Di una vita
Vincenzo Calafiore
20 Gennaio 2026
“ …. perché possa ricordare
di quanto è stato bello vivere e
di quanto potrebbe essere bello sapere
di quanta altra vita ancora io possa avere
per andare in altri mari e sapere che ancora
ce n'è un altro, ci fosse un Mediterraneo, capace
di farmi sentire a casa.
Qualunque casa in cui trovare delle parole capaci
di farmi restare.
Sarebbe bella la vita, se se ne andasse
quest'aria di tempesta che greve su di noi si respira.
Così sarebbe davvero dolce la vita, qualunque vita...
In questo mondo e le cose non farebbero male, ma
come mani ci avvicinerebbero, ci faremmo portare via
in altri luoghi, in altre maniere di vivere, e per queste
morirne, e non importa ma tutto sarebbe finalmente
umano.
Basterebbe l'amore che è ancora in noi, basterebbe non
lasciarlo andare via, basterebbe forse pensare che se siamo
qui, se respiriamo, se ci commuoviamo davanti a un tramonto,
qualcuno vuole che sia così e questo è Dio!
Basterebbe parlare un po' con lui invece delle armi,
della violenza, della sopraffazione. “
Vincenzo Calafiore
Perché possa ricordare di quanto è stato bello vivere e
di quanto potrebbe essere bello sapere di quanta altra vita ancora io possa avere per andare in altri mari e sapere che ancora ce n'è un altro, ci fosse un Mediterraneo, capace
di farmi sentire a casa.
Qualunque casa in cui trovare delle parole capaci
di farmi restare. Sarebbe bella la vita, se se ne andasse
quest'aria di tempesta che greve su di noi si respira.
Così sarebbe davvero dolce la vita, qualunque vita...
In questo mondo e le cose non farebbero male, ma come mani ci avvicinerebbero, ci faremmo portare via
in altri luoghi, in altre maniere di vivere, e di queste
morirne, e non importa … tutto sarebbe finalmente
umano.
Basterebbe l'amore che è ancora in noi, basterebbe non
lasciarlo andare via, basterebbe non farlo morire, basterebbe pensare che se siamo qui, se respiriamo, se ci commuoviamo davanti a un tramonto, è grazie a qualcuno che vuole che sia così e questo è Dio !
Basterebbe parlare un po' con lui invece delle armi,
della violenza, della sopraffazione.
E' di questo che si tratta, del pensiero, del sentirsi di appartenere a qualcuno, qualcuna, fosse anche un mare, un mare capace di portare via, capace di incantare, di farci rasserenare, ma non siamo mare, non siamo oceano, ma emozioni spente, volatili promesse, che come nuvole corriamo sotto un cielo azzurro, così immenso da accoglierci tutti … persone vive che si preparano a morire.
Ci vorrebbe una terra, una nuova terra con paesaggi dai colori forti …. e invece siamo parole, scabre come l'esistenza che stenta il suo cammino, un coro di visi pronti ad affacciarsi con le pene antiche e la fatica di un sogno dietro l'altro creano
un'atmosfera allucinata, un buco nero … terreno, in questo cosmo indifferente, di poca umanità, colmo di tante maschere, con un sotterraneo incrocio di bisbigli, risonanze di pensieri a metà, taciuti smarriti nel profondo gorgo dei giorni che non si vivono, non si vedono … sempre vicini, sempre altrove, là dove possono trovarli solo le speranze.
E' un mondo che sembra una giungla di trappole e di maschere, uomini affamati di pace e di fratellanza, di amore.

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