martedì 13 gennaio 2026


 


I predatori dell'anima


Vincenzo Calafiore

13 Gennaio 2026


Io non voglio cancellare il mio passato,

perché bene o male mi ha reso quello che sono oggi.

Anzi, ringrazio chi mi ha fatto scoprire l'amore

e il dolore, chi mi ha amato e usato.

Chi mi ha detto ti voglio bene e poi mi ha tradito,

chi mi ha detto ti voglio molto bene mentendo

e chi invece l'ha fatto solo per i suoi sporchi comodi.

Io ringrazio me stesso per aver torvato

sempre la forza di rialzarmi e andare avanti sempre! “

Vincenzo Calafiore


Dedicato a quei genitori che i figli ne hanno dimenticata l'esistenza.


I predatori delle anime esistono, sono tra noi, nelle famiglie,nelle amicizie …. lo sono anche quei figli che se ne vanno lontani dalle proprie radici, dai propri genitori, con la validissima scusa o necessità del volersi creare un futuro fuori dal proprio paese …. giusto!


Quanti di loro faranno ritorno?

Quanti di loro vedranno i loro genitori invecchiare ed in fine morire?

Nella maggior parte dei casi questi “ figli ” fanno ritorno quando ormai tutto si è concluso o sta per concludersi.

Le vere domande sono altre e sono segretate nell'anima.

Ne è valsa la pena allontanarsi, andare via in un altro paese, in cui si è sempre “ ospite”, in cui si è trascorsa una vita senza radici?

Ne è valsa la pena andare via e lasciare i propri genitori, separarsi dal luogo dove si è nati, dalla casa, dagli affetti, dai propri usi e costumi per abbracciarne altri, per un'altra vita completamente diversa, anche di tanta solitudine!


Ci sono figli che non fanno ritorno, ne per le vacanze ne mai!

Come vivranno quando calerà la nostalgia, quando non avranno più ricordi da vivere e quei pochi morderanno le coscienze.

E cosa diranno ai loro figli quando chiederanno: com'è il tuo papà, la tua mamma?

Sono questi i predatori d'anime.


Tutte le mattine al bar che frequento a bere il caffè, a un tavolo

poco distante dal mio a cui sono seduto per leggere il giornale c'è un uomo, un anziano, un papà.

Dall'aspetto curato e il viso disegnato dalla tristezza, dalla solitudine e sempre lì seduto davanti a una tazzina di caffè vuota, non alza nemmeno il capo per guardarsi attorno, poi quando si sono fatte le 7,30 si alza paga il caffè e se ne va, così tutte le mattine.

Ma un giorno l'ho atteso per offrirgli un caffè che ha accettato.

Parlando ho cercato di capire e di conoscere questa persona.

Una mattina arrivo al bar ed era lì ad attendermi seduto al tavolo ove solitamente io siedo.


Senza guardarmi negli occhi mentre bevevamo il caffè mi dice:

<< …. mia moglie è deceduta due anni fa! Le sono stato accanto fino all'ultimo. Nostro figlio vive in Australia ha la sua famiglia, è partito giovane di 25 anni ….. non è più tornato.

Da parte sua poche telefonate, poche o rare, quasi niente, ritorni a casa, doveva crearsi un futuro.

Così è stato! Ma quanto dolore è costato? E' questa la domanda.

Ora vivo solo in una casa piena di ricordi appesi alle pareti, nelle cornici, nei cassetti,negli armadi, negli album, nelle stanze.

La mia casa conserva ancora i profumi di quelli che ormai non ci sono più, e tra non molto ci sarà anche il mio.

Non so che fine farà questa casa con tutta una vita dentro, di certo sarà depredata e violentata, proprio come lo è stata la mia anima,non ho più un'anima, non ho più niente se non un tempo d'attesa della fine da vivere! >>

Non ho risposto, gli ho semplicemente stretto le mani con un pianto strozzato in gola … c'est la vie !



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