Senza mai
stancarsi..
Di Vincenzo Calafiore
10 Luglio 2019 Udine
“ ….. svegliarsi e avere
addosso
le tue impronte lasciate nella
notte
come di qualcuno che è passato
da una spiaggia a cercare il
mare.
E tu sei mare, noi siamo mare,
impronte rimaste lì da un capo
all’altro
di mondi che si conoscono, a
volte
irraggiungibili, a volte così
distanti.
E tutto va con quell’amore
dentro
sciupato da una folle deriva,
quando
si deve rimanere per vivere,
per un eterno .. “
Vincenzo
Calafiore
da : “ Blu Oltremare “
E’ notte fonda e Tu sarai persa chissà in quale sogno! E’ una notte da
savana piena di ombre che solo a sfiorarti fanno sentire il freddo della paura
addosso, è c’è pure quel mio urlo
strozzato dentro, ci sono tutte quelle parole che avrei voluto consegnarti
assieme all’ultimo:
“ .. ciao a domani.. “ .
Verrebbe voglia di andare via, venirti incontro con le braccia spalancate
come una finestra sul mare, accarezzare il tuo volto in cerca di quelle rughe
che sanno d’amore, di vita in attesa.
E invece, sono qui a ridosso di una finestra che immagino affacciata sul
mare, che ne sento il respiro, il suo andare e venire incensante, le maree che
tanto rassomigliano ai miei desideri indecenti! Rileggo le tue parole quelle
parole che mi scrivi di notte quando ancora le stelle trapuntano il cielo come
un velo di sposa, che effetto mi fanno? Dolore, Rabbia, Nostalgia, Mancanza,
Distacco, Lontananza! Ecco dove io vivo, dentro questi spazzi tra parola e
parola.
Perché continuo a sorridere anche se non c'è motivo? Perché sei così bella
nelle mie illuse certezze? Che ci avvicinano così tanto da poterti sentire
respirare, cos’è che tanto mi fa male, se poi al primo risveglio, svenato,
raccolgo le ceneri di una notte passata troppo in fretta?
Perché fa anche tanto male rileggere tutto? Eppure ci siamo sentiti ….
Perché conto i giorni senza sentirti nè vederti?
Perché lasciarti andare? Per quali motivi non posso trattenerti per sempre?
Sarà forse a causa di una preghiera mancata o di una presenza violata?
Dovrei essere abituato a tutto questo. Dovrei essere abituato alla nostra
lontananza, e poi sembrare sconosciuti che parlano solo tramite messaggi; e poi quando ci vediamo rimanere a guardarci
negli occhi senza dire una parola rapiti l’uno dall’altra, per continuare poi
per strade diverse. Forse si può descrivere proprio così il nostro legame: due
strade che si incrociano ad un certo punto per poi continuare separate. E poi
che nome dare al nostro legame? Cosa siamo? Vita, la migliore vita? Amore, che
cosa siamo?
Sei sicura che sia soltanto amore? Sicura che ci comportiamo così non
perché abbiamo paura di noi stessi?
Pensaci, tutti i nostri comportamenti strani, i nostri sguardi, il nostro
desiderio di incontrarci, il nostro allontanarci continuamente anche se poi
torniamo a unirci come fossimo mare e orizzonte! Ma poi perché non riusciamo a
stare lontani. Perché ci sono tante domande a cui non sappiamo rispondere?
Sai perché? : Perché ci amiamo!
Dimmi di sì ! Dimmi che non vuoi morire con quel tuo desiderio strozzato in
gola, spiegami perche ci facciamo tanto male a non essere quello che vogliamo.
Forse questi dubbi e queste paure sono solo mie? Forse solo per me è più di un
amore? Ho bisogno di sentirti vicino sempre.
Ci resto male quando ci incontriamo e non posso abbracciarti? Perché mi faccio tutte queste domande e non
cerco delle risposte? Forse perché una risposta già la so è che io ho bisogno
costantemente di te! Tu hai bisogno di me? Cosa sono io per te? Ho bisogno di
risposte perché il silenzio sia vita e non paura.
Ho
accartocciato quelle parole, insieme alle altre che non ti ho detto, che avresti
potuto sentire rimanendo nella distanza tra occhio e ciglia… c’è che ogni tanto
vado a riprenderle per rileggerle e ogni volta sempre più si sbiadiscono come i
miei capelli, come rughe profonde di certezze smarrite nei tempi che sempre più
si son lasciati andare.
E allora mi volto indietro e capisco che passo un’intera
esistenza a cercare un punto di equilibrio, quando poi, con gli anni, mi rendo
conto che la vera vita, quella che mi ha lasciato i segni, quei segni che non
dimentico, l’ho sempre vissuta interamente come fosse un’unica emozione.
E capisco che ho passato una vita intera a
cercare la persona giusta quando alla fine l’unica persona giusta che potevo e
dovevo trovare eri tu, sempre e soltanto tu.
Capisco che le passioni, i ricordi, hanno sempre un prezzo da pagare, così come la vita che
presenta il conto e che comunque sia valga sempre la pena.
Capisco che non tutti ti amano allo stesso modo
mio, che a volte fa paura, ma non si può valutare l’amore in base alle parole, quel che
conta è il dono, il lascito… diversamente è come giudicare un libro in base al
numero di pagine, dove molte parole possono servire unicamente a riempire spazi
vuoti, senza dire nulla.
E infine capisco che ho passato passo una vita ad
osservare e imparare come si muove il cielo,
quando poi mi sono reso conto che non è stato tutto tempo sprecato, che l’unico
momento che ho vissuto, l’unico istante di vita, l’istante davvero importante è
“ Ora, adesso”. Il solo, guardarti è già un lungo segnale di vita! Il solo
amarti o poterti amare e l’istante che mi traghetterà in quel lontano
irraggiungibile.
Il resto è il nulla, che s’appresta, e
dilaga negli spazi che a mano a mano si creano, quando tu taci!
Amarsi, senza mai stancarsi!