lunedì 19 gennaio 2026


 

Di una vita


Vincenzo Calafiore

20 Gennaio 2026


“ …. perché possa ricordare

di quanto è stato bello vivere e

di quanto potrebbe essere bello sapere

di quanta altra vita ancora io possa avere

per andare in altri mari e sapere che ancora

ce n'è un altro, ci fosse un Mediterraneo, capace

di farmi sentire a casa.

Qualunque casa in cui trovare delle parole capaci

di farmi restare.

Sarebbe bella la vita, se se ne andasse

quest'aria di tempesta che greve su di noi si respira.

Così sarebbe davvero dolce la vita, qualunque vita...

In questo mondo e le cose non farebbero male, ma

come mani ci avvicinerebbero, ci faremmo portare via

in altri luoghi, in altre maniere di vivere, e per queste

morirne, e non importa ma tutto sarebbe finalmente

umano.

Basterebbe l'amore che è ancora in noi, basterebbe non

lasciarlo andare via, basterebbe forse pensare che se siamo

qui, se respiriamo, se ci commuoviamo davanti a un tramonto,

qualcuno vuole che sia così e questo è Dio!

Basterebbe parlare un po' con lui invece delle armi,

della violenza, della sopraffazione. “

Vincenzo Calafiore



Perché possa ricordare di quanto è stato bello vivere e

di quanto potrebbe essere bello sapere di quanta altra vita ancora io possa avere per andare in altri mari e sapere che ancora ce n'è un altro, ci fosse un Mediterraneo, capace

di farmi sentire a casa.

Qualunque casa in cui trovare delle parole capaci

di farmi restare. Sarebbe bella la vita, se se ne andasse

quest'aria di tempesta che greve su di noi si respira.

Così sarebbe davvero dolce la vita, qualunque vita...

In questo mondo e le cose non farebbero male, ma come mani ci avvicinerebbero, ci faremmo portare via

in altri luoghi, in altre maniere di vivere, e di queste

morirne, e non importa … tutto sarebbe finalmente

umano.

Basterebbe l'amore che è ancora in noi, basterebbe non

lasciarlo andare via, basterebbe non farlo morire, basterebbe pensare che se siamo qui, se respiriamo, se ci commuoviamo davanti a un tramonto, è grazie a qualcuno che vuole che sia così e questo è Dio !

Basterebbe parlare un po' con lui invece delle armi,

della violenza, della sopraffazione.

E' di questo che si tratta, del pensiero, del sentirsi di appartenere a qualcuno, qualcuna, fosse anche un mare, un mare capace di portare via, capace di incantare, di farci rasserenare, ma non siamo mare, non siamo oceano, ma emozioni spente, volatili promesse, che come nuvole corriamo sotto un cielo azzurro, così immenso da accoglierci tutti … persone vive che si preparano a morire.

Ci vorrebbe una terra, una nuova terra con paesaggi dai colori forti …. e invece siamo parole, scabre come l'esistenza che stenta il suo cammino, un coro di visi pronti ad affacciarsi con le pene antiche e la fatica di un sogno dietro l'altro creano

un'atmosfera allucinata, un buco nero … terreno, in questo cosmo indifferente, di poca umanità, colmo di tante maschere, con un sotterraneo incrocio di bisbigli, risonanze di pensieri a metà, taciuti smarriti nel profondo gorgo dei giorni che non si vivono, non si vedono … sempre vicini, sempre altrove, là dove possono trovarli solo le speranze.

E' un mondo che sembra una giungla di trappole e di maschere, uomini affamati di pace e di fratellanza, di amore.

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