La follia
Vincenzo Calafiore
9 Settembre 2026 Udine-FVG-ITALY
“ Visto quanto accade nel mondo,
guerre in ogni parte, pericolose
ideologie religiose, violenza di ogni genere,
femminicidio quotidiano, e per finire
città diventate insicure ove tutto
e di tutto può accadere, invase come sono
da extracomunitari che non vogliono integrarsi
ma vivere e agire come o peggio desiderano.
La follia di questo stato di cose è accettata
e contrastata non come si dovrebbe. “
Vincenzo Calafiore
E' più il tempo che trascorro in solitudine che nel cercare di socializzare con degli scimpazzè ormai indottrinati e inquadrati più o meno nello stesso pensiero, nello stesso modo di vivere, nella stessa visione delle cose; da un sistema potente e capace di ogni azione pur di mantenere il controllo e il dominio sulla tribù !
Rimango in solitudine, per non sprecare il mio tempo in chiacchiere banali, e per riflettere un po' sugli studi e la conoscenza, quella vera, no quella che si sente sulle bocche dei banditori.
Come quando con mucchi di parole inutili si tessono le lodi
della retorica e della ipocrisia o della filosofia, o si fanno elogi ai principi o alle principesse scialbe della politica, o si esortano le guerre facendole passare per necessarie, mentre qualche scimpazzè a suo dire “saggio” predice il futuro, o va formulando questioni di lana caprina.
In realtà, come niente fosse, perchè “ il problema non sussiste” tutto è tacito, vergognosamente approvato poichè in maniera frivola e superficiale si pensa e in modo frivolo e superficiale si trattano cose serie e di estrema importanza.
Così niente è più gradevole che trattare argomenti leggeri e spensierati, per divagazione, per non pensarci, insomma un modo da dare l'impressione di leggerezza e sobrietà, per non vedere un mondo genoflesso, arreso, fallito in nome di chissà quali interessi oscuri.
E' una follia! Una cosa folle che s'apre al baratro.
Ma, mai ho potuto accettare questo “ modus vivendi”, né la corruzione che in esso c'è; scrivo e rifiuto con lo spirito mordace e buona, sana follia che è ancora è concessa a me e a quei pochi scrittori che ancora credono nella libertà.
Qualsiasi cosa si dica della follia o sia portata per bocca anche dai più folli, non le si può negare che abbia ancora il dono di rallegrare e infiammare la misera vita degli uomini-scimpazzè.
La follia è applaudita, accolta con un sorriso e in maniera lieta e amichevole.
E'una follia riempire oggi la testa dei ragazzi di capziose schiocchezze addestrandoli alla disobbidienza e alla violenza di ogni genere.
D'altra parte io trovo questo sistema subdolo e bugiardo, illusivo, di falsa modestia che suborna adulatori e sapienti ( e sono davvero tanti ), dediti al vaniloquio e pagati per essere sentiti lodare... il padrone.
Tutta questa esistenza è solo una grande bugia!
Ora, tuttavia, devo esprimere la mia delusione per l'ingratitudine, o, come dire per l'indifferenza degli uomini-scimpazzè che hanno nei confronti della follia. Eppure l'hanno corteggiata, hanno goduto dei benifici … eppure non si trova nessuno di questi scimpazzè che dia voce alla gratitudine con un discorso in lode alla Follia!
Che cosa ci può essere di più dolce e prezioso della vita?
Cosa c'è di buono nella vita? Se poi le togli il piacere di vivere? La si può ancora chiamarla vita?
E' un delirio generalizzato, non ragionano più, è per merito di questa follia che viene meno il senno.
Mentirei, tuttavia, se non ammettessi che appena cresciuti, e con l'esperienza e l'educazione e una certa acquisita maturità, subito pian piano tutto sfiorisce, svanisce la grande bellezza proposta, si inaridiscono le anime.
Tanto più si allontanano dalla vera vita, gli scimpazzè, tanto meno vivono, fino alla gravosa vecchiaia, la molesta e odiosa vecchiaia, poi la morte, la fine d'ogni cosa.