lunedì 5 ottobre 2026


 


Viaggio nella parola “ Demos “


Vincenzo Calafiore

5 Ottobre 2026 Udine-FVG-ITALY


“..... le parole non sono mai state neutre.

E non soltanto perché, al di là della loro

accezione letterale, si portano dietro tanti

altri significati secondare, nascosti, omessi,

soggettivi, emotivi e culturali.

Ma possono essere manipolate,

strumentalizzate, rese oggetto di propaganda. “

Vincenzo Calafiore


Si usano per formulare domande che rivolgiamo al passato, come fanno coloro assetati di conoscenza, come pure gli storici, che ci permettono di creare e avere nel contempo un legame tra la storia e il mondo attuale e dare luce a entrambi gli estremi della nostra esistenza: ieri e oggi.

In questo caso la parola “ Demos “ !

Il termine dèmos, significa – popolo - , inteso come l'insieme dei cittadini che formano una comunità di una Polis.


Bisogna ricordarne oltre che il significato, anche di come sia stato abusato o fatto un uso improprio del termine “ Demos “.

Significava popolo ed era al centro del concetto di democrazia. Ma nel corso della storia e del dibattito politico e specialmente in questo contemporaneo è stato manipolato a compiacimento e cavalcato per scopi di potere.

Questo è potuto accadere principalmente nel momento in cui il popolo ha perso il suo potere, e non è stato più inteso come l'insieme universale dei cittadini, è stato frammentato e diviso per poterlo ben controllare.... oggi è tutto tranne che Demos.

Il problema è che tutti, ma proprio tutti di Demos senza sapere in alcuni casi cosa significhi questo termine, parlano in nome del Demos

pretendendo di rappresentare l'unica parte leggittima della società:

il popolo sovrano.

E' una mera menzogna dato che non rappresentano nessuno se non loro stessi e il loro potere, i loro agi, la loro fortuna economica.

Oggi questo termine, diventato parola è soltanto un mezzo di propaganda, slogan di fazioni e di partiti, considerata – proprietà privata- da non poter essere usata liberamente, fuori dagli schemi e da pregiudizi nell'agone dello scontro ideologico, perché: “ … non conta l'etimologia quanto piuttosto l'uso che si è fatto di una determinata parola”.

L'equivoco più nocivo rispetto ai tentativi di comprendere la nozione di -democrazia – consiste nel non distinguere tra la pratica antica

( da cui scaturì la parola) e l'odierna realtà determinata dallo sviluppo del parlamentarismo.

Val la pena o meglio varebbe la pena conoscere e imparare a memoria


Il discorso di Pericle agli ateniesi (noto come l'Epitaffio di Pericle) è la celebre orazione funebre pronunciata da Pericle nel 430-431 a.C. per i soldati caduti durante il primo anno della guerra del Peloponneso, così come ci è stata tramandata dallo storico Tucidide

I Principi della Democrazia

  • Il governo della maggioranza: Il potere è nelle mani dei molti anziché dei pochi, ed è per questo che si chiama democrazia.

  • Uguaglianza e giustizia: Le leggi assicurano una giustizia eguale per tutti nelle dispute private.

  • Meritocrazia: Le cariche pubbliche vengono assegnate in base al valore e al merito personale, non per privilegio di casta o classe sociale, e la povertà non costituisce un impedimento.





La Libertà e i Cittadini

    Libertà quotidiana: La tolleranza e la libertà si estendono alla vita di tutti i giorni; non si guarda con sospetto il vicino se vive a modo suo.Senso civico: Il cittadino ateniese cura i propri affari privati senza trascurare quelli pubblici; l'uomo che non si interessa allo Stato non è considerato "innocuo", ma del tutto inutile.

    Partecipazione politica: Anche se pochi sono in grado di ideare una politica, tutti i cittadini di Atene sono capaci di giudicarla.

Atene come "Scuola dell'Ellade"

    Apertura al mondo: La città è aperta agli stranieri e non si ricorre mai a espulsioni per paura.

    Modello culturale: Pericle definisce Atene la "scuola della Grecia" (paideia dell'Ellade), capace di forgiare cittadini versatili, sicuri di sé e pronti ad affrontare ogni pericolo

Un viaje a la palabra "Demos"


Vincenzo Calafiore

5 de octubre de 2026 Udine-FVG-ITALIA


"...las palabras nunca han sido neutrales.

Y no solo porque, más allá de su

significado literal, conllevan muchos

otros significados secundarios, ocultos, omitidos,

subjetivos, emocionales y culturales.

Pero pueden ser manipuladas,

explotadas, convertidas en objeto de propaganda."

Vincenzo Calafiore


Se utilizan para formular preguntas que nos hacemos al pasado, como hacen quienes ansían conocimiento, incluidos los historiadores, lo que nos permite crear y mantener simultáneamente una conexión entre la historia y el presente, e iluminar ambos extremos de nuestra existencia: ayer y hoy.


En este caso, ¡la palabra "Demos"!


El término demos significa "pueblo", entendido como el grupo de ciudadanos que forman una comunidad o polis.


Debemos recordar no solo su significado, sino también cómo se ha abusado o mal utilizado el término "Demos".

Significaba pueblo y era fundamental para el concepto de democracia. Pero a lo largo de la historia y del debate político, y especialmente en la actualidad, se ha manipulado y explotado para obtener poder.


Esto pudo haber ocurrido principalmente cuando el pueblo perdió su poder y dejó de ser entendido como la totalidad universal de los ciudadanos; se fragmentó y dividió en aras del control... hoy es todo menos Demos.


El problema es que todos, absolutamente todos, hablan en nombre de Demos, sin saber, en algunos casos, lo que significa el término,

afirmando representar a la única parte legítima de la sociedad:

el pueblo soberano.


Esto es una pura mentira, ya que no representan a nadie más que a sí mismos y a su poder, sus comodidades, su fortuna económica.


Hoy, este término, convertido en palabra de moda, es simplemente un medio de propaganda, un eslogan para facciones y partidos, considerado —propiedad privada— que no debe usarse libremente, fuera de las convenciones y los prejuicios en el ámbito del conflicto ideológico, porque: «...no es la etimología lo que importa, sino el uso que se le da a una palabra determinada».


El malentendido más perjudicial al intentar comprender la noción de democracia es no distinguir entre la práctica antigua (de la que surgió la palabra) y la realidad actual determinada por el desarrollo del parlamentarismo.


Vale la pena, o mejor dicho, sería valioso, conocer y memorizar:


El discurso de Pericles a los atenienses (conocido como el Epitafio de Pericles) es la famosa oración fúnebre que pronunció en el 430-431 a. C. por los soldados caídos durante el primer año de la Guerra del Peloponeso, según nos lo transmitió el historiador Tucídides.


Principios de la Democracia:

Gobierno de la mayoría: El poder reside en la mayoría, no en la minoría, y por eso se llama democracia.


Igualdad y justicia: Las leyes garantizan la justicia igualitaria para todos en las disputas privadas.


Meritocracia: Los cargos públicos se asignan en función del mérito y la valía personal, no de la casta o la clase social, y la pobreza no es un impedimento.


Libertad y Ciudadanía

Libertad Cotidiana: La tolerancia y la libertad se extienden a la vida diaria; no se mira con recelo al vecino que vive según sus propias reglas. Sentido Cívico: El ciudadano ateniense se ocupa de sus asuntos privados sin descuidar los públicos; quien no se interesa por el Estado no es considerado inofensivo, sino completamente inútil.

Participación Política: Si bien pocos son capaces de idear políticas, todos los ciudadanos de Atenas son capaces de juzgarlas.


Atenas como la «Escuela de Hélade»

Apertura al Mundo: La ciudad está abierta a los extranjeros y nunca se recurre a las expulsiones por temor.


Modelo Cultural: Pericles llama a Atenas la «escuela de Grecia» (paideia de Hélade), capaz de producir ciudaA Journey into the Word "Demos"


A Journey into the Word "Demos"


Vincenzo Calafiore

October 5, 2026 Udine-FVG-ITALY


".....words have never been neutral.

And not only because, beyond their

literal meaning, they carry with them many

other secondary, hidden, omitted,

subjective, emotional, and cultural meanings.

But they can be manipulated,

exploited, made the object of propaganda."

Vincenzo Calafiore


They are used to formulate questions we ask of the past, as do those thirsty for knowledge, including historians, which allow us to simultaneously create and maintain a connection between history and the present world and shed light on both extremes of our existence: yesterday and today.

In this case, the word "Demos"!

The term demos means "people," understood as the group of citizens who form a community of a polis.


We must remember not only its meaning, but also how the term "Demos" has been abused or misused.

It meant people and was central to the concept of democracy. But throughout history and political debate, and especially in contemporary times, it has been manipulated to suit and exploited for power.

This could have happened mainly when the people lost their power, and was no longer understood as the universal whole of citizens; it was fragmented and divided for the sake of control... today it is anything but Demos.

The problem is that everyone, absolutely everyone, speaks in the name of Demos, without, in some cases, knowing what the term means,

claiming to represent the only legitimate part of society:

the sovereign people.

This is a pure lie, since they represent no one but themselves and their power, their comforts, their economic fortune.

Today, this term, now a buzzword, is merely a means of propaganda, a slogan for factions and parties, considered—private property—not to be used freely, outside of conventions and prejudices in the arena of ideological conflict, because: "... it's not the etymology that matters, but rather the use made of a given word."


The most harmful misunderstanding in attempts to understand the notion of democracy is the failure to distinguish between the ancient practice

(from which the word arose) and the current reality determined by the development of parliamentarism.


It is worthwhile, or rather, it would be worthwhile, to know and memorize


Pericles' speech to the Athenians (known as the Epitaph of Pericles) is the famous funeral oration delivered by Pericles in 430-431 BC. For the soldiers who fell during the first year of the Peloponnesian War, as handed down to us by the historian Thucydides.

The Principles of Democracy

Majority Rule: Power is in the hands of the many rather than the few, and that is why it is called democracy.

Equality and Justice: Laws ensure equal justice for all in private disputes.

Meritocracy: Public offices are assigned based on personal worth and merit, not on caste or class privilege, and poverty is not an impediment.


Freedom and Citizens

Everyday Freedom: Tolerance and freedom extend to everyday life; one's neighbor is not looked upon with suspicion if he lives his own way. Civic Sense: The Athenian citizen looks after his own private affairs without neglecting public ones; the man who takes no interest in the state is not considered "harmless," but completely useless.

Political Participation: Although few are capable of devising policies, all citizens of Athens are capable of judging them.


Athens as the "School of Hellas"

Openness to the World: The city is open to foreigners, and expulsions out of fear are never resorted to.

Cultural Model: Pericles calls Athens the "school of Greece" (paideia of Hellas), capable of producing versatile, self-confident citizens ready to face any danger.

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