Che … tristezza
Di Vincenzo Calafiore
5 Settembre 2018 Udine
“ Tempo, corpo, emozioni,
leggere un’età difficile..”
Lasciarsi alle spalle i soggettivi percorsi vitali è da
sempre un compito arduo, difficile, se non altro per la necessità di ridefinire
se stessi sui nuovi parametri che attestano la crescita e il cambiamento.
Un’evoluzione qualsiasi comporta, rinunce più o meno
gravose, oltre che una riqualificazione dei rapporti con gli altri.
L’età più difficile per antonomasia è l’adolescenza, in
quanto il “ soggetto” si trova nella condizione di dover crescere, modificando
tutto un mondo di rapporti a lui vicino; oggi più complesso il relazionarsi col
mondo esterno depositario di mode e di disvalori che certo non fanno bene alla
crescita poiché lo impegnano a un duro lavoro continuo di ridefinizione
difficile da concepire nel continuo confronto con i modelli esterni più imposti che scelti.
Succede che il soggetto si omologhi, si perdono certi
valori, parametri.
Non è facile “ osservare” per capire, i mutamenti, le
decadenze, il distacco, perché sarebbe importante leggere i fatti e azioni
dall’interno, dalla parte dell’anima e dalla sensibilità del soggetto che ha
l’unica colpa d’essere figlio del suo tempo.
Un tempo che disorienta mentre propone il nuovo, perché lo
stesso nuovo innalza a valore assoluto.
Allora ha senso parlare di fatica di crescere, in
riferimento agli ostacoli che il soggetto incontra nel suo auto progettarsi.
Forse bisognerà auspicarsi una società che no ponga ostacoli
o che distrugga l’individualità!
Una delle nozioni fondamentali per il soggetto è quella del
tempo che interviene nella vita di ciascuno con ritmi particolari che
distinguono il – tempo vissuto- , ossia la percezione che ciascuno ha di come
esso scorre.
Il tempo per il soggetto è – estremamente variabile-: se si
trova in compagnia dei suoi pari esso scorre veloce, se invece è da solo e
triste sembra fermarsi per fargli avvertire la sua solitudine come una
condizione esistenziale.
Anche la nozione di – corpo- s’inserisce nella crescita, per
la sua fonda mentalità nel processo di costruzione dell’identità.
Il – corpo – amato e venerato, più spesso odiato perché non
conforme ai modelli imposti che diventano imperativi.
Il corpo quindi diventa l’elemento essenziale di valutazione
immediato che il soggetto offre o esibisce al mondo esterno, ancor prima del
contatto con gli altri.
E’ tristezza e grave errore tuttavia ridurre il valore di
un essere umano al corpo soltanto, così come lo sarebbe non prenderlo nella
giusta considerazione.
Non è facile per il soggetto continuamente esposto a questi
modelli esterni imposti, al rischio di ergere il suo fisico ad obiettivo
d’interesse primario; per cui il corpo diventa un problema che incide o
inciderà sul vissuto.
Non si può tuttavia prescindere dal considerare i rapporti
che il soggetto intrattiene coi beni di consumo, che possono diventare tanto
importanti da condizionare le relazioni interpersonali.
Così il –corpo- diventa o sarà oggetto di culto per la sua
valenza talvolta sacrale, per il suo contribuire al senso di identificazione e
sicurezza, un mezzo attraverso il quale il soggetto sente di appartenere a un
gruppo e al suo tempo.
Forse varrà bene che il soggetto si accetti così come madre
natura lo ha fatto, cercare di vivere in armonia con il suo corpo e non farsene
un’ossessione e cadere nel diabolico gioco delle diete, delle privazioni e
frustrazioni che una società impone coi suo modelli di snellezza, magrezza, che
a volte o sempre più portano all’onoressia o alla tristezza del vivere con
l’ossessione del sentirsi grasso e quindi scartato, messo in disparte o a volte
ridicolizzato a causa di una forma che la natura ha voluto e che il sistema
odierno invece impone ad ogni costo e con ogni mezzo.
Forse il soggetto accettandosi così com’è vivrebbe un tempo
e una vita certamente migliore, magari con un po’ più di attenzione
nell’alimentarsi senza il supplizio del pesare il cibo o del pesarsi ogni
momento, o di rimettere il cibo appena consumato, per evitare di leggere una
cifra diversa del proprio peso su una bilancia!
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