lunedì 9 marzo 2026


 

PERICLE

Vincenzo Calafiore

10 Marzo 2026 Udine -Italia


Nel V secolo a.C. Atene era la potenza dominatrice del Mar Egeo. In città fiorivano in egual misura la ricchezza e l'operosità, l'ingegno artistico, la letteratura e la filosofia, all'interno di un governo democratico che rappresentava un'eccezione nell'antichità. Forse i nostri politici farebbero bene a rileggere la storia, questa storia straordinaria di un uomo che fondò la vera “ democrazia” quella odierna solo a pronunciarla è un'offesa al vero significato della parola stessa. E' rimasta solo che una parola, la democrazia è solo che una pallida idea!

I suoi abitanti erano straordinariamente orgogliosi di vivere in un contesto simile di potenza e di splendore, e la nuova Acropoli, costruita per iniziativa di Pericle, era divenuta l'emblema del dominio ateniese sulle altre città della Grecia.

Ad Atene, durante il governo democratico, di Pericle, tutti gli uomini, senza distinzione di classe o di ricchezza, i figli di padre ateniese e maggiorenni erano considerati cittadini.


Il territorio greco:


Il territorio greco era frammentato da catene montuose che separavano le piane fertili, ostacolando l’unificazione politica su larga scala. Proprio questa frammentazione geografica favorì la nascita di città-stato indipendenti, generando una variegata gamma di sistemi politici e forme di organizzazione sociale. Il mare divenne un elemento unificante: i Greci svilupparono una gran de abilità nella navigazione e nell’esplorazione marittima, stabilendo contatti e colonie sulle coste del Mediterraneo, fino alla Magna Grecia, in Sicilia e Calabria, Puglia.

Ilperiodo buioche seguì il declino delle culture micenea e minoica, attorno al XII secolo a.C., portò a un momentaneo arretramento culturale e tecnologico, ma fu anche un periodo di trasformazione che gettò le basi per la fioritura dell’età arcaica (VIII-VI secolo a.C.). Nei secoli successivi, la Grecia si popolò di pòleis capaci di competere fra loro e di ampliare la propria influenza, dando forma a un mondo plurale, ricco di scambi culturali e di sfide militari.


Pericle.

Nome composto dalle parole greche ( περι peri, “intorno”) e κλεος (kleos, “gloria”) e che significa pertanto “circondato dalla gloria, fu un grande sostenitore della democrazia (nell’accezione aristotelica del termine) ed ebbe il merito di porre Atene a capo delle città-Stato presenti nella Lega delio-attica. Inoltre, al fine di dare un impiego a migliaia di operai ed artigiani, promosse un importante progetto edilizio che portò alla costruzione di numerose meraviglie nell' Acropoli, compreso il Partenone.


Chi era Pericle?


Pericle nacque nel demo di Colargo convenzionalmente nel 495 a.C. dal politico e militare Santippo e da Agariste, discendente della potente famiglia degli Alcmeonidi. Particolarmente introverso ed estremamente a disagio per la bizzarra forma del proprio cranio, trascorse un’infanzia ed un’adolescenza tranquille, dedicandosi agli studi ed apparendo di rado in pubblico. Intraprese ben presto la carriera negli affari pubblici, soprattutto grazie alle influenti conoscenze della madre, divenne il primo politico a dare grande importanza alla filosofia: la sua proverbiale calma, ad esempio, si ritiene fosse un “ insegnamento di vita “ appreso da Anassagora, divenuto negli anni suo grande amico. Secondo Plutarco restò alla guida di Atene per 40 anni, a partire quindi dal 460 a.C., impegnandosi tanto a proteggere la propria vita privata, quanto a porsi come modello per i cittadini, evitando banchetti ed ogni contesto mondano.


L'Ascesa al potere:

Nel 461 a.C., nella polis greca, iniziò la cosiddetta ‘era della democrazia radicale’: ciò fu dovuto al fatto che Efialte, leader del partito e maestro di Pericle, propose una netta riduzione dei poteri dell’Areopago, concilio cittadino controllato dall’aristocrazia, che venne approvato dall’Ecclesia, la principale assemblea. In sostanza, il partito democratico divenne via via sempre più dominante nella cosa pubblica ateniese e ciò permise a Pericle di eliminare dalla scena il principale rivale: Cimone, capo della fazione conservatrice, di lì in avanti vittima di ostracismo. Pericle, salito al potere dopo l’uccisione di Efialte e ‘leader supremo’ fino alla morte, perseguì una politica populista e demagogica, permise ai poveri di assistere agli spettacoli teatrali senza pagare l’ingresso, oltre che ad entrare nel sistema politico e negli uffici pubblici, abbassò il requisito di proprietà per i magistrati e aumentò gli stipendi a tutti coloro che avevano prestato servizio come giurati nel tribunale supremo di Atene, l’Heliaia. Il suo provvedimento più controverso, tuttavia, fu emanato nel 451 a.C., quando riconobbe la cittadinanza ateniese solo a chi aveva entrambi i genitori originari della polis stessa. Quest’insieme di leggi, tuttavia, spinse i suoi detrattori ad accusarlo di essere il responsabile della degenerazione progressiva della democrazia.


Il Pensiero filosofico greco:

Il pensiero filosofico greco è uno dei lasciti più importanti della civiltà ellenica, in grado di influenzare la storia intellettuale dell’Occidente fino ai giorni nostri. Le riflessioni dei primi pensatori si concentravano sulla ricerca del principio originario della realtà (l’archè), come testimoniano filosofi presocratici qualiTalete, Anassimandro e Anassimene. Questi pionieri si interrogarono sulla natura del cosmo, allontanandosi dai miti tradizionali e ponendo le basi della scienza e della matematica.

In seguito, la filosofia divenne sempre più sofisticata, grazie all’opera di Socrate, che introdusse il metodo del dialogo e la costante ricerca dellavirtù e della verità interiore. Il suo discepolo Platone sviluppò una teoria delle idee secondo cui la realtà sensibile è una copia imperfetta di modelli ideali. Nel celebre “mondo delle idee,” Platone collocava i principi supremi di bellezza, bontà e giustizia, suggerendo che l’anima umana, di natura immortale, potesse ricordare questi ideali grazie a un processo di reminiscenza.

Aristotele allievo di Platone, si interessò a una vasta gamma di discipline, dalla fisica all’etica, dalla politica alla botanica, sistematizzando il sapere del tempo e mettendo in luce la necessità di un approccio empirico all’indagine della realtà.

I Romani, ammaliati dall’arte, dalla filosofia e dal prestigio culturale dei Greci, assorbirono molti aspetti della civiltà ellenica, combinandoli con la propria tradizione. L’arte romana si ispirò alle forme greche, la scultura di grandi maestri ellenici fu copiata e ampiamente riprodotta, mentre la letteratura latina subì una forte influenza dalla poetica greca, come si nota nelle opere di autori latini quali Virgilio e Orazio. La stessa filosofia greca continuò a prosperare a Roma, dove vissero e insegnarono esponenti di spicco di diverse scuole filosofiche.

Nel 146 a.C. la Lega Achea fu definitivamente sconfitta, segnando il passaggio di gran parte dei territori greci sotto il dominio romano.



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