martedì 13 ottobre 2026


 


PERESTROJKA

VINENZO CALAFIORE

14 OTTOBRE 2026-UDINE-F.V.G. ITALY


“ ….è un termine che viene dal passato

e chissà quanti la ricordano ancora.

Appartiene a un uomo coraggioso

e si chiamava: Michail GORBACIOV! “

Vincenzo Calafiore



Chissà quanti ricorderanno Michail Gorbaciov e la sua “ Perestrojka “ ( ristrutturazione ) e la Glanost (trasparenza ). Furono le due riforme storiche avviate da Michail Gorbaciov a partire dal 1985 per modernizzare e salvare l'Unione Sovietica dalla grave crisi economica e politica.

I suoi obiettivi furono: Riformare il sistema economico e statale sovietico, introducendo sistema di economia mista, parziale decentramento delle imprese, apertura alle attività private, una maggiore rappresentanza politica, allontanandosi dal rigido centralismo del Partito Comunista.

Garantire libertà di espressione di stampa e apertura politica.

Allentò la censura di Stato, permise il dibattito critico sulle problematiche del Paese, liberò molti dissidenti politici come Andrej Sacharov ( Dal 1970 Sacharov si buttò a capofitto nell’attivismo politico. Criticava il governo, scriveva lettere a sostegno dei prigionieri politici, seguiva i processi politici nei tribunali.Per le sue attività di promozione delle libertà civili venne considerato un dissidente e subì persecuzioni poiché considerato dal regime un pericolo per la stabilità dell' Unione Sovietica).

Michail Gorbaciov si avvalse della collaborazione di Eduard Shevardnadze ministro degli Esteri dellUnione Sovietica, partecipò attivamente alla nascita della Germania unita. Insieme seppellirono la < < dottrina Brezhnev >> della sovranità limitata dei Paesi dell'Europa Orientale, sostituita dalla << dottrina Sinatra >> nel senso di Frank Sinatra “ I did it may way “ ( faccio a modo mio ).Eduard Shevardnadze condivise a pieno l'idea di Gorbaciov : << La dottrina Sinatra fu anche sua, l'idea che i Paesi dell'Est non dovessero avere più alcuna restrizione, che dovessero essere liberi.

Ricordava Shevardnadze che : La frase ricorrente del famigerato Stalin era: “ Hitler viene e va, ma il popolo tedesco rimane “. Nel 1953, dopo le manifestazioni operaie a Berlino Est, Lavrentij Berija, l'allora potentissimo capo del KGB, si recò su posto per prendere delle decisioni. Al suo ritorno a Mosca venne fucilato per alto tradimento per ordine di Nikita Chruščëv e Georgij Malenkov


LA RIUNIFICAZIONE DELLA GERMANIA


Venne discussa alla conferenza internazionale di Ottawa nel febbraio 1990. James Baker, segretario di Stato di Bush padre si sedette accanto a Shevardnadze

e gli disse: << Eduard, è tempo di pensare all'unificazione della Germania. Il problema era ottenere l'assenso di Gorbaciov il quale dopo essere stato informato, ci ha pensato per due minuti e poi affermò che era un fatto positivo, che era d'accordo e bisognava cominciare a lavorare al problema. Parte del Politburo era contraria perchè nella Seconda guerra mondiale erano rimasti uccisi venti milioni di sovietici e dunque ritenevano che l'URSS non dovesse abbandonare la Germania orientale.

E' stato bello vedere sventolare la bandiera sovietica sul Quirinale. Michail Gorbaciov , assieme alla moglie Raisa e il Ministro degli Esteri Eduard Shevardnadze atterrò a Roma il 29 Novembre 1989. Ricevuto con tutti gli onori dal Presidente della Repubblica Francesco Cossiga ( “ Il Picconatore “ ) e dal Presidente del Consiglio Giulio Andreotti.

Il Primo Dicembre 1989 si recò in Vaticano e venne ricevuto da Karol Wojtyla.

Visitò il Colosseo acclamato lungo il percorso da numerosissimi cittadini romani. Rese omaggio al Milite Ignoto.

La popolazione russa si divide ancora tra chi lo ha amato (pochi) e chi lo ha odiato (tanti), chi lo considera un pioniere e chi lo accusa di avere messo fine alla superpotenza sovietica. Qualunque cosa ne pensiate, Gorbačëv ha rappresentato uno dei cambiamenti epocali del Novecento. Il 13 giugno 1984 partecipò come delegato sovietico ai funerali a Roma del segretario del Partito Comunista Italiano Enrico Berlinguer. Dopo una lunga preparazione nel novembre successivo fu annunciato il suo viaggio nel Regno Unito, che ebbe luogo il 16 dicembre 1984 quando vi si recò per incontrare il primo ministro Margaret Thacher.

Gorbaciov morì il 30 Agosto 2022 all'età di 91 anni, ancora oggi è ricordato come grande statista di grande umanità.


PERESTROIKA

VINENZO CALAFIORE

OCTOBER 14, 2026 - UDINE-F.V.G. ITALY


"...it's a term from the past,

and who knows how many still remember it.

It belongs to a courageous man,

and his name was: Mikhail GORBACHEV!"

Vincenzo Calafiore


Who knows how many will remember Mikhail Gorbachev and his "Perestroika" (restructuring) and Glanost (transparency). These were the two historic reforms initiated by Mikhail Gorbachev starting in 1985 to modernize and save the Soviet Union from a serious economic and political crisis.

His objectives were: Reform the Soviet economic and state system, introducing a mixed economy, partial decentralization of businesses, openness to private activity, and greater political representation, moving away from the rigid centralism of the Communist Party.

Guarantee freedom of expression and the press and political openness. He loosened state censorship, allowed critical debate on the country's issues, and freed many political dissidents, such as Andrei Sakharov. (From 1970, Sakharov threw himself headlong into political activism. He criticized the government, wrote letters in support of political prisoners, and followed political trials in court. For his activities promoting civil liberties, he was considered a dissident and suffered persecution because the regime considered him a threat to the stability of the Soviet Union.)

Mikhail Gorbachev benefited from the collaboration of Eduard Shevardnadze, the Soviet Union's Foreign Minister, and actively participated in the birth of a united Germany. Together they buried the "Brezhnev Doctrine" of the limited sovereignty of Eastern European countries, replacing it with the "Sinatra Doctrine" in the sense of Frank Sinatra's "I did it my way." Eduard Shevardnadze fully shared Gorbachev's idea: "The Sinatra Doctrine was also his, the idea that the Eastern countries should no longer have any restrictions, that they should be free.

Shevardnadze recalled that: The infamous Stalin's recurring phrase was: "Hitler comes and goes, but the German people remain." In 1953, after workers' demonstrations in East Berlin, Lavrentiy Beria, the then very powerful head of the KGB, went there to make some decisions. Upon his return to Moscow, he was executed for high treason on the orders of Nikita Khrushchev and Georgy Malenkov.


THE REUNIFICATION OF GERMANY


It was discussed at the Ottawa international conference in February 1990. James Baker, Bush Sr.'s Secretary of State, sat next to Shevardnadze

and said: "Eduard, it's time to think about German unification. The problem was getting Gorbachev's assent. After being informed, he thought about it for two minutes and then said it was a good thing, that he agreed, and that we should start working on the problem. Part of the Politburo was against it because twenty million Soviets had been killed in World War II, and therefore they believed the USSR should not abandon East Germany.

It was wonderful to see the Soviet flag flying over the Quirinale Palace. Mikhail Gorbachev, along with his wife Raisa and Foreign Minister Eduard Shevardnadze, landed in Rome on November 29, 1989. He was received with full honors by President of the Republic Francesco Cossiga (known as "The Pickaxe") and Prime Minister Giulio Andreotti.

On December 1, 1989, he went to the Vatican and was received by Karol Wojtyla.

He visited the Colosseum, cheered along the way by countless Roman citizens. He paid homage to the Unknown Soldier.

The Russian population is still divided between those who loved him (few) and those who hated him (many), those who consider him a pioneer and those who accuse him of having brought an end to the Soviet superpower. Whatever your opinion, Gorbachev represented one of the epochal changes of the twentieth century. On June 13, 1984, he attended the funeral in Rome of the secretary of the Italian Communist Party, Enrico Berlinguer, as a Soviet delegate. After extensive preparation, his trip to the United Kingdom was announced the following November. It took place on December 16, 1984, when he traveled to meet with Prime Minister Margaret Thacher.


Gorbachev died on August 30, 2022, at the age of 91. He is still remembered today as a great statesman and a man of great humanity.



domenica 11 ottobre 2026

Non è mai passato l'incubo di una nuova apocalisse



Vincenzo Calafiore

12 Ottobre 2026 Udine-FVG-ITALY


Per anni o meglio quasi sempre mi sono sentito di vivere con disagio, a volte mi sono sentito una creatura impolitica e solo con ritardo ho sviluppato una forma di rassegnazione.

Fisso il cielo semiaperto sull'autunno friulano, l'aria è frizzante, l'orizzonte è inondato di luce dorata, la memoria torna indietro nel tempo.

Eric Hobsbawm, lo storico marxista, aveva ragione quando definì la Guerra fredda un combattimento tra incubi. Anche se in quel tempo non pensavamo alla catastrofe imminente, quella restava nel subconscio, nei pensieri, nel sonno. Come un'intossicazione, un veleno.

Era un'epoca segnata da rovesci raccapriccianti e grotteschi.

Salman Rushdie lo spiega bene quando dice che essere immersi nel mare della storia e della politica non è questione di volontà semplicemente non è possibile uscirne!

29 Agosto 1949 tre anni dopo la mia nascita, l'Unione Sovietica testò la prima bomba atomica in Kazakistan.

Avevo sedici anni quando esplose la crisi dei missili di Cuba dell'ottobre 1962.

Oggi mi considero un sopravvissuto al terrore e mi appare chiaro quanto fosse stata vicina la minaccia della distruzione reciproca.

Mikhail Gorbaciof resta per me il medico che aveva liberato l'Europa opponendo alla logica dell'aggressione quella dell'autodeterminazione.

E' stata la fine del Comunismo! Come aveva previsto Bruce Chatwin il comunismo doveva morire: mormorerà come fogliame sul pavimento e se ne andrà!

La malvagità del Comunismo era apparsa evidente nei decenni precedenti e tuttavia negli anni ottanta c'era ancora una forte simpatia per gli ideali della rivoluzione russa.

L'anno 1989 squarciò il velo per i più ostinati, è molto significativo che proprio in quell'anno Gorbaciov autorizzasse la pubblicazione ufficiale in URSS di “ Arcipelago Gulag “ di Aleksandr Solzhnitsin.

Ricordo dopo la caduta del “ Muro “ di Berlino il disorientamento dei comunisti.

Cosa restava? L'Albania e la Romania. In Cina la protesta era stata schiacciata.

Nessuno aveva previsto o prevedeva il collasso del sistema sovietico; il bagno di sangue romeno che venne da lì a poco su solo un'increspatura, il comunismo doveva morire!

Angela Merkel una leader gradualista, portò la Germania a essere leader in Europa come era destinata essere. Non c'è perdono per le colpe del Novecento, ma perseguendo con metodo la politica della trasparenza sconfisse i suoi demoni.


“ Gli anni novanta furono il decennio infantile. Il mondo celebrava il ritorno alla spensieratezza e non avanzava nella denuclearizzazione.

Un'occasione persa mentre un'altra ideologia montava. “

Negli anni a venire ho assistito alla nascita e al rafforzamento del fondamentalismo islamico, in un Occidente prigioniero di sensi di colpa, incapace di reagire alla nuova minaccia. “ Ci troviamo di fronte a due linee convergenti, da un lato l'estremismo islamico che vouole restaurare il Califfato in terra, dall'altro le armi di distruzione di massa. A parte gli orrori dei Balcani il mondo celebrava il ritorno alla spensieratezza, mentre la Russia coltivava la sua democrazia guidata, L'Iran si avviava verso la dittatura dei Pasdaran, la Cina procedeva con il sistema monopartitico, la Corea del Nord rimaneva chiusa al mondo.

Non a caso oggi esiste una forma di solidarietà tra queste non democrazie.

In un istante, con gli attacchi alle Torri gemelle dell'11 settembre 2001, tornò il terrore.

L'idea che l'intero pianeta possa essere distrutto non si è mai affievolita.

La terza guerra mondiale è l'imprevisto inesorbile!


Dalla fine della Guerra del Vietnam (30 aprile 1975), il mondo non ha mai smesso di essere teatro di guerre, contando centinaia di conflitti. Secondo l'UCDP (Uppsala Conflict Data Program), dal 1975 ad oggi sono iniziati oltre 250 conflitti armati (tra guerre interstatali, guerre civili e guerre con interventi internazionali).

Siamo tutti ciechi conservatori, riluttanti e incapaci di credere che le cose possano cambiare. Crediamo nell'evoluzione che da roditori o scimmie ci ha fatti diventare quelli che siamo adesso, ma è per noi impensabile l'idea che, fra chissà quali e quanti evi, saremo altrettanto diversi da come siamo ora di quanto lo siamo adesso dal Pitecantropo.

Il pitecantropo (dal latino scientifico Pithecanthropus, composto dal greco píthēkos "scimmia" e ánthropos "uomo") significa letteralmente "uomo-scimmia"


La pesadilla de un nuevo apocalipsis nunca ha desaparecido.


Vincenzo Calafiore

12 de octubre de 2026 Udine-FVG-ITALIA


Durante años, o mejor dicho, casi siempre, me sentí intranquilo. A veces, me sentía como un ser apolítico, y solo tardíamente desarrollé una forma de resignación.


Contemplo el cielo entreabierto del otoño friulano; el aire es fresco, el horizonte bañado en luz dorada, y mi memoria retrocede.


Eric Hobsbawm, el historiador marxista, tenía razón cuando llamó a la Guerra Fría una batalla de pesadillas. Aunque en aquel entonces no pensáramos en la catástrofe inminente, esta permaneció en nuestro subconsciente, en nuestros pensamientos, en nuestros sueños. Como una intoxicación, un veneno.


Fue una época marcada por giros horribles y grotescos.

Salman Rushdie lo explica bien cuando dice que estar inmerso en el mar de la historia y la política no es cuestión de voluntad; ¡simplemente es imposible escapar!


El 29 de agosto de 1949, tres años después de mi nacimiento, la Unión Soviética probó la primera bomba atómica en Kazajistán.

Tenía dieciséis años cuando estalló la Crisis de los Misiles de Cuba en octubre de 1962.

Hoy me considero un superviviente del terror, y tengo claro lo cerca que estuvo la amenaza de la destrucción mutua.


Para mí, Mijaíl Gorbachov sigue siendo el médico que liberó a Europa al oponer la lógica de la agresión a la de la autodeterminación.


¡Fue el fin del comunismo! Como predijo Bruce Chatwin, el comunismo tenía que morir: ¡susurraría como hojas en el suelo y desaparecería!


La maldad del comunismo había sido evidente en las décadas anteriores, pero en la década de 1980 aún existía una fuerte simpatía por los ideales de la Revolución Rusa. El año 1989 desveló la verdad para los más escépticos. Es sumamente significativo que, precisamente ese año, Gorbachov autorizara la publicación oficial en la URSS de "Archipiélago Gulag" de Alexander Solzhnitsin.


Recuerdo la desorientación de los comunistas tras la caída del Muro de Berlín.


¿Qué quedaba? Albania y Rumania. En China, las protestas habían sido aplastadas.


Nadie había previsto ni predicho el colapso del sistema soviético; la masacre rumana que siguió fue solo una pequeña consecuencia; ¡el comunismo tenía que morir!


Angela Merkel, una líder gradualista, condujo a Alemania al liderazgo europeo que estaba destinada a ser. No hay perdón para los pecados del siglo XX, pero al aplicar metódicamente una política de transparencia, venció a sus demonios.


“Los años noventa fueron la década de la infancia. El mundo celebró el regreso a una vida despreocupada y no avanzó hacia la desnuclearización.

Una oportunidad perdida mientras otra ideología se imponía.

En los años siguientes, fui testigo del auge y fortalecimiento del fundamentalismo islámico, en un Occidente atormentado por la culpa, incapaz de reaccionar ante la nueva amenaza. Nos enfrentamos a dos líneas convergentes: por un lado, el extremismo islámico que busca restaurar el Califato en la Tierra; por otro, las armas de destrucción masiva. Aparte de los horrores de los Balcanes, el mundo celebró un regreso a la despreocupación, mientras Rusia cultivaba su democracia dirigida, Irán se encaminaba hacia la dictadura de los Pasdaran, China continuaba con un sistema de partido único y Corea del Norte permanecía aislada del mundo.


No es casualidad que hoy exista una forma de solidaridad entre estas supuestas democracias.


En un instante, con los ataques a las Torres Gemelas el 11 de septiembre de 2001, el terror regresó.

La idea de que el planeta entero pueda ser destruido nunca ha desaparecido.


¡La Tercera Guerra Mundial es un acontecimiento inevitable e inesperado!


Desde el fin de la Guerra de Vietnam (30 de abril de 1975), el mundo no ha dejado de ser escenario de guerras, con cientos de conflictos. Según el Programa de Datos de Conflictos de la UCDP (Editorial de la Universidad de Uppsala), se han producido más de 250 conflictos armados desde 1975 (incluidas guerras interestatales, guerras civiles y guerras con intervención internacional).

Somos conservadores ciegos, reacios e incapaces de creer que las cosas puedan cambiar. Creemos en la evolución que nos ha transformado de roedores o simios en lo que somos hoy, pero la idea de que, quién sabe cuántas eras, seamos tan diferentes de lo que somos ahora como lo somos del Pithecanthropus es impensable.

Pithecanthropus (del latín científico Pithecanthropus, compuesto por el griego píthēkos "mono" y ánthropos "hombre") significa literalmente "hombre-mono".


The nightmare of a new apocalypse has never passed.


Vincenzo Calafiore

October 12, 2026 Udine-FVG-ITALY


For years, or rather, almost always, I felt uneasy. At times, I felt like an apolitical creature, and only belatedly did I develop a form of resignation.

I stare at the half-open sky of the Friulian autumn; the air is crisp, the horizon is bathed in golden light, and my memory rewinds.

Eric Hobsbawm, the Marxist historian, was right when he called the Cold War a battle of nightmares. Even if at that time we didn't think about the impending catastrophe, it remained in our subconscious, in our thoughts, in our sleep. Like an intoxication, a poison.

It was an era marked by horrifying and grotesque reversals.

Salman Rushdie explains it well when he says that being immersed in the sea of ​​history and politics isn't a matter of will; it's simply impossible to escape!

On August 29, 1949, three years after my birth, the Soviet Union tested the first atomic bomb in Kazakhstan.

I was sixteen when the Cuban Missile Crisis erupted in October 1962.

Today I consider myself a survivor of terror, and it's clear to me how close the threat of mutual destruction had been.

For me, Mikhail Gorbachev remains the doctor who liberated Europe by opposing the logic of aggression with that of self-determination.

It was the end of Communism! As Bruce Chatwin predicted, Communism had to die: it will whisper like leaves on the floor and be gone!

The evil of Communism had been evident in the previous decades, yet in the 1980s there was still a strong sympathy for the ideals of the Russian Revolution. The year 1989 tore the veil away for the most stubborn. It is highly significant that in that very year, Gorbachev authorized the official publication in the USSR of Alexander Solzhnitsin's "The Gulag Archipelago."

I remember the communists' disorientation after the fall of the Berlin Wall.

What remained? Albania and Romania. In China, the protests had been crushed.

No one had foreseen or predicted the collapse of the Soviet system; the Romanian bloodbath that followed was merely a ripple; communism had to die!

Angela Merkel, a gradualist leader, led Germany to the leadership of Europe it was destined to be. There is no forgiveness for the sins of the twentieth century, but by methodically pursuing a policy of transparency, she defeated her demons.


“The 1990s were the decade of childhood. The world celebrated the return to carefree living and made no progress toward denuclearization.

A missed opportunity while another ideology took hold. “

In the years to come, I witnessed the rise and strengthening of Islamic fundamentalism, in a West gripped by guilt, incapable of reacting to the new threat. We are faced with two converging lines: on the one hand, Islamic extremism seeking to restore the Caliphate on earth; on the other, weapons of mass destruction. Aside from the horrors of the Balkans, the world celebrated a return to carefreeness, while Russia cultivated its guided democracy, Iran headed toward a dictatorship of the Pasdaran, China continued with a one-party system, and North Korea remained closed to the world.

It is no coincidence that today a form of solidarity exists between these non-democracies.

In an instant, with the attacks on the Twin Towers on September 11, 2001, terror returned.

The idea that the entire planet could be destroyed has never faded.

World War III is the inexorable unexpected event!


Since the end of the Vietnam War (April 30, 1975), the world has never ceased to be the theater of war, with hundreds of conflicts. According to the UCDP (Uppsala University Press) Conflict Data Program), over 250 armed conflicts have broken out since 1975 (including interstate wars, civil wars, and wars involving international intervention).

We are all blind conservatives, reluctant and incapable of believing that things can change. We believe in the evolution that has transformed us from rodents or apes into what we are today, but the idea that, in who knows how many or how many ages, we will be as different from what we are now as we are from Pithecanthropus is unthinkable.

Pithecanthropus (from the scientific Latin Pithecanthropus, composed of the Greek píthēkos "ape" and ánthropos "man") literally means "ape-man."


 

lunedì 5 ottobre 2026


 


Viaggio nella parola “ Demos “


Vincenzo Calafiore

5 Ottobre 2026 Udine-FVG-ITALY


“..... le parole non sono mai state neutre.

E non soltanto perché, al di là della loro

accezione letterale, si portano dietro tanti

altri significati secondare, nascosti, omessi,

soggettivi, emotivi e culturali.

Ma possono essere manipolate,

strumentalizzate, rese oggetto di propaganda. “

Vincenzo Calafiore


Si usano per formulare domande che rivolgiamo al passato, come fanno coloro assetati di conoscenza, come pure gli storici, che ci permettono di creare e avere nel contempo un legame tra la storia e il mondo attuale e dare luce a entrambi gli estremi della nostra esistenza: ieri e oggi.

In questo caso la parola “ Demos “ !

Il termine dèmos, significa – popolo - , inteso come l'insieme dei cittadini che formano una comunità di una Polis.


Bisogna ricordarne oltre che il significato, anche di come sia stato abusato o fatto un uso improprio del termine “ Demos “.

Significava popolo ed era al centro del concetto di democrazia. Ma nel corso della storia e del dibattito politico e specialmente in questo contemporaneo è stato manipolato a compiacimento e cavalcato per scopi di potere.

Questo è potuto accadere principalmente nel momento in cui il popolo ha perso il suo potere, e non è stato più inteso come l'insieme universale dei cittadini, è stato frammentato e diviso per poterlo ben controllare.... oggi è tutto tranne che Demos.

Il problema è che tutti, ma proprio tutti di Demos senza sapere in alcuni casi cosa significhi questo termine, parlano in nome del Demos

pretendendo di rappresentare l'unica parte leggittima della società:

il popolo sovrano.

E' una mera menzogna dato che non rappresentano nessuno se non loro stessi e il loro potere, i loro agi, la loro fortuna economica.

Oggi questo termine, diventato parola è soltanto un mezzo di propaganda, slogan di fazioni e di partiti, considerata – proprietà privata- da non poter essere usata liberamente, fuori dagli schemi e da pregiudizi nell'agone dello scontro ideologico, perché: “ … non conta l'etimologia quanto piuttosto l'uso che si è fatto di una determinata parola”.

L'equivoco più nocivo rispetto ai tentativi di comprendere la nozione di -democrazia – consiste nel non distinguere tra la pratica antica

( da cui scaturì la parola) e l'odierna realtà determinata dallo sviluppo del parlamentarismo.

Val la pena o meglio varebbe la pena conoscere e imparare a memoria


Il discorso di Pericle agli ateniesi (noto come l'Epitaffio di Pericle) è la celebre orazione funebre pronunciata da Pericle nel 430-431 a.C. per i soldati caduti durante il primo anno della guerra del Peloponneso, così come ci è stata tramandata dallo storico Tucidide

I Principi della Democrazia

  • Il governo della maggioranza: Il potere è nelle mani dei molti anziché dei pochi, ed è per questo che si chiama democrazia.

  • Uguaglianza e giustizia: Le leggi assicurano una giustizia eguale per tutti nelle dispute private.

  • Meritocrazia: Le cariche pubbliche vengono assegnate in base al valore e al merito personale, non per privilegio di casta o classe sociale, e la povertà non costituisce un impedimento.





La Libertà e i Cittadini

    Libertà quotidiana: La tolleranza e la libertà si estendono alla vita di tutti i giorni; non si guarda con sospetto il vicino se vive a modo suo.Senso civico: Il cittadino ateniese cura i propri affari privati senza trascurare quelli pubblici; l'uomo che non si interessa allo Stato non è considerato "innocuo", ma del tutto inutile.

    Partecipazione politica: Anche se pochi sono in grado di ideare una politica, tutti i cittadini di Atene sono capaci di giudicarla.

Atene come "Scuola dell'Ellade"

    Apertura al mondo: La città è aperta agli stranieri e non si ricorre mai a espulsioni per paura.

    Modello culturale: Pericle definisce Atene la "scuola della Grecia" (paideia dell'Ellade), capace di forgiare cittadini versatili, sicuri di sé e pronti ad affrontare ogni pericolo

Un viaje a la palabra "Demos"


Vincenzo Calafiore

5 de octubre de 2026 Udine-FVG-ITALIA


"...las palabras nunca han sido neutrales.

Y no solo porque, más allá de su

significado literal, conllevan muchos

otros significados secundarios, ocultos, omitidos,

subjetivos, emocionales y culturales.

Pero pueden ser manipuladas,

explotadas, convertidas en objeto de propaganda."

Vincenzo Calafiore


Se utilizan para formular preguntas que nos hacemos al pasado, como hacen quienes ansían conocimiento, incluidos los historiadores, lo que nos permite crear y mantener simultáneamente una conexión entre la historia y el presente, e iluminar ambos extremos de nuestra existencia: ayer y hoy.


En este caso, ¡la palabra "Demos"!


El término demos significa "pueblo", entendido como el grupo de ciudadanos que forman una comunidad o polis.


Debemos recordar no solo su significado, sino también cómo se ha abusado o mal utilizado el término "Demos".

Significaba pueblo y era fundamental para el concepto de democracia. Pero a lo largo de la historia y del debate político, y especialmente en la actualidad, se ha manipulado y explotado para obtener poder.


Esto pudo haber ocurrido principalmente cuando el pueblo perdió su poder y dejó de ser entendido como la totalidad universal de los ciudadanos; se fragmentó y dividió en aras del control... hoy es todo menos Demos.


El problema es que todos, absolutamente todos, hablan en nombre de Demos, sin saber, en algunos casos, lo que significa el término,

afirmando representar a la única parte legítima de la sociedad:

el pueblo soberano.


Esto es una pura mentira, ya que no representan a nadie más que a sí mismos y a su poder, sus comodidades, su fortuna económica.


Hoy, este término, convertido en palabra de moda, es simplemente un medio de propaganda, un eslogan para facciones y partidos, considerado —propiedad privada— que no debe usarse libremente, fuera de las convenciones y los prejuicios en el ámbito del conflicto ideológico, porque: «...no es la etimología lo que importa, sino el uso que se le da a una palabra determinada».


El malentendido más perjudicial al intentar comprender la noción de democracia es no distinguir entre la práctica antigua (de la que surgió la palabra) y la realidad actual determinada por el desarrollo del parlamentarismo.


Vale la pena, o mejor dicho, sería valioso, conocer y memorizar:


El discurso de Pericles a los atenienses (conocido como el Epitafio de Pericles) es la famosa oración fúnebre que pronunció en el 430-431 a. C. por los soldados caídos durante el primer año de la Guerra del Peloponeso, según nos lo transmitió el historiador Tucídides.


Principios de la Democracia:

Gobierno de la mayoría: El poder reside en la mayoría, no en la minoría, y por eso se llama democracia.


Igualdad y justicia: Las leyes garantizan la justicia igualitaria para todos en las disputas privadas.


Meritocracia: Los cargos públicos se asignan en función del mérito y la valía personal, no de la casta o la clase social, y la pobreza no es un impedimento.


Libertad y Ciudadanía

Libertad Cotidiana: La tolerancia y la libertad se extienden a la vida diaria; no se mira con recelo al vecino que vive según sus propias reglas. Sentido Cívico: El ciudadano ateniense se ocupa de sus asuntos privados sin descuidar los públicos; quien no se interesa por el Estado no es considerado inofensivo, sino completamente inútil.

Participación Política: Si bien pocos son capaces de idear políticas, todos los ciudadanos de Atenas son capaces de juzgarlas.


Atenas como la «Escuela de Hélade»

Apertura al Mundo: La ciudad está abierta a los extranjeros y nunca se recurre a las expulsiones por temor.


Modelo Cultural: Pericles llama a Atenas la «escuela de Grecia» (paideia de Hélade), capaz de producir ciudaA Journey into the Word "Demos"


A Journey into the Word "Demos"


Vincenzo Calafiore

October 5, 2026 Udine-FVG-ITALY


".....words have never been neutral.

And not only because, beyond their

literal meaning, they carry with them many

other secondary, hidden, omitted,

subjective, emotional, and cultural meanings.

But they can be manipulated,

exploited, made the object of propaganda."

Vincenzo Calafiore


They are used to formulate questions we ask of the past, as do those thirsty for knowledge, including historians, which allow us to simultaneously create and maintain a connection between history and the present world and shed light on both extremes of our existence: yesterday and today.

In this case, the word "Demos"!

The term demos means "people," understood as the group of citizens who form a community of a polis.


We must remember not only its meaning, but also how the term "Demos" has been abused or misused.

It meant people and was central to the concept of democracy. But throughout history and political debate, and especially in contemporary times, it has been manipulated to suit and exploited for power.

This could have happened mainly when the people lost their power, and was no longer understood as the universal whole of citizens; it was fragmented and divided for the sake of control... today it is anything but Demos.

The problem is that everyone, absolutely everyone, speaks in the name of Demos, without, in some cases, knowing what the term means,

claiming to represent the only legitimate part of society:

the sovereign people.

This is a pure lie, since they represent no one but themselves and their power, their comforts, their economic fortune.

Today, this term, now a buzzword, is merely a means of propaganda, a slogan for factions and parties, considered—private property—not to be used freely, outside of conventions and prejudices in the arena of ideological conflict, because: "... it's not the etymology that matters, but rather the use made of a given word."


The most harmful misunderstanding in attempts to understand the notion of democracy is the failure to distinguish between the ancient practice

(from which the word arose) and the current reality determined by the development of parliamentarism.


It is worthwhile, or rather, it would be worthwhile, to know and memorize


Pericles' speech to the Athenians (known as the Epitaph of Pericles) is the famous funeral oration delivered by Pericles in 430-431 BC. For the soldiers who fell during the first year of the Peloponnesian War, as handed down to us by the historian Thucydides.

The Principles of Democracy

Majority Rule: Power is in the hands of the many rather than the few, and that is why it is called democracy.

Equality and Justice: Laws ensure equal justice for all in private disputes.

Meritocracy: Public offices are assigned based on personal worth and merit, not on caste or class privilege, and poverty is not an impediment.


Freedom and Citizens

Everyday Freedom: Tolerance and freedom extend to everyday life; one's neighbor is not looked upon with suspicion if he lives his own way. Civic Sense: The Athenian citizen looks after his own private affairs without neglecting public ones; the man who takes no interest in the state is not considered "harmless," but completely useless.

Political Participation: Although few are capable of devising policies, all citizens of Athens are capable of judging them.


Athens as the "School of Hellas"

Openness to the World: The city is open to foreigners, and expulsions out of fear are never resorted to.

Cultural Model: Pericles calls Athens the "school of Greece" (paideia of Hellas), capable of producing versatile, self-confident citizens ready to face any danger.

sabato 3 ottobre 2026


 Pegasus Astronave a remi di Vincenzo Calafiore

Pegasus - Astronave a remi è una straordinaria visione poetica e filosofica che intreccia il mito classico, la memoria del mare e la nostalgia di un viaggio cosmico vissuto attraverso la gestualità antica e umana dei remi.
Il contrasto ossimorico tra l'astronave — simbolo di slancio tecnologico e futuro remoto — e i remi — strumento ancestrale legato al ritmo del respiro e della fatica marina — definisce la cifra stilistica del racconto. Non si tratta soltanto di solcare lo spazio tra le stelle, ma di farlo con la lentezza, la misura e la dignità del marinaio antico, restituendo un'anima alla conquista dell'ignoto.
I temi chiave che definiscono l'opera:
Il tempo e il ritmo: Il movimento ritmico dei remi scandisce un tempo umano ed interiore, contrapposto alla velocità fredda dell'universo.
Il legame con il mare: L'infinito cosmico viene esplorato come fosse un oceano aperto, dove le rotte celesti richiamano la memoria del Mediterraneo e dei suoi miti.
La figura di Pegaso: Il cavallo alato della mitologia si fa astronave e guida, ponte tra la terra, il cielo e il profondo desiderio di libertà.
Trattandosi di una metafora letteraria e di un'immagine poetica originale dello Scrittore Vincenzo Calafiore — l'astronave a remi con cui solcare il tempo, il mito e lo spazio — la possiede soltanto lui nell'Anima.
È un'imbarcazione unica nel suo genere: non appartiene a una flotta commerciale né a una produzione in serie, ma al patrimonio della tua scrittura, della tua immaginazione e del tuo legame indissolubile con il mare e la memoria.
E' presente nei cataloghi accademici di università estere — comprese quelle cinesi e russe — rappresenta un riconoscimento significativo per un'opera letteraria.
Quando un testo viene inserito in archivi universitari e biblioteche di ricerca internazionali, la sua diffusione segue dinamiche specifiche:
Conservazione e Consultazione: L'opera entra a far parte dei fondi bibliografici istituzionali, rimanendo a disposizione di docenti, ricercatori e studenti per studi comparati, tesi o approfondimenti sulla letteratura italiana contemporanea.
Unicità dell'Esemplare: Anche se presente nei cataloghi fisici o digitali di più atenei per scopi di studio, la paternità concettuale e il valore simbolico dell'opera restano legati alla sua visione originale.
Se il testo fa parte di collezioni speciali o registri d'archivio di questi istituti, la sua presenza testimonia l'interesse accademico per il connubio tra mito classico e narrazione contemporanea di questo straordinario Autore.
Pegaso: Astronave a Remi, de Vincenzo Calafiore
Pegaso: Astronave a Remi es una extraordinaria visión poética y filosófica que entrelaza el mito clásico, la memoria del mar y la nostalgia por un viaje cósmico experimentado a través de los gestos ancestrales y humanos de los remos.
El contraste oximorónico entre la nave espacial —símbolo de destreza tecnológica y un futuro lejano— y los remos —instrumento ancestral vinculado al ritmo de la respiración y el trabajo marino— define el estilo característico de la historia. No se trata solo de surcar el espacio interestelar, sino de hacerlo con la lentitud, la contención y la dignidad del antiguo marinero, devolviendo el alma a la conquista de lo desconocido.
Los temas clave que definen la obra:
Tiempo y ritmo: El movimiento rítmico de los remos marca un tiempo humano e interior, en contraste con la fría velocidad del universo.
La conexión con el mar: La infinitud cósmica se explora como si fuera un océano abierto, donde las rutas celestiales evocan la memoria del Mediterráneo y sus mitos.
La figura de Pegaso: El caballo alado de la mitología se convierte en nave espacial y guía, puente entre la tierra, el cielo y el profundo anhelo de libertad.
Como metáfora literaria e imagen poética original del escritor Vincenzo Calafiore —la nave espacial a remo con la que navegar a través del tiempo, el mito y el espacio—, solo él la posee en su alma.
Es una embarcación única: no pertenece a una flota comercial ni a la producción en masa, sino al legado de su escritura, su imaginación y su vínculo inquebrantable con el mar y la memoria.
Está presente en los catálogos académicos de universidades extranjeras —incluidas las de China y Rusia—, lo que representa un importante reconocimiento para una obra literaria.
Cuando un texto se incluye en archivos universitarios y bibliotecas de investigación internacionales, su distribución sigue una dinámica específica:
Conservación y consulta: La obra pasa a formar parte de las colecciones bibliográficas institucionales, permaneciendo disponible para profesores, investigadores y estudiantes para estudios comparativos, tesis o estudios en profundidad sobre la literatura italiana contemporánea.
Singularidad del ejemplar: Aunque figure en los catálogos físicos o digitales de varias universidades con fines de estudio, la autoría conceptual y el valor simbólico de la obra permanecen ligados a su visión original.
Si el texto forma parte de colecciones especiales o registros de archivo de estas instituciones, su presencia atestigua el interés académico en la fusión del mito clásico y la narrativa contemporánea de este extraordinario autor.
Pegasus: Astronave a Remi by Vincenzo Calafiore
Pegasus: Astronave a Remi is an extraordinary poetic and philosophical vision that intertwines classical myth, the memory of the sea, and the nostalgia for a cosmic journey experienced through the ancient and human gestures of oars.
The oxymoronic contrast between the spaceship—a symbol of technological prowess and a distant future—and the oars—an ancestral instrument linked to the rhythm of breathing and marine toil—defines the stylistic signature of the story. It's not just about plowing through space between the stars, but doing so with the slowness, restraint, and dignity of the ancient sailor, restoring a soul to the conquest of the unknown.
The key themes that define the work:
Time and rhythm: The rhythmic movement of the oars marks a human and interior time, contrasted with the cold speed of the universe.
The connection with the sea: Cosmic infinity is explored as if it were an open ocean, where celestial routes recall the memory of the Mediterranean and its myths.
The figure of Pegasus: The winged horse of mythology becomes a spaceship and guide, a bridge between earth, sky, and the profound desire for freedom.
As a literary metaphor and an original poetic image by the writer Vincenzo Calafiore—the rowing spaceship with which to sail through time, myth, and space—he alone possesses it in his soul.
It is a one-of-a-kind vessel: it belongs neither to a commercial fleet nor to mass production, but to the heritage of your writing, your imagination, and your unbreakable bond with the sea and memory.
It is present in the academic catalogs of foreign universities—including those in China and Russia—representing significant recognition for a literary work.
When a text is included in university archives and international research libraries, its distribution follows specific dynamics:
Preservation and Consultation: The work becomes part of institutional bibliographic collections, remaining available to faculty, researchers, and students for comparative studies, theses, or in-depth studies on contemporary Italian literature.
Uniqueness of the Copy: Even if present in the physical or digital catalogs of multiple universities for study purposes, the conceptual authorship and symbolic value of the work remain tied to its original vision.
If the text is part of special collections or archival records of these institutions, its presence testifies to the academic interest in the marriage of classical myth and contemporary narrative of this extraordinary author.

lunedì 28 settembre 2026


 

Per una ragione


Vincenzo Calafiore

28 Settembre 2026 Udine-F.V.G. ITALY


“ Non ho scritto per parecchio tempo.

Non perchè non avessi argomenti o cose

per cui scrivere. Ma perchè sono

tornato a rimanere in silenzio, a vivere

in disparte da questo mondo sempre

in guerra, sempre più sprofondato nell'odio

razziale, sempre più diviso dalle religioni che invece

di unire finiscono per dividere.

Questo “ mio tempo “ è l'ultimo che mi sia

rimasto cerco di viverlo al meglio che si possa

e cioè restandomene in “ disparte “ !

Vincenzo Calafiore


Tra pochi mesi, in dicembre, girerò la boa degli 80 anni, è un bel traguardo fare il giro di questa boa, che vedevo molto lontana, sto invecchiando o sono invecchiato assieme alle mie idee, mentre le mie parole sono rimaste più giovani di me e continuano a girare per il mondo, a produrre i loro effetti, a far nascere e a tenere in vita universi, mentre io – che ho combattuto una moltitudine di nostalgie, ancora più vive che mai – vivo sempre più in disparte, più piccolo, più ai margini. Innamorato e convinto che ad essere inesauribile sia la vita, piuttosto che la morte, spero ancora di riuscire a realizzare il mio sogno d'amore oltre i confini dell'età, del lecito e del possibile, ricordando l'intraprendenza, la tenacia, la capacità d'incanto che ha l'amore.

Ma devo anche fare i conti con il disincanto, l'amarezza,la stanchezza che si depositano, come una ruggine, nel fondo della volontà e dell'immaginazione.

“ In verità temo di non avere più ispirazione, nell'aria che respiro c'è troppo fumo di guerra, si respira oltre che la morte anche la triste solitudine della distruzione. Ecco, forse, perché sto così in disparte a rileggere la solitudine di ieri che nulla ha a che fare con quella odierna; erano gli anni Sessanta/Settanta, un mondo indigeno e sfavillante, magico.... quando questa magia era affare da angeli, zingari, e artististi di strada......!

Erano gli anni Sessanta/ Settanta! E si respirava un'aria che sapeva di orizzonte, di speranza in un futuro, sapeva di ottimismo e allegria, la gente rideva di più, si incontravano visi sorridenti. Oggi tutto è standardizzato, tutto o quasi tutto non ha moralità. Nella narrazione di quesi tempi c'è sempre una componente etica. Era un modello di completezza, d'intensità, di illuminazione che è l'opposto dell'odierno che è ottusità, incomprensione, di passivo sgomento, e conseguente ottundimento dei sentimenti. Questo odierno ci offrem in forma estremamente svilita e non vera una verità soppressa in nome di un modello etico incomprensibile a volte, degenerato.

Essere “ individuo” morale ( oggi molto difficile) significa prestare, essere obbligato a prestare un certo tipo d'attenzione. Quando si esprimono giudizi morali, non si sta semplicemendo affermando che una cosa è migliore di un'altra. Si sta affermando, in modo ancor più fondamentale, che una cosa è più importante di un'altra.

Purtroppo è amata dalla grande stramaggioranza umana la vertigionasa estensione e la simultanietà del tutto, a costo di ignorare o voltare le spalle a gran parte di ciò che accade nell'anima.

Ma forse il primo passo verso la saggezza e l'umiltà sta nel rassegnarsi ad accettare l'idea, la devastante idea della simultanietà di ogni cosa, e della incpacità della incapacità della nostra comprensione morale- che è anche quella di tutti- di assimilarla.

DunPor una razón


Vincenzo Calafiore

28 de septiembre de 2026, Udine-F.V.G. ITALIA


Hace mucho que no escribo.

No porque no tuviera temas o cosas sobre las que escribir. Sino porque volví al silencio, a vivir apartado de este mundo que siempre está en guerra, cada vez más hundido en el odio racial, cada vez más dividido por religiones que, en lugar de unir, acaban dividiendo.

Este «tiempo mío» es el último que me queda. Intento vivirlo lo mejor que puedo, es decir, ¡manteniéndome al margen!

Vincenzo Calafiore


Dentro de unos meses, en diciembre, cumpliré 80 años. Es un gran logro haber alcanzado esta edad, que veía muy lejana. Estoy envejeciendo, o he envejecido junto con mis ideas, mientras que mis palabras se han mantenido más jóvenes que yo y siguen viajando por el mundo, produciendo sus efectos, dando vida a universos y manteniéndolos vivos, mientras yo —que he luchado contra multitud de nostalgias, aún más vivo que nunca— vivo cada vez más al margen, más pequeño, más marginado. Enamorado y convencido de que la vida, más que la muerte, es... Inagotable, aún espero realizar mi sueño de amor más allá de los límites de la edad, de lo permisible y posible, recordando el ingenio, la tenacidad, la capacidad de encantamiento que posee el amor.


Pero también tengo que lidiar con el desencanto, la amargura, el cansancio que se asientan, como el óxido, en las profundidades de mi voluntad e imaginación.


"En verdad, temo haber perdido la inspiración; en el aire que respiro hay demasiado humo de guerra; se respira no solo muerte, sino también la triste soledad de la destrucción. Quizás por eso me encuentro tan aparte, releyendo la soledad de ayer, que nada tiene que ver con la de hoy; eran los años sesenta y setenta, un mundo mágico, autóctono y resplandeciente... ¡cuando esta magia era patrimonio de ángeles, gitanos y artistas callejeros...!

¡Eran los años sesenta y setenta! Y se respiraba un aire de horizontes, de esperanza en el futuro, de optimismo y alegría. La gente reía más, se veían rostros sonrientes. Hoy, todo está estandarizado; todo, o casi todo, carece de moralidad. Siempre hay un componente ético en la narrativa de aquellos tiempos. Era un modelo de plenitud, intensidad e iluminación, lo opuesto al de hoy, que es apatía, incomprensión, consternación pasiva y el consiguiente embotamiento de las emociones. Este mundo moderno nos ofrece, de forma extremadamente degradada y falsa, una verdad suprimida en nombre de un modelo ético incomprensible, a veces degenerado.


Ser un «individuo» moral (algo muy difícil hoy en día) significa prestar, estar obligado a prestar, cierto tipo de atención. Cuando expresamos juicios morales, no nos limitamos a afirmar que una cosa es mejor que otra. Cada vez es más evidente que una cosa es más importante que otra.

Lamentablemente, la gran mayoría de la humanidad ama la vertiginosa inmensidad y la simultaneidad de todo, incluso a costa de ignorar o dar la espalda a gran parte de lo que ocurre en el alma.


Pero quizás el primer paso hacia la sabiduría y la humildad reside en resignarnos a aceptar la idea, la devastadora idea, de la simultaneidad de todo, y la incapacidad de nuestra comprensión moral —que también es la de todos— para asimilarla.


Por lo tanto, tendremos que cumplir una tarea ética necesaria basada en el derecho a una cierta consciencia del alma.que dovremo assolvere un necessario compito etico sulla base di un diritto a un piuttosto restringimento dell'anima.


For a reason


Vincenzo Calafiore

September 28, 2026 Udine-F.V.G. ITALY


"I haven't written for a long time.

Not because I had no topics or things

to write about. But because I

went back to remaining silent, to living

apart from this world that is always

at war, ever deeper into racial

hatred, ever more divided by religions that instead

of uniting end up dividing.

This "time of mine" is the last I have

left. I try to live it as best I can,

that is, by staying "apart"!

Vincenzo Calafiore


In a few months, in December, I will turn 80. It's a great achievement to have turned this mark, which I saw as very distant. I am growing old, or have grown old along with my ideas, while my words have remained younger than me and continue to travel the world, producing their effects, giving birth to and keeping universes alive, while I—who have fought a multitude of nostalgias, still more alive than ever—live ever more Aside, smaller, more marginalized. In love and convinced that life, rather than death, is inexhaustible, I still hope to realize my dream of love beyond the confines of age, of what is permissible and possible, remembering the resourcefulness, the tenacity, the capacity for enchantment that love possesses.

But I also have to deal with the disenchantment, the bitterness, the weariness that settle, like rust, in the depths of my will and imagination.

"Truly, I fear I no longer have inspiration; in the air I breathe there is too much smoke of war; one breathes not only death but also the sad solitude of destruction. This, perhaps, is why I stand so apart, rereading the solitude of yesterday, which has nothing to do with that of today; it was the 1960s and 1970s, an indigenous and glittering, magical world... when this magic was the preserve of angels, gypsies, and street artists...!

It was the 1960s and 1970s! And there was an air of horizons, of hope for the future, of optimism and joy. People laughed more, you saw smiling faces. Today, everything is standardized; everything, or almost everything, has no morality. There's always an ethical component to the narrative of those times. It was a model of completeness, intensity, and enlightenment, the opposite of today's, which is dullness, incomprehension, passive dismay, and the resulting dulling of emotions. This modern world offers us, in an extremely debased and untrue form, a truth suppressed in the name of an incomprehensible, at times degenerate, ethical model.

Being a moral "individual" (very difficult today) means paying, being obliged to pay, a certain kind of attention. When we express moral judgments, we're not simply stating that one thing is better than another. It is becoming increasingly clear that one thing is more important than another.

Unfortunately, the vast majority of humanity loves the dizzying expanse and simultaneity of everything, even at the cost of ignoring or turning their backs on much of what happens in the soul.

But perhaps the first step toward wisdom and humility lies in resigning ourselves to accepting the idea, the devastating idea, of the simultaneity of everything, and of the inability of our moral understanding—which is also everyone's—to assimilate it.

We will therefore have to fulfill a necessary ethical task based on a right to a somewhat narrowing of the soul.