De Vincenzo Calafiore
03 de janeiro de 2019 Udine
"Naquela época ainda mais avisado
a necessidade de ter você; à noite, em seguida, o pensamento
como chegar até você onde quer que você estivesse
e lá, procurando por você, ele tirou meu sono de mim.
Então eu decidi viajar e acredite em mim
Amor vivi como um homem naufragado.
Nós dois somos nada mais que "naufragados"
que sempre esperaram encontrar uma ilha
em que viajar para retomar a vida, para voltar a sonhar, a viver.
Hoje eu me pergunto como ele poderia viver
sem você todo esse tempo ... naufragou na minha
mesma vida. "
Vincenzo Calafiore
Longa noite e mentiroso, a maioria dos sonhos contratados para enganar, aqueles que naufragaram à beira de um oceano imenso com a única razão: salvar-se, alastrando-se numa ilha desconhecida impulsionada por ondas amigáveis e correntes favoráveis.
Depois de uma noite como esta, nada é mais igual e nada é como antes; muitos cigarros fumavam esperando para vê-la chegar de madrugada, libertadora e abençoada pelos pensamentos odiados pelos sonhos.
Eu olho para ela com cuidado, refletida em um espelho, como se ela tivesse nascido lá, enquanto instintivamente cheirava seus dedos que cheiravam fortemente a nicotina; do outro lado da escrivaninha, o brogliaccio em que escrevi frases mais ou menos com a sensação de que, então, quando o mar lá dentro estiver apaziguado, talvez se tornem páginas de um romance por muito tempo, ou será outra noite a ser descartada. suas palavras.
Eu olho para ela sem nenhuma surpresa.
Mais cedo ou mais tarde, essa pergunta, um ritual como uma tempestade de verão, como você dormiu bem? como vai voce Quando você vai embora? Certamente teria chegado.
Eu ainda estava sentado lá ... na frente daquela mesa ... às vezes eu acho que nunca me levantei daquela cadeira e nunca olhei para além das páginas do meu - portolano - naquelas poucas vezes que aconteceu eu me senti como um estranho pior ainda como um náufrago.
Os raios do sol entraram com grande intensidade naquele canto do quarto fedorento e coagulado como sangue em uma ferida.
Minha vida, pensei, eu só me pergunto ... o que você diz, o que você está fazendo, mas como você vive esta vida, mas por que você fez isso e não aquilo ... e quem morreu durante a tempestade noturna ... e minha vida foi esvaziada mais e mais .... Eu queria fazer as perguntas, como ... quantas vezes você me disse - eu te amo - olhando nos meus olhos? Você sabe quem eu sou? Quantas vezes você fez amor comigo porque você me queria? Quantas vezes você me disse .. Eu desejo você e quantas vezes você me deixou lá antes de esperar por sua resposta?
Ela olha para mim, cruza tudo, com seus olhos pequenos e evasivos. É sempre linda, a mulher com quem tenho uma longa, longa e intensa história de amor; uma história que nunca me lembro como começou, mas lembro como acabou.
<Você está certo>, ele diz para mim depois de um longo silêncio, que serviu para encontrar as palavras certas.
<O amor não é como antes. Tudo mudou, tudo é diferente, eu não sei como dizer, talvez seja porque nós mudamos, saímos por nós mesmos, nada é como antes, como uma vez ... ainda não posso não voltar ... Você nunca desligou a lâmpada na mesa, você nunca deixou o cinzeiro vazio, passe suas noites escrevendo e fumando, bebendo conhaque e venha para a cama de madrugada com sua noite ... vá até ela que você ama mais do que eu ...>
Vamos deixar, por favor, eu te disse como voltar de um mundo misterioso ... não faz muito sentido agora!
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giovedì 3 gennaio 2019
lunedì 31 dicembre 2018
Di Vincenzo Calafiore
01 Gennaio 2019 Udine
“….. pensi che “tutto” ti
appartenga
perfino un sogno e invece non
è così
nulla ci appartiene! Ma una
ragione sì.
E allora che sia tua, falla
tua ad ogni costo
e poi dalle il nome che
vorrai, chiamala
pure sogno o semplicemente col
suo nome
vero: vita! “
Vincenzo Calafiore
“ Questo è il “ primo pezzo “
della lunga serie, spero, dell’intero anno che avrò davanti; è o sarà un lungo
percorso che più o meno si affaccerà nel panorama che più mi aggrada: scrivere
dell’amore. Mi sono chiesto perché io lo faccia, forse per me stesso, per
rammentarmi quanto dolceamaro sia amare o semplicemente per qualcuno o qualcuna
che leggendomi potrà conoscere i vari aspetti o le diverse sfaccettature che
sono dell’Amore e dell’Amare. Non importa in quanti/e li leggeranno, magari
fosse uno/a sarebbe la stessa cosa!
Sono purtroppo ancora troppi
gli uomini capaci di uccidere una donna il cosiddetto – femminicidio –
imperversa e sembra che nessuno possa arrestarlo, è un fiume di sangue e di
dolore che lucida le coscienze … ma la coscienza pare che sia morta o che non
esista più, al suo posto invece ci sono tanti articoli, tanta tv, tanto
bla,bla,bla, poca vera giustizia!
E fino a quando uno di quegli
uomini non prova o fa la stessa fine che ha fatto fare alla sua vittima, questo
fiume continuerà a scorrere sulle nostre coscienze …pietre di un fiume amaro”.
A guardarla bene, o a saperla
guardare la vita è come un cielo di notte, a volte è stellato e a volte a malapena
le vedi, ma c’è quel grande senso dell’immenso, l’impotenza e l’arresa a quella
cosa che ti tiene ancorato a terra e non ti fa volare, c’è il peso della
distanza, c’è il vuoto tra te e il cielo. Ma c’è anche la poesia e la
commozione quando una stella cadente l’attraversa e sparisce, e immagini anzi
in quella stella cadente ti ci vedi e allora sì diventi triste… ma alla stessa
maniera la poesia stessa ti dà una spinta verso l’alto e allora sì che il tuo
cielo lo raggiungi: sei finalmente felice tra le sue braccia!
Lei, svegliandosi nel suo
letto, vuole cancellare al più presto la nostalgia del sogno, ma non dissolve
un senso di perdita.
Io, abbassando la serranda
della finestra, per smorzare la luce, sono oppresso dall’angoscia di non
poterla amare anche solamente sfiorandola con gli occhi, mentre al di là dei
vetri lenta e inesorabile la pioggia continua a cadere senza tregua.
Nella mente i pensieri si
spostano da un punto all’altro, come fossero dei fatti che si spostano da un
punto all’altro di una pagina lineare e molteplice, conclusa nei punti
nevralgici anche quando sembra liberarsi dai suoi confini e spostarsi più
avanti, verso luoghi da esplorare, una riaffermazione dei singoli motivi,
sopravvissuti ai pensieri bui come la pece, lasciando tracce di malinconia in
un area che pare raccogliere tutti i sentimenti e le sfumature di un sentire
amore, un’onda di caldo umido che arriva addosso e non lascia più tregua.
E’ il forte senso generale di
impotenza di fronte al disastro del distacco e della lontananza, della distanza!
Serpeggia intanto la
malinconia di lei, così dolce e così distante, dimenticata, tra le cose di una
quotidianità spregiudicata e impertinente; un contrappunto amaro di dolcezza
sfiorita, dell’andare del tempo inarrestabile e pure di quel grande deserto di
passato che nessuno si sognerebbe mai di esplorare che invece pian piano mi
sotterra.
Così è l’amore, quello della
presenza-assenza come una conchiglia dorata ove risuona la voce del grande
dispensatore di immortalità: l’Amore- vita !
Nei miei libri nessuno muore.
E se un personaggio che amo muore, per resuscitarlo mi basta tornare
indietro di un po’ di pagine;
sono capace di addormentarmi leggendo me stesso, e alla stessa maniera vivo con
molta intensità l’amore per lei e la letteratura, medito sul vuoto, misuro la
velocità del pensiero rivolto a lei, nel corso della mia inquietudine
nell’attesa di vederla spuntare da qualche parte.
Lo studio è quindi solo
apparentemente un paradiso, in cui sono come estraneo alla vita e respiro
un’aria di strana, meravigliosa follia diffusa dentro e fuori di me; ma in
verità è un campo di battaglia ove si contrappongono desideri e sconfitte,
vittorie e arrese, ma ha una valenza molto più di umanità poco rapportabile a
un mondo che ovunque tende a diventare finto, che ha perso valori e sentimenti
su cui far giacere la vita.
C’è una luna preoccupata che
guarda da lassù un mondo alterato, partecipe, aggressivo, inafferrabile e
rigido, geometrico, i cui simboli di carta si protraggono a volte simili a
ossessioni.
Per fortuna c’è – lei – a
salvarmi! La sento in me e la contemplo, mi esilia dalle irrequietezze e dalle
perplessità dando spazio a uno sfondo arioso solcato da memorie di un amore
così grande, così fortemente in me. Così pure il desiderio di averla sempre
accanto, di sentirne il profumo, forte e intenso, come una primavera che solo a
pensarla mi fa rinascere dietro i vetri di una finestra spenta nel lievissimo
soprassalto di un pensiero: Lei, che rinasce ogni giorno su un foglio bianco da
disegno!
venerdì 28 dicembre 2018
L’ultima “ Primavera”
Di Vincenzo Calafiore
29 Dicembre 2018 Udine
“ … e ora siamo qui, in questa
nuova alba
ancora con le stesse parole e
lo stesso pensiero.
Siamo qui, assieme, uno di
fronte all’altra con
quel – perché – sospeso negli occhi che
avviano ogni dì a nuova vita, fino alla prossima
alba.
Così rinasco con quel – ti amo
–
come fosse un passaporto per
l’eternità……. “
Vincenzo
Calafiore
Non è giusto in una
notte così non poter vivere il sogno più bello!
In una notte così di
tante stelle e di luna grande, tanto grande da sfiorare quasi il mare!
In una notte così ti
vorrei qui dinanzi ai miei occhi per raccontarti di me, e di quel mare dentro
che si muove e muovendosi mi porta via con se lontano da te tutto quel tempo
che sta nello schioccare delle dita.
Tu lo devi sapere
che io ti amo per quanto riesci a darmi con quella tua semplicità che quasi
sempre mi commuove;
devi saperlo che
t’amo così tanto da avere una ragione di più per vivere.
Voglio che Tu lo
sappia, e ancor di più lo sappiano anche gli altri perché conoscano uno dei
tanti volti dell’amore, dell’amare una persona più di ogni cosa.
Perché mia cara
questa è felicità, è questa la felicità: poterti amare!
Poterti chiamare con
tutti i nomi del mondo e comunque sarai solo tu e solamente te a riconoscere la
voce, e tutto quello che essa ha in se,e tutto quanto smuove in te quando il
tuo cuore l’ascolta.
Vorrei che Tu fossi
qui per potertelo dire guardandoti dritta negli occhi, quegli occhi che amano
tanto… quanto mare sei in me, di come mi sollevi come onda per lasciarmi morire
poi su una spiaggia deserta della solitudine.
Ma, penso anche che
uomo sarei stato io se non ti avessi?
Che uomo sarei
potuto essere se non avrei avuto la possibilità di poter dire : ti amo? O senza
aver mai sentito il profumo di una donna, se non avessi potuto vedere e leggere
il sorriso di una donna; e sono così fortunato di poterti amare, anche così
nella distanza, in quel distacco che c’è tra ciglia e ciglia, mano e mano.
A mano a mano che si
avvicina l’alba sento svanire in me la possibilità di vederti spuntare chissà
da quale parte della notte, e vado in contro così alla mia ultima primavera
conscio del mio tempo che pian piano con le sue magiche visioni va svanendo.
Non ho più tempo lo
so. Ogni giorno lo vivo intensamente assaporando ogni cosa di esso, lo vivo
sempre con quella speranza di poterti ancora amare; ma so anche che questo mare
che mi culla e dolcemente mi porta al largo potrebbe all’improvviso
capovolgermi e portarmi nel suo grembo. Non è solo questo il terrore, l’altro è
quello di non poterti venire in contro, allargando le braccia per stringerti a
me, o il non poterti più baciare o che ne so, il solo stare lì seduto su una
panchina e parlare, sognare una vita possibile, anche al di sotto del mare.
Avrei voluto tu ci fossi quando mi sveglierò a notte fonda e mi tremano
le mani dal freddo quando fuori guardo
il cielo. Vorrei che tu ci fossi anche solo per girarmi e trovarti dove
l’ultimo sogno ti ha lasciato ad aspettarmi, pensa, non ci sarebbero state
serate a sentirmi solo in mezzo alla gente e non mi sarei fermato a guardare il
cielo sperando in una stella. E’ con te che voglio stringere il mio presente stringerlo
forte e mandare al diavolo il mondo che non mi appartiene.
Sei Tu che mi fai vibrare come
filo d’erba in un campo…. Non è giusto che torni nel sogno senza incontrarti ,
io non voglio che vada così, l'ho voluto tanto, ma adesso non ho più tempo non
voglio che si presenti alla mia porta il tempo con in mano le scuse per tutta
questa lontananza, la voglia di amare, di farcela ancora a mantenere i tuoi
ritmi, io avrei voluto solo che tu restassi qui con me per sempre con una
carezza nello sconforto e darti sempre tutto, tutto sempre: perché ti amo.
giovedì 20 dicembre 2018
Ce bisogno di te
Di Vincenzo Calafiore
21 Dicembre 2018 Udine
E’ di notte che accade, quando prepotentemente esci dal mio
sogno e con fare elegante ti siedi accanto, parli e io non ti seguo più, tanto
sono incantato dalla tua immagine, bella e solenne.
Tu parli ed io mi trovo esattamente dove tu vuoi che io sia:
in quell’andirivieni di sogni ed emozioni senza fine, quasi celestiale
condizione.
Tu non lo sai, non puoi saperlo, ma attorno alla tua
immagine ne nascono delle altre ancora più belle ed è come se si formasse
quella grande emozione del vivere.
Amarti è così bello che è impossibile farne a meno!Tanto che
in quel mio paesaggio della memoria tutto finisce con l’apparire distante,
alternativo alle visioni e alle sensazioni più o meno piacevoli o spiacevoli
del presente.
Ed è nell’abitare questa distanza che è possibile cogliere
tutte le emozioni di questo amore, di questo nostro amore che ripaga della vita
che si è persa, la vita che non abbiamo vissuta.
La nostra distanza, è lei a scandire l’accaduto … il mio
esserti vicino, il mio amarti, il mio cercarti,volerti,in ogni momento del
giorno, che ci accompagna al diverso percorso con tutta l’irrevocabilità del
volersi e che fissa inesorabilmente ciascuno alla sua storia.
Ce bisogno di te! E’ una forza estranea e indistinta,
invisibile e possente dentro, che seduta da qualche parte, provvede a dare
desiderio e speranza, coraggio e sopravvivenza, amore e eternità, dando alla
vita significato e freschezza, come fosse un album sfogliato dal desiderio di
volerti ad ogni costo: tanto da trattenerci in un sospeso gioco di : ti amo …
nel didascalico specchio di un contrappunto acceso di desideri e emozioni.
E la vita continua più o meno dolce, più o meno amara, più o
meno vita a volte .. quando svanisci per fare ritorno a notte inoltrata dentro
un sogno, dentro una memoria, dentro una parola, dentro uno sguardo rimasto
affisso ad un’immagine dolce e serena.
In un intrecciato parlare di corpi e di fantasie, una
sotterranea e persistente eco di desiderio dello stare assieme …. Una persistente
esistenza dello sguardo nel mare della solitudine che a volte ci separa come
poco più di un muro di nebbia attorno a un grido: amore!
Più nuoto dentro te e più scopro qualcosa di
affascinante ….
Legati da un amore totalizzante… felicemente totalizzante!
Noi, come momenti di mare e di sole, come il piacere del
cielo stellato e desideri sempre più forti: l’uragano di cose che noi
innamorati ci scambiamo anche solo in uno sguardo.
Ti guardo ed è esplorare il tuo corpo, la tua anima, per
riconsegnarmi ancora un’emozionante attesa del rivederti venirmi incontro con
quel tuo sorriso che m’incanta.
Si accendono in me fortissime emozioni che transitando mi
lasciano ardente come un fuoco…
Un tumulto di cose diverse ed impareggiabili che raccolgono
in se gli anni per capire un amore.
Il tempo .. i minuti stessi hanno tutti la stessa intonazione,
anche se qualcuno si sofferma attorno a un si !
Comunque sia sempre un inno alla bellezza della vita, dell’amore
che a te mi lega, alla gioia che imporporano il linguaggio degli sguardi che
rendono dolce e pungente, cristallino e ardente nella concava voce di noi che
ci amiamo!
venerdì 7 dicembre 2018
Somos asi
(sección del capítulo: azul en el extranjero)
Por Vincenzo Calafiore
08 de diciembre de 2018 Udine
".... Si solo tu amor me lo imaginara
que eres para mi
Si solo pudiera imaginar lo que pasa en mi
Cada vez que es de noche o lo que está oculto.
o que hay en mi - te amo - que todos los días
o en cualquier momento del día te escribo o te susurro.
Me doy cuenta de que siempre es un poco ... Mas y mas
Solo en aquellos deseos que a veces suceden.
Me alejan de mi vida. ... "
.... Si solo amas imagina lo que eres para mi. Si solo pudiera imaginar lo que pasa en mi
Cada vez que llega esa noche o lo que está oculto o lo que hay en la mía, te amo, todos los días o en cada momento del día te escribo o te susurro. Me doy cuenta de que siempre es un poco ... Mas y mas
Sólo en aquellos deseos que a veces me alejan de mi propia vida.
Sin embargo, estás allí en esos repentinos gozosos, en esas tristezas que invariablemente siguen todos mis deseos, junto a ti, a mi despertar y encontrarte cerca, a mis deseos que no me dejan ningún respiro.
Si amarte significa soledad, ¡quiero amarte!
Quiero amarte así, con ser un hombre, con esos sueños que solo se hacen realidad cuando estoy cerca de ti, cuando huelo tu piel aterciopelada y tu cabello se convierte en hilos plateados en tus manos que me permiten alcanzar el cielo.
Quiero que seas, es decir, una palabra para agregar a la mía, que, sin embargo, invariablemente vuelve a ese pensamiento primario: ¡Te quiero!
Supongo que nunca has sido tan amado,
Me imagino tus momentos tristes, cuando la soledad del alma te ataca, porque sabes que falta algo o que te lo perdiste y eso se llama "Amor" y ahora que lo tienes, no pareces verdadero.
¡No crees que sea verdad que te haya pasado!
Pero lo sabías, sentiste en ti que algo hermoso en algún momento de tu vida vendría, para hacerte sentir y sentir los latidos del corazón de un día que llegaría a tu puerta: ¡finalmente te encontré!
Nunca habrías pensado que desde ese día en tus ojos habrías recuperado la luz que habían perdido, nunca habrías imaginado que todavía temblarías en un abrazo, nunca habrías pensado que alguien podría haberte amado tanto como yo te amo.
Sí, te amo y estoy enfermo si no te lo digo,
Me siento mal si no te escucho, si no te veo, si no te abrazo, si no te beso los ojos ...
Estoy enfermo cuando te vas y cuando desapareces por mucho tiempo, o cuando dejas tanto que no puedes alcanzar.
Tengo un sueño y es que puedo despertarme a tu lado y hacer lo primero en el mundo:
Despierta con un beso y dile que te quiero!
Tengo un deseo, vivir todo mi tiempo contigo.
Tengo una vida y es la que fluye de mis manos a las tuyas.
Si supieras mi amor, qué pasa en mí cuando solo me tocas ...
Pero sé que incluso esta noche estaré solo para esperar mi sueño, solo cuando entregaré a una hoja en blanco los dictados del alma, el susurro de la era que se acerca a un final inesperado, cuando estaré solo frente a un mar de sueños. y los recuerdos que lentamente me llevarán a donde me llevaría a lo que hace mucho tiempo quería alcanzar, ¡mientras espero que estos sueños míos te alcancen!
Yo te amo
(sección del capítulo: azul en el extranjero)
Por Vincenzo Calafiore
08 de diciembre de 2018 Udine
".... Si solo tu amor me lo imaginara
que eres para mi
Si solo pudiera imaginar lo que pasa en mi
Cada vez que es de noche o lo que está oculto.
o que hay en mi - te amo - que todos los días
o en cualquier momento del día te escribo o te susurro.
Me doy cuenta de que siempre es un poco ... Mas y mas
Solo en aquellos deseos que a veces suceden.
Me alejan de mi vida. ... "
.... Si solo amas imagina lo que eres para mi. Si solo pudiera imaginar lo que pasa en mi
Cada vez que llega esa noche o lo que está oculto o lo que hay en la mía, te amo, todos los días o en cada momento del día te escribo o te susurro. Me doy cuenta de que siempre es un poco ... Mas y mas
Sólo en aquellos deseos que a veces me alejan de mi propia vida.
Sin embargo, estás allí en esos repentinos gozosos, en esas tristezas que invariablemente siguen todos mis deseos, junto a ti, a mi despertar y encontrarte cerca, a mis deseos que no me dejan ningún respiro.
Si amarte significa soledad, ¡quiero amarte!
Quiero amarte así, con ser un hombre, con esos sueños que solo se hacen realidad cuando estoy cerca de ti, cuando huelo tu piel aterciopelada y tu cabello se convierte en hilos plateados en tus manos que me permiten alcanzar el cielo.
Quiero que seas, es decir, una palabra para agregar a la mía, que, sin embargo, invariablemente vuelve a ese pensamiento primario: ¡Te quiero!
Supongo que nunca has sido tan amado,
Me imagino tus momentos tristes, cuando la soledad del alma te ataca, porque sabes que falta algo o que te lo perdiste y eso se llama "Amor" y ahora que lo tienes, no pareces verdadero.
¡No crees que sea verdad que te haya pasado!
Pero lo sabías, sentiste en ti que algo hermoso en algún momento de tu vida vendría, para hacerte sentir y sentir los latidos del corazón de un día que llegaría a tu puerta: ¡finalmente te encontré!
Nunca habrías pensado que desde ese día en tus ojos habrías recuperado la luz que habían perdido, nunca habrías imaginado que todavía temblarías en un abrazo, nunca habrías pensado que alguien podría haberte amado tanto como yo te amo.
Sí, te amo y estoy enfermo si no te lo digo,
Me siento mal si no te escucho, si no te veo, si no te abrazo, si no te beso los ojos ...
Estoy enfermo cuando te vas y cuando desapareces por mucho tiempo, o cuando dejas tanto que no puedes alcanzar.
Tengo un sueño y es que puedo despertarme a tu lado y hacer lo primero en el mundo:
Despierta con un beso y dile que te quiero!
Tengo un deseo, vivir todo mi tiempo contigo.
Tengo una vida y es la que fluye de mis manos a las tuyas.
Si supieras mi amor, qué pasa en mí cuando solo me tocas ...
Pero sé que incluso esta noche estaré solo para esperar mi sueño, solo cuando entregaré a una hoja en blanco los dictados del alma, el susurro de la era que se acerca a un final inesperado, cuando estaré solo frente a un mar de sueños. y los recuerdos que lentamente me llevarán a donde me llevaría a lo que hace mucho tiempo quería alcanzar, ¡mientras espero que estos sueños míos te alcancen!
Yo te amo
mercoledì 5 dicembre 2018
Niente,
nella mano chiusa a pugno
Di Vincenzo Calafiore
06 Dicembre 2018 Udine
Da qualche parte in questa notte ancora da farsi, c’è un
mare calmo e una spiaggia ancora con il sole dentro davanti a un sole che
uscendo di scena lascia di se scie luminose come fossero vie di stelle da
seguire per trovare inedite poesie da imparare a memoria.
So che in un altro luogo c’è una felicità in attesa, delle
mani che cercano le mie per intrecciare gli orli di un’esistenza sospesa fino
alla prossima alba.
Questo amore è una barca arenata che nella notte in balia
del buio attende la prossima marea per riprendere il mare.
La stilografica nella mano è un remo, che porta lontano,
porta a lei che chissà in quale sogno sarà rimasta impigliata …. vorrebbe
tornare.
La mia immagine riflessa sul vetro di una finestra, è quella
di un libro riposto in libreria, un libro da sfogliare, pagine piene di parole
a volte senza senso, come questa notte senza di lei, una delle tante, una delle
poche rischiarate dalla luna che da lassù arcigna guarda la vita scorrere come
un declino, come un fuori scena.
Ah! Che spettacolo la vita!
Avrei voluto averti qui questa notte, tremano le mani al
solo pensiero e non riesco a scrivere.
Sai? Amarti o poterti amare è bello, anzi è bellissimo, noi
camminiamo nella nostra vita come su una spiaggia … noi camminiamo lasciando le
nostre orme sulla sabbia che sanno di poesia e loro rimangono lì fino a quando
il mare lo vorrà.
Ma domani, svegliandoci, guarderemo questa grande spiaggia e
non le troveremo più, non ci sarà nulla, le nostre orme, un segno qualsiasi che
ricordi noi… il mare di notte ha cancellato tutto, la marea nasconde ogni cosa.
E’ come se non fosse mai passato nessuno.
E’ come se noi non fossimo mai esistiti.
E invece esistiamo, amiamo, soffriamo, ridiamo, giochiamo
con la vita, col tempo … già il tempo che cerchiamo di cristallizzare per fermarlo
e lui prende noi, come il mare si riprende la spiaggia.
Non vorrei mai svegliarmi e trovarmi solo, o vederti andar
via, sei un luogo, il mio luogo.
In cui non pensare a nulla, in cui ci si sente “ qui “ ! Non
è più terra, non è forse neanche ancora mare, non è vita immaginata, non è vita
illusa o disillusa, è tempo.
Tempo che se ne va, svanisce e basta!
Ecco perché cerco di bruciarlo, amandoti in ogni suo istante
perché rimanga qualcosa di noi adesso e no domani, perché la vita è adesso e
domani saremmo solo che tempo, già passato, già svanito nel nulla, come quello
che c’è ora nelle mie mani a pugno chiuso contro il cielo.
A solo pensarti aumenta la velocità del respiro, il cuore
accelera, gli occhi si restringono le uniche parole che riesco a dire sono…. Mio
Dio!
E’ come cadere a terra, o volerlo urlare questo amore, il
tuo nome; i pensieri corrono veloci più della mia mano e non riesco a fermarli.
Vorrei tenermi a qualcosa, aggrapparmi ad un appiglio ma la
cosa bella, anzi bellissima è che sono in mare aperto di notte e la corrente
del desiderio mi sta trascinando sempre più giù.
Ciao, ti amo!
martedì 4 dicembre 2018
Qualcosa di tuo
rimane
Di Vincenzo Calafiore
05 Dicembre 2018 Udine
“ Le notti di tanti
sogni … alcuni brutti, altri belli, ma così belli e veri, reali, che non vorrei
più svegliarmi. Sento la felicità in me, sono finalmente felice! E invece al
mio risveglio realizzo che non è stato altro che uno di quei fottuti sogni miei!! Mi
rimane addosso la delusione e deluso torno alla mia vita di tutti i giorni,
accettando l’idea che quello resterà solo un sogno, uno dei miei tanti sogni
che terrò per sempre nel mio cuore. “
Le notti di tanti sogni … alcuni brutti,
altri belli, ma così belli e veri, reali, che non vorrei più svegliarmi. Sento
la felicità in me, sono finalmente felice! E invece al mio risveglio realizzo
che non è stato altro che uno di quei
fottuti sogni miei!! Mi rimane addosso la delusione e deluso torno alla mia
vita di tutti i giorni, accettando l’idea che quello resterà solo un sogno, uno
dei miei tanti sogni che terrò per sempre nel mio cuore.
Ma Tu, amore mio sei reale, esisti e vivi
in me sempre come nuova emozione, come nuovo motivo per restare; sei ogni
giorno attesa come un’alba dalla mia anima che sentendoti ancora si emoziona.
Sai, l’emozione più bella è quella di immaginarti, risentire
echeggiare in testa la tua voce … ed io ci passo oggi come ieri, le ore ad
ascoltarla come fosse una canzone, che poi canto sottovoce per strada … sarà forse il desiderio dell’averti accanto,
di parlare con te anche delle cose più stupide, o del rimanere lì, come davanti
chissà a che cosa di bello, a guardarti, ad ascoltarti mentre racconti di te. E
qualcosa di tuo rimane sempre fino al prossimo sogno, al
prossimo incontro, quando potrò stringerti tra le braccia e morire negli occhi
tuoi.
Sei bella e ancor più sei dolce quando ti fai baciare la
pelle e come sempre tu dici, ci apparterremo per sempre, in quel sempre che ci
unisce.
Ti ho scritto lettere e dedicato poesie, ho
scritto che ti amo sui sassi, l'ho scritto sulla sabbia, sui muri, l'ho
recitato, l'ho cantato, l'ho chiamato di giorno e sussurrato di notte e poi
ancora più forte nel cuore: quel ti Amo!
Ho
urlato il tuo nome a squarciagola per
sentirlo ripetere dall'eco, l'ho affidato al mare, affinché lo riportasse a me per un nuovo incanto.
Sei dentro di me anima e cuore !
Ora io lo so che sei mia e mi appartieni
come io ti appartengo perché tu sei unica, sei un tesoro, preziosa come vita.
Per incontrarti farei qualunque cosa!
Il mio cuore allora non si sbagliò e una
volta trovata, sentii il cuor mio felice di averti trovata, sei quell’ Amore
che nella vita si può incontrare una volta sola.
Non ci foste bisognerebbe inventarti,
inventarti per vivere, per avere ancora un sogno prossimo!
Tu esisti e sei qui con me, senza nulla
chiedere in cambio, se non di essere amata!
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