mercoledì 5 settembre 2018



Come sabbia negli occhi
Di Vincenzo Calafiore
4 Settembre 21018 Udine


Accadono cose che sono domande,
passa un secondo, un giorno, oppure anni,
e poi il cuore o la vita rispondono. “


Amarte da lontano!

Non lo sai, non lo puoi sapere quanto mi manchi.
Dovrei ora dopo tanti anni imparare a vivere senza di te,  “dovrei” ma è come ti dicevo: impossibile dimenticarsi!
No, lo sai, io non piango sai, non ne sono capace!
Ecco appena adesso ti ho detto una bugia, tu sei dentro gli occhi miei, in fondo al cuore ….
Mentre mi rado davanti allo specchio, lo vedo il mio volto trasfigurarsi  negli occhi inumiditi se appena tu passi come lampo nella mente.. mi dico che non è possibile, non può essere possibile che io pianga perché so che tu non tornerai mai più.
E’ duro vivere senza te e non lo so come vivrò senza dimenticarti, senza smettere mai di cercarti, di desiderarti.
E’ appena giorno,già cominciano a rinforzarsi ai miei margini la voglia e il desiderio, è una trincea che sta cadendo, cedendo vita alla mia attesa, al mio cercarti; già ci sono sogni che svaniscono ai primi albori.
Tu come solo tu sai essere, sei sempre lì, in quei viaggi e fantasie, in quel sentire ormai la stanchezza sorprendermi alle spalle, che piega le ginocchia come non mai adesso ho bisogno di te, dai nostri estremi separati.
Accadono cose che sono domande, passa un secondo, un giorno, oppure anni e poi il cuore o la vita rispondono!
Accade che ti amo oltre le lontananze, le assenze, le cose inventate, le cose fatte per ingannare il tempo dell’attesa, per non morire dentro ….  sto già morendo!
Le mie notti bianche  da un mare che agitandosi mi affoga come una riva, tu come un sogno vieni e rimani lì fino a quando ti dissolvi in quel no che come macigno pian piano sgrana le ore e i giorni.
E’ vita che se ne va srotolandosi nelle infinite somiglianze e immaginazioni sofferti dal cuore, è tempo che potrebbe fare ritorno, vorrebbe trovarmi dietro l’uscio su una sedia con lo sguardo perso chissà in quale angolo di cielo; magari hai ragione tu, magari sbaglio io o forse siamo noi a non voler tornare allo stesso distacco, alla stessa domanda:  “ razza?, Umana! “
Fin troppo umani, fin troppo uguali… noi che aspettavamo la luna sotto una quercia!
Amore che d’infinito vesti gli occhi, dove muoiono i sogni?
Quell’abbraccio che ti faceva mancare il respiro, è qui sospeso in aria, ti attende, allo stesso modo di come la sabbia attende l’onda….
Ritornerò nei tuoi occhi, lo so, non temere; non andar via… per un po’ ho pensato di venire da te e sussurrarti quanto sei bella, ma ho bisogno di lasciarmi andare, di sentirmi solo, di essere brutto, di piangere come un idiota ….. quando mi pare ripartire per altri mari e ritornare al sorgere del sole.. potrebbe accadere domani o oggi stesso, tra un anno, ma accadrà!
Che un giorno ti incontrerò e ti dirò che non sono mai uscito, che sono rimasto seduto su quella spiaggia, che eri davvero bella e in men che non si dica finiremo per baciarci in un angolo di strada che diventerà uno spicchio di sabbia ancora calda, ancora tinta di tramonto!
“ Chissà se un giorno riuscirai a ricordare come cambiava il mio sguardo, quando incontravo te…. ! “ …. Chissà.






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