mercoledì 2 aprile 2025


 

E poi, tu

Di Vincenzo Calafiore

2 Aprile 2025 Udine

 

“… vorrei un giorno o una sera

che non chiedano nulla, che dessero

un silenzio che non abbia bisogno

di spiegarsi.

Un giorno o una sera, senza parole,

queste  che siano del vento.

Un giorno o una sera senza domande

con una matita poter disegnar una

nuvola che abbia il tuo sorriso.

Il sorriso della vita. “

 

 

“ Ora guardami negli occhi.

Guardami con gli occhi di chi vuole rimanere!

Io lo so di non essere un tipo facile, sono da sempre con la testa tra le nuvole e piedi nell’abisso, guardami negli occhi e poi stringimi le mani, e dimmi che mi ami!

Tu devi sapere cosa provo per te, sapessi cosa provo solamente nel pronunciare il tuo nome.

Sei l’unica cosa a farmi sentire vivo, tu non ricordi nemmeno le volte che ti dicevo di amarti, tante volte … come si può amare una donna così?

Ora il mio, Ti amo è cambiato in “ mi manchi” mi manca tutto di te, “ Dove Sei” dove e con chi sei adesso … adesso è solitudine, le nostre anime si cercavano nei sogni sei il mio tutto,capisci? “

Se avessi una donna queste cose le direi per dirle quanto l’amo! “

 

Io sono qui nel mio universo che c’è e non si vede e osservo. Per poterci vivere nel mio universo c’è bisogno di avere un’anima e un cuore, solo così ci si può vivere.

Guardo nella lontananza per vedere se c’è qualcosa che assomigli alla mia vita.

Per esempio guarda là in quel tratto di mare, poco prima soffiava una brezza leggera di vento, adesso non c’è più è sparita; ecco questo non è facile da spiegare, lo può spiegare uno che ci vive in questo universo di trasparenze e di luci, io la chiamo quella brezza < bacio di sposa > proprio perché è delicata come una carezza e un bacio di una sposa.

A volte la sposa lo fa con gli occhi, non la si vede, ma la si sente come una mano leggera che sfiora il viso dolcemente.

Penso spesso a una donna molto dolce, la penso seduta qui a fianco a me, e se ne sta in silenzio come me a guardare il mare senza chiedermi di parlare; e immagino le sue carezze, così dolci che sono capaci di muovere il mare che ho dentro di me.

Fuori, al di là del confine, c’è un mondo che non mi piace molto andarci, ma ho visto una barca allontanarsi dalla riva, non so dove sia diretta,non è importante, ma so che appena più in là c’è una porta, un ingresso al mio universo ed è lì che guardo.

Vedi, la barca scivola sull’acqua, taglia la superficie in due parti, ma appena passa questa si richiude e tutto torna come prima. E’ una ferita che non si vede, ma c’è. E quante ferite ci sono e sono aperte e non si vedono?

Io nella mia vita non ho fatto male a nessuno,non ho accumulato ricchezze, non ho fatto niente di tutto questo, ogni giorno è stato bello come oggi.

Tutto immenso come il mare.

Quando la barca è passata ho guardato e ho visto il mare richiudersi e mi è sembrato di vedere l’effetto che fanno le parole della gente …. Mi passano sopra, sembra che mi feriscano che mi facciano male e invece dopo le ferite si richiudono e continua la mia vita ai bordi della mia stessa esistenza.

 

Adesso mi piacerebbe scrivere una lettera a una donna e metterla dentro una bottiglia, insomma mettere un messaggio in una bottiglia e affidarla al mare … E immagino il suo viaggio da un amre all’altro, da un mare a un oceano.

Hai mai pensato a quanto è grande un oceano? A quanta solitudine c’è, a quanta paura e terrore di notte, alla sua profondità? E la nostra anima quanto rassomiglia a un oceano?

La verità è che noi siamo un oceano-mare, non conosciamo noi stessi, non conosciamo l’altro, gli altri, non conosciamo quanto immensa sia la nostra anima.

Il vero mare non è quello che vediamo è quello che sta sotto la superficie!

 

I miei occhi hanno circa novant’anni, la mia stanchezza molti di più; vivo in questo infinito, uno spazio tra palpebra e ciglia, un luogo imprecisato, provvisorio come lo è la mia vita, vivo a modo mio, imperfetto.

Ho in me i dettagli degli spazi infiniti, ho visto i colori del cielo confondersi con quelli del mare e da allora vivo così, nei colori. Io so cosa mi dice il mare quando mi parla.

Il mare mi dice rimani con me.

Io ci credo, riesco a crederci in un’altra vita che non ho.

 

E poi, amarti!

Amarti senza limiti,

amandoti è come ritrovarsi

negli ovunque di ogni età.

Amarsi è aspettarsi

in ogni momento,

in ogni anfratto della vita,

e poi prendersi, abbracciarsi,

cercarsi dentro, viaggiare

nei meandri del cuore:

ecco perché è Amarti!

Amarti è rimanere nello stesso sogno

nella giovane follia,

è rimanere quasi sempre in quel: ti amo!

 

                                     Vincenzo Calafiore       

 

 

martedì 1 aprile 2025

E poi, amarti!

Amarti senza limiti,

amandoti è come ritrovarsi

negli ovunque di ogni età.

Amarsi è aspettarsi

in ogni momento,

in ogni anfratto della vita,

e poi prendersi, abbracciarsi,

cercarsi dentro, viaggiare

nei meandri del cuore:

ecco perché è Amarti!

Amarti è rimanere nello stesso sogno

nella giovane follia,

è rimanere quasi sempre in quel: ti amo!

 

                                     Vincenzo Calafiore