venerdì 17 aprile 2026


 

Viaggiatori Viaggianti


Vincenzo Calafiore

17 Aprile 2026 Udine F.V.G. Italy


Ci vuole una chiave di evasione dalla quotidianità che si attua grazie ad una fuga silenziosa e serale, su una “ Pegasus” .

Mentre tutto rallenta, con lo spuntare della luna, si accende la fantasia e si comincia a volare lontano da questa prigione; prima di addormentarsi aggrapparsi all'ultimo sogno e con esso andar via.

Viaggiatori viaggianti coloro che hanno una “ Pegasus “ all'ormeggio in un pezzo di cielo negli occhi, coloro che appartengono alla forte razza dei sogni.

Sogno, e nel sogno trattengo il respiro e resto ad ascoltare il rullare delle nuvole, il vento di Orione, e il sogno che dilaga in un altro sogno.

E vedo la mia vita, vela spiegata a navigare!

E' un viaggiare lento, di memoria in memoria, di cortile in cortile e piazze alberate; di albe e tramonti attesi sulle rive di altri mondi lontani, di temporali in temporali, di pioggia in pioggia.

Da un luogo ad un altro seguendo la lunga schiera silenziosa di uomini e donne con il dolore nell'anima, nelle notti scaldate dalla luna.


E ancora in questa età mia, nuova e mendica, sento di poter sognare, aspettando la Signora in nero, anche se sto cedendo al sonno, ritornano a volte i ricordi come leggera pioggerellina d'aprile, ritornano i volti di amici di cortile e di scuola, ricordi che fanno male.

Sogno quei sognatori come me, che aspettano una nuova marea, una nuova luna e una nuova primavera da vivere.

Aspetto la pace tra gli attimi sfuggenti della quotidianità.


Viene mia madre a darmi il bacio, delicato come un sbuffo di nuvola, ora la notte è serena!

Ho qualche altra primavera da aspettare ancora verso la fine del dolore di dentro in questa vita con la fine dell'inverno che mi porto addosso.


Sono semplicemente un uomo che aspettando la fine cerco di interpretare l'ultimo mio monologo. Io amo Vincenzo Calafiore e il suo modo così ermetico, complesso,stupefacente di scrivere parole e poi farle volare sui cieli con la sua ancestrale “ Pegasus “

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