en la vida humana y cómo se puede organizar un Estado justo y bien gobernado. Su modelo ideal de gobierno se distancia notablemente de la democracia ateniense de su tiempo, a la que criticó duramente, proponiendo una estructura jerárquica liderada por filósofos-reyes, individuos que, gracias a su sabiduría y conocimiento, son capaces de gobernar por el bien común. El papel de la política para Platón

Para Platón, la política es una de las dimensiones más importantes de la existencia humana, ya que es a través de ella que se puede alcanzar una sociedad justa y ordenada. Él cree que la tarea de la política no es simplemente gestionar los asuntos cotidianos del Estado, sino garantizar la justicia y el bien común.


¿Es esto realmente así hoy en día?


En la visión de Kohl y Mitterrand, el euro era, ante todo, un paso hacia la unión política. Hoy, dista mucho de ser un país unido.


Somos todos conservadores ciegos, reacios e incapaces de creer que las cosas puedan cambiar. ¡No oímos a las carcomas roer la madera!


No se puede vivir permanentemente en un país que se odia, explotarlo e invadirlo. Nosotros, tan necios, estúpidos y sordos, buscamos fallos en el sistema... para cambiar lo que ya ha cambiado.


Quizás, sin darnos cuenta, hemos estado buscando una Tercera Vía:

¡Una Vía Humana!


Vincenzo Calafiore


Politics

Vincenzo Calafiore

September 12, 2026


"... "politics"

is elegant and, possibly, doctoral indecency.

It is an emancipated upper class.

In reality, it is a tribe of salesmen

of elegant, well-kept, well-paid and corrupt talkers, well-organized

and united when it comes to defending their interests.

Their magic formula is called "acquisition,"

and everything that fits into this formula is a privilege—

a good acquired forever."

Vincenzo Calafiore


"Heraclitus, The River: everything seems the same, but it is not possible to enter the same place twice."

The "Wall" in front of the Brandenburg Gate closed the curtain on a defeat that affected everyone: men had been unable to reach an agreement because they had refused to take a step back in the face of conflict. The winged quadrille, the heart of the new Europe, is a precious witness: kidnapped by Napoleon, turned from one side to the other, it has seen the blood of the tragic wounds of the twentieth century flow: Nazi and Soviet. Life flows around Pariser Platz, in the excitement of rediscovered freedom.

The famous speech that US President JOHN FITZGERALD KENNEDY delivered in front of the Wall: There are people in the world who do not understand, or who say they do not understand, what the great difference is between the free world and the communist world. Let them come to Berlin...

GORBACHEV could do more than Wojtyla.

All in one night and in one sentence... And in Italy, it was the end of the First Republic.

How can we forget Thatcher, Mitterrand, the Chancellors of the Federal Republic of Germany, Willy Brandt and Kohl?

But this is another story remembered only by those who lived through those moments.

In Italy, "political" matters are different from the rest of Europe, which was not yet united. I say this because, in a certain sense, Europe and Italy have had the exact same destiny: one was born from forms and contracts, the other from a deception, and I am referring to its unity.

There is a bloodthirsty mercenary, who is revered as a great hero, the hero of two worlds, the hero of Italian unification, but none of the historians who have written about his history have ever had the courage to speak of the mass deportations, the concentration camps, the entire burned towns, the executions, the rapes, the mass graves, the predations, the theft of all the money and gold from the banks, which was enough to replenish the empty coffers of those confederate states of the north that brought about the unification of Italy at the expense of the south, which at the time had a stronger and more flourishing economy than the north.

This is the deception: the South never asked to unify with the North, it never sought the unification of Italy! These are the foundations on which the Italian Republic is based and born!

This is Article 50 of the Albertine Statute (the old Constitution of the Kingdom of Italy).

In the 19th and early 20th centuries, if I'm not mistaken, engaging in politics was considered a civic duty, a duty of honor, and not a profession. Since the office was unpaid, only wealthy citizens (nobles, wealthy landowners, and upper middle class citizens) could afford to dedicate themselves to public life and sit in Parliament.

But things weren't going well like that, and with the Republican Constitution of 1948, this principle was completely overturned.

In fact, Article 69 (what a coincidence) of the Italian Constitution introduced exactly the opposite obligation: members of Parliament receive a salary! And not only that, but also numerous privileges.

From this moment on, the epochal change occurred: the members of the Senate and Parliament went from mere talkers to red-carpet stars, in good health, well-dressed, and enjoying every luxury. They were nothing more than skilled illusionists, so skilled that they managed to survive every era by dominating an incompetent and obedient people, having divided and framed them for better control.

Plato's political thought is one of the most influential in the history of Western philosophy, and has laid the foundation for numerous debates regarding the meaning of justice, governance, and the ideal structure of the state. His reflections on politics are developed primarily in his most famous work, the Republic, but are also explored in depth in the Statesman and the Laws. Plato questions the role of politics in human life and how a just and well-governed state can be organized. His ideal model of government departs sharply from the Athenian democracy of his time, which he harshly criticized, proposing a hierarchical structure led by philosopher-kings, individuals who, thanks to their wisdom and knowledge, are able to govern for the common good. The Role of Politics for Plato

For Plato, politics is one of the most important dimensions of human existence, since it is through politics that a just and orderly society can be achieved. He believes that the task of politics is not merely to manage the day-to-day affairs of the state, but to ensure justice and the common good.


Is this really the case today?


In Kohl and Mitterand's vision, the euro was above all a step toward political union. Today, it's anything but united.

We are all blind conservatives, reluctant and incapable of believing that things can change. We don't hear the woodworms gnawing at the wood!

You can't live permanently in a country you hate, exploit it, and invade it. We, so foolish, stupid, and deaf, look for flaws in the system... to change what has already changed.

Perhaps, without realizing it, we have been searching for a Third Way:

A Human Way!

Vincenzo Calafiore