mercoledì 29 aprile 2026


 

Soy


Vincenzo Calafiore

29 Aprile 2026 Udine F.V.G.Italy


..la letteratura è un viaggio

fra scrittura diurna e notturna,

fra sogni e illusioni, paradisi e inferni ! “

Vincenzo Calafiore



Soy! Sono. Cosa non lo so, in verità non ho mai capito cosa io sia. Sin da ragazzo ho sempre avuto una matita e un foglio di carta bianca come la neve, come una lastra di ghiaccio su cui far pattinare al ritmo di una musica che sento io solo, le parole.

Parole come acquiloni colorati che riempiono il cielo.


La spiaggia dove da ragazzo andavo a prendere il sole era poco distante da casa mia, nella mia borsa, una sorta di zaino fatto da mia madre, oltre a un asciugamano, c'era un libro da leggere accovacciato o sdraiato nell'ombra che una barca rovesciata, o adagiata su un fianco offriva.

Ho iniziato a scrivere molto presto su qualunque cosa che rassomigliasse a un quaderno. E' così che ha avuto inizio la mia favola!

Con il tempo,ho amato sempre più la mia grave malattia, quella che colpisce gli amanuensi, una malattia dalla quale non si guarisce; ma imparai anche che non si possono scrivere, raccontare, inventare, favole senza la capacità di amare e di dare agli altri il proprio amore... Eppoi oggi chi sarebbe capace di prenderlo?

E dunque come potrei spiegare che io non sono uno scrittore, che a volte la mia fantasia a volte non riesce a trovare una grammatica adeguata al suo linguaggio diverso, insolito, e a volte forzante come la testa di un ariete, per rompre le barriere e raggiungere la libertà del volo?

Diceva giustamente, Rodari che pure la fantasia abbisogna di una sua grammatica; spiegare che io sono sempre vissuto ai margini di un sistema che vuole pensanti uguali, tutti indottrinati, e che ho potuto conoscere persone dalle quali ho appreso storie meravigliose, storie meravigliose che mi sono portatto dentro e ho raccontato e continuo a raccontare a quelli con cui mi trovo bene.

Storie meravigliose che ho cominciato a scrivere durante i lunghi periodi di isolamento totale nel corso della mia detenzione.


Ho voluto scriverle perchè era, è stato, è un modo mio per essere ancora insieme alla moltitudine delle persone conosciute e sconosciute nonostante l'isolamento.

Lo scriverle per me, era un modo di lottare e sconfiggere l'ignoranza e l'analfabetismo che questo ormai genera senza controllo. Un modo per ricongiungermi con i miei fantasmi, per ricongiungermi con tutte quelle persone, bambini, donne, vecchi, barboni, pazzi di libertà, che sono come me.


Spiegare che io sono proprio uno di quei prigionieri che questo sistema ripudia.

Ptrigioniero che non accetta nessuna prigione, e per questo è in fuga, com'è naturale in questo mondo rovesciato.


Disincanto e disillusione non negano, bensì filtrano come un setaccio in gelatinose menzogne proprie di questo sistema, una pappa con la quale tanto volentieri si ingannano gli altri e si inganna se stessi!

Uomini e donne in questi tempi liberi e tolleranti sono tuttavia accuminati dalla stessa solitudine e dall'asssenza gioia di vivere a pieno la cosa più semplice che c'è, che abbiamo, la vita, qualunque vita!






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