domenica 13 marzo 2022

 

Avrei come sempre da scrivere e sempre a riguardo dei “ sentimenti “ (In psicologia con il termine sentimento derivato dal latino sentire, percepire con i sensi, si intende uno stato d'animo ovvero una condizione cognitivo-affettiva che dura più a lungo delle emozioni e che presenta una minore incisività rispetto alle passioni.) Ma non sono nelle condizioni di poterlo fare anche se non mancano gli argomenti da approfondire e comprenderne il loro significato e significare nella nostra quotidianità a cui purtroppo tutti indistintamente siamo destinati e condannati; questa condizione mi fa pensare a quelle povere bestie costrette a girare tutto il giorno attorno a un pozzo d’acqua, ed è davvero una condizione inaccettabile.

Questo, che un po’ tutti in ogni parte del mondo si sta vivendo è un qualcosa che pesa sull’animo, sulle coscienze; allo stesso tempo suscita almeno in me, nella mia persona, sgomento e una domanda, e cioè : quanto contiamo noi cittadini del mondo nelle mani dei folli del momento sparsi ovunque nel mondo.

C’è un pazzo da qualche parte che semina guerre, morte.

Parrebbe francamente un’ancora di salvezza il poter scrivere di argomenti che più sono attinenti o consoni alla vita di ogni giorno; è sembrata almeno fino a due, tre anni addietro, la nostra vita, una primavera senza fine, meravigliosa anche, nonostante le difficoltà sia di carattere economico che sociale e forse talmente abituati da non essere stati grati; ora c’è e viviamo una sorta di rammarico, di abbrutimento, come essere stati catapultati in un medio evo oscuro fatto di ombre e di poco chiarore….. e quanto accade dentro e fuori di noi  parrebbe una conferma. 

Ora siamo scivolati in un cuneo da brivido freddo, senza essercene resi conto “ qualcuno” ha deciso per conto nostro di andare a impelagarsi con qualcosa di più grande di lui, e questo qualcuno fa parte di quella famiglia di “ qualcuno “ che in qualche parte del mondo sparge terrore e guerre.

Ci troviamo consciamente o inconsciamente immischiati in un qualcosa a cui non dovevamo assolutamente avvicinarci, è stato come andare a cacciarsi in un covo di vipere.

Ma la cosa che più lascia attoniti, che più fa male, è la pratica in assoluto della violenza, il prendere atto che l’uomo non imparerà mai nulla dalla storia passata, e questa nuova sarà ancora da scrivere,come lo sarà quella dei balcani…. Il Kosovo.

Allora qual è il senso, il suo significato nella storia: AUSCHTWIZ?

Che senso e significato dare a: Primo Levi, Se questo è un uomo?

Qui, in questa odierna mattanza politica, non c’è ragione, non c’è intelligenza né cultura, non c’è niente di umano, c’è solamente l’orrendo gioco della supremazia geo-politico, c’è l’uso dell’intolleranza zero, non c’è l’uomo, ma il suo vice: la bestialità, l’ottusaggine, la mancata umanità, da ambo le parti sacrificata in nome di un qualcosa che potrebbe essere indefinibile, ma che è stata definita: sovranità! E in suo nome si perpetua l’antico e ancestrale canto della morte, delle distruzioni.

Non posso io personalmente cittadino del mondo, senza patria, senza confine, accettare quanto accade e con quanta  testardaggine si prosegui su questa strada che non porta da nessuna parte.

Mi chiedo che cosa sia quel grande desiderio di mostrare i muscoli, la propria forza, la propria capacità distruttiva se non la stupidità, se non il grande desiderio di sopprimere l’avversario e non importa se siano inermi cittadini come me, non importa se siano bambini che vengono recisi come fiori appena sbocciati.

E’ quel desiderio oscuro per i tanti che lo cercano di provare l’orrenda adrenalina, come fosse una droga di cui pare non se ne possa fare a meno; altrimenti non si spiegherebbe la presenza dei cosiddetti volontari in una guerra estranea, che non avrebbe dovuto mai esserci.

E allora con tutto questo addosso è impossibile e quasi fuori luogo, parlare di amore o di quei grandi sentimenti che lo compongono e lo tengono in vita questo osannato amore per le belle cose, per la cultura, per la vita.

E’ come se a un certo momento l’uomo non avesse più desiderio di esistenza, di vita.

E’ il dimenticare che siamo tutti dolenti o volenti come in tempi remoti ebbi a scrivere e recitato quel mio monologo: “ Uomini come topi “ , perché così stiamo vivendo, come topi, prigionieri noi stessi della nostra cupidigia, della nostra voglia di non esistere, se solo in un immaginario.

Ma …. Io non sono immaginario! E sono qui come un imbecille, come un incapace, senza vita, senza futuro, perché questi ormai appartengono a dei, Dei minori, oscuri, ancora più imbecilli di me: Vincenzo Calafiore!

 

 

sabato 12 marzo 2022


 

La democrazia e la guerra

 

Di Vincenzo Calafiore

13 Marzo 2022 Udine

La “ guerra “ è in se un fallimento, ma lo è anche  per la filosofia, per il senso della vita, la guerra è morte e distruzioni . “ Vincenzo Calafiore

 

 

 

                                                 ( Goya, il sonno della Ragione)

 

 

                        E’ stata rivista e considerata, rivisto i concetti chiave come ciò che rende ingiustificabile la guerra.

Ma la filosofia potrebbe rivedere ciò che significa “ guerra “ e discutere semmai le cause. La guerra così attira la nostra attenzione, nonostante il fatto che si consideri la guerra un fallimento filosofico.

La filosofia  incoraggia la mente e la nostra vita, ad una esistenza razionale, logica, consapevole in cui la nostra stessa esistenza induce ad una cooperazione pacifica e alla prosperità. Così quando noi accettiamo la guerra, noi in quel momento stiamo voltando le spalle al meglio della vita.

Questo non significa che la guerra dovrebbe essere rigettata, benché pare che alcune guerre siano giustificabili, noi comunque rimaniamo gli unici responsabili delle nostre scelte, delle nostre azioni.

Questo è un problema non solo filosofico ma pratico. La guerra è politica, la politica di uno Stato fatta con mezzi diversi, quindi se la guerra è una forma di lotta politica, allora la politica sarà sempre orientata verso i mezzi della guerra, anziché della pace ..  Goya con una grande opera ne descrive il senso:

 

“ Il sonno della ragione genera mostri “ !

 

Le domande sono: La guerra è di per se un male, esiste la cosiddetta guerra giusta?

Se la guerra giusta esiste, e ha diritto di esistere nel mondo civile, a chi compete primo di deciderla e poi di eseguirla … condurla, e con quali mezzi?

Questi interrogativi non sono appannaggio dei nostri giorni, in cui l’ordine mondiale è continuamente e costantemente minacciato, ma si sono posti nel tempo, trovando risposte più o meno consone al periodo storico.

Senza tralasciare la dottrina del duplice effetto, secondo la quale lo stesso atto può produrre due effetti; uno inteso e un altro previsto! Il più delle volte o quasi sempre la teoria del duplice effetto viene utilizzata per legittimare l’uccisione dei civili, causata da bombardamento aereo e bombardamento strategico e terroristico.

Ma cos’è la “ guerra “ ? Semplificandola il più possibile è una lotta feroce, armata e sanguinosa che si svolge fra Stati o fazioni di uno stesso Stato, avente lo scopo di abbattere l’avversario, sconfiggerlo e renderlo impotente ( impossibilitato a rinnovare la lotta) e imporgli la pace.

Oggi, lo sviluppo tecnologico e della scienza applicata agli armamenti ha reso possibile la distruzione della civiltà e dell’intera specie umana. Oggi più che mai, la posta è :

la possibilità di mettere la parola fine all’avventura umana sulla terra.

Checché se ne dica la “ guerra “ intesa come igiene del mondo, è un inferno. Un inferno per chi la combatte e muore o mutilato; un inferno per i civili colpiti direttamente o indirettamente.

La guerra in Kosovo (La guerra del Kosovo fu un conflitto armato, combattuto tra il febbraio 1998 e l'11 giugno 1999, durante le guerre jugoslave, riguardante lo status del Kosovo, allora appartenete alla Repubblica Federale di Jugoslavia.)

E’ stata  la prima ad essere combattuta in nome degli umani, per fermare il genocidio delle popolazioni kosovare da parte dei serbi, tuttavia erano fortemente impressionanti le immagini che i media trasmettevano delle stragi, dello stupro etnico, dei campi di concentrazione, le fossi comuni … in quel caso l’opinione pubblica occidentale approvò l’intervento della Nato.

Col risultato che il bilancio delle vittime kosovare e serbe esclusivamente civili e le distruzioni in Serbia come in Kosovo furono pesantissime ed eguali più o meno.

Il paradosso sta nel fatto che una guerra combattuta in nome e in difesa dei diritti umani, violi essa stessa quegli stessi diritti.

 

“ Voi dite che è la buona causa che rende santa persino la guerra. Io vi dico: è la buona guerra che rende santa qualsiasi causa.” F. Nietzsche.

 

Per cinquatanni circa l’esperienza nefasta della seconda guerra mondiale ha fatto sì che la stragrande maggioranza degli Stati condividesse l’idea che la guerra era il male assoluto.

La guerra era l’estrema ratio quando fallivano le diplomazie e le sanzioni si fossero rivelate inadeguate.

Oggi ci troviamo alle soglie di una guerra mondiale per la guerra in atto tra Russia e Ucraina, che gli Stati Uniti e i loro alleati non sono stati capaci di non farla iniziare. Una guerra non necessaria.

Purtroppo fautori e contrari hanno armato la sporca retorica bellicista o pacifista, sparando a zero contro il nemico! Chi abbia ragione non è dato a sapere.

Tony Blair  ebbe a dire a proposito della guerra in Iraq: quando questa guerra sarà vinta, il mondo si renderà davvero conto che avevano ragione loro.

Ma noi speriamo, crediamo che nell’intimo delle loro coscienze il tormento dell’incertezza, l’angosciosa domanda sia sempre la stessa: “ abbiamo fatto la cosa giusta”?

E chissà se i principali attori e le spalle di scena domani, quando tutto sarà finito questa domanda se la porranno! Accadrà nuovamente in un altro luogo sempre con la stessa colonna sonora e gli stessi spettatori di sempre: ipocriti e assenti, incapaci e interdetti! 

 

 

venerdì 11 marzo 2022



CALAFIORE

Arte,Comunicazione,Cultura

 

 

 

RECENSIONE MOSTRA FOTOGRAFICA

di Sveva Angelini & Michela Cucchiaro

 

 

 

Continuano le aperture dei “luoghi “ di cultura e si susseguono per nostra fortuna le inaugurazioni di nuove temporanee, mostre fotografiche, come in questo caso quella dell’Artista friulana Sveva Angelini inaugurata,8 Marzo e aperta al pubblico fino al 8 Aprile.

Questa Mostra fotografica intitolata “ Lo Spirito delle Stagioni “ ha come soggetto: Michela Cucchiaro.

Sveva Angelini ha frequentato l’Accademia di Fotografia John Kaverdash

Milano, nell’anno 2013 dove ha conseguito il Master globale di fotografia professionale.

E’ questa Mostra un racconto per immagini del genere umano e del suo legame con la natura, da qui prende titolo la Mostra:

“ Lo Spirito delle Stagioni “ è un osservazione di quei temi ricorrenti, della comunità, dei costumi e rituali, della ricerca d’identità, del rapporto tra anima e natura.

Ogni immagine – rigorosamente su pellicola sviluppata manualmente in camera oscura dalla stessa Sveva Angelini, riesce a far riflettere il visitatore sulla storia del forte legame tra anima e natura, qui rappresentato da Michela

Cucchiaro, accompagnato in questo percorso da un sottofondo musicale composto da Michela Cucchiaro e la Maestra di Canto Ilaria Siliotto.

 

INFORMAZIONI UTILI

 

Sveva Angelini & Michela Cucchiaro

 8- Marzo – 8 Aprile    “ Lo spirito delle Stagioni “

 

Indirizzo: Biblioteca Comunale Fogliano di Redipuglia

Via Madonnina, 7

Info: 0481- 489051

Orario: Lunedì/ Giovedì 9,30- 12,30   Martedì/Mercoledì 16,00 – 19,00

 

 

Info: vincalafiore@gmail.com

vincenzo10vc@libero.it

Blogger: Sul mare da una vita

www.laprimapagina.it

Social FB Vincenzo Calafiore

 

 

 

martedì 8 marzo 2022


 

 

Come petali di rose

 

 

Di Vincenzo Calafiore

08 Marzo 2022 Udine

 

FESTA DELLA DONNA

 

La cosa che più mi piace dirti ogni giorno, e al mattino, è quel mio : ti amo!

Non è detto tanto per dire qualcosa, lo dico perché è in me, mi appartiene e a te lo dono.

E’ un dono prezioso, non è da sciupare o recepirlo con abitudine, perché ogni giorno è diverso, segue l’emozione che il cuore in quel momento suggerisce,vive.

Vedi?

Io sono come una rosa dentro un vaso, che pian piano perde i suoi petali; sono in direttiva di arrivo del mio finale, quando calerà definitivamente il sipario.

Questo è una certezza assoluta, ma lo voglio vivere fino in fondo, sempre con quel mio pensiero fisso: Vivere.

Non ho tanto tempo amore per me, non mi posso permettere di sprecarne neanche un solo secondo, ecco perché voglio amarti ora e non domani, non più avanti, ma adesso, amarti e annusarti come si fa con un fiore, che solo a tenerlo tra le dita è già primavera, è vita.

Tu non puoi capire il mio affanno del rincorrere gli anni, contarli come monete e man mano accorgersi che sono sempre meno, non capirai l’amore che ho per ogni anno che va a sedimentarsi nella polvere, l’amore che ho e potrei ancora dare.

Ecco da dove giunge quel mio – ti amo – !

Dovresti vedermi  di notte, con la mia barca dei sogni e rete da pesca in cerca di sogni, in cerca di te! A volte la lampara si spegne e vago in un vuoto assoluto … a volte è la luna a guidarmi, a volte il tuo richiamo, il richiamo delle tue labbra, delle tue mani …..  il tuo profumo di zagara, a guidarmi in quel buio pesto come il catrame.

All’improvviso la barca ha un sussulto, una scossa che l’attraversa tutta nella carena, tutto è rovesciato, i ricordi, le immaginazioni sono dei fantasmi che si aggirano nella mia mente, si materializzano fino a divenire delle vere presenze, con cui parlare.

E’ notte affamata d’amore, buona per navigare sotto quel taglio di luna che la illumina, si vedono i profili di volti amici e questa è una grande fortuna, come quella di vivere adesso in questo tempo sbandato che corre spedito lasciando posto a un futuro che potrebbe arrivare; quel darsi da fare dei pensieri miei, delle immaginazioni, fanno si che resti da solo davanti a una finestra a immaginare come sarà la mia nuova alba e mi confondo con quel bicchiere di birra cercando di copiare e disegnare l’amore; mi confondo e mi confondo con quel taglio di luna freddo come una lama lassù in un cielo lontano, distante come la mia vita.

Solo con le mie mani che non sanno più cosa sia un abbraccio, con le mie mani sospese in cima a un mondo sconosciuto,  che non sanno più cos’è l’amore.

Sai cosa c’è? E’ che sono ubriaco di questo vento lontano, un vento che mi prende la testa e la fa rotolare come un pallone nell’aria.

Ma tutto questo è già stato in un altro tempo, quando rimasi in una stazione lontana da tutto, con un biglietto in mano senza ritorno.

Vedi ora ti ho quasi raggiunta, veniamo entrambi da mani sbagliate, che ci hanno lasciati andare a morire più dei nostri sogni, più delle nostre immaginarie lontananze … io e te non siamo mai stati lontani, pur non essendoci mai incontrati, ne sfiorati con le dita.

E’ una notte senza vele, che lascia muti senza fiato, in compagnia di gente diversa, estranea, incapace di ascoltare il vento che tocca il mare, notte vissuta come una musica leggera che prende il cuore, mentre mi fa sognare una sottana tra le mani… o dirti di scoprire gli occhi per guardare il mare.

Buon “ 8 Marzo “! Ma che sappia di dignità e di amore vero, che sappia di vita, buona come un buon bicchiere di vino: Auguri Donna!

 

 

 

 

 

 

 

mercoledì 2 marzo 2022


 

E, riconoscersi

 

 

Di Vincenzo Calafiore

3 Marzo 2022 Udine

 

 

 

 

 

“ La purezza stà nel silenzio, perché il silenzio è puro. Il silenzio è sacralità. Non divide ma unisce e lega le persone. Sai solo chi  è a  proprio agio  con un’altra persona  può fare a meno di parlare. Questo è il grande problema.

” I desideri, i sogni, le emozioni, sono realtà intime, personali sono la cosa più importante che abbiamo, non svendiamoli, non lasciamoli morire in una memoria arida e vuota d’amore.

Così, accade che varrà la pena di non dormire pur di stare dietro ad un proprio desiderio, sogno, a un’emozione. “  Vincenzo Calafiore

 

 

Non lo sai, non potrai mai saperlo, che ho smesso da molto, arrivando alle seconda riga, cancellare quanto ho scritto e ho riscritto nuovamente da dove il cuore mi suggeriva.

Cercai in quel tempo degli inizi che avessero in se la poesia, e stupidamente non capii che la poesia era già in me, ed era lì assieme ai desideri, ai sogni, alle mie immaginazioni, nei miei occhi, ed era inutile la loro ricerca.

Poi, nel tempo, ho capito che un grande cuore non muore nel giorno e continua a battere a respirare la notte, senza barriere, senza limiti, ma tutto nelle armonie e confessioni interiori che mi hanno messo al riparo da certi temporali devastanti che nella notte illuminavano fiori che erano nati e sbocciati nascondendo una struggente bellezza.

E quanta fatica mostrare un sorriso, il migliore,  stando male e fingendo di stare bene o essere felice, mentre tutto dentro crolla o è già crollato; così di notte silenziosamente, il cuore va morendo e come l’anima che si spezza non fa rumore, questo lo fanno i pensieri in testa.

Così si cerca fingendo d’essere forti e di  sorridere sempre, guardando avanti un traguardo che non c’è, un posto a cui andare, una vita diversa, un qualcosa che possa permettere di rialzarsi sempre dalla polvere. Anche se il più delle volte è davvero difficile, è troppo dura sorridere, è troppo dura inseguire la felicità che manca mentre pare che altri la posseggono.

Ma ci sono gli occhi e questi non sanno mentire, non conoscono la menzogna, si leggono facilmente, così trasparenti, così innocenti.

Vivere è un cadere o un inciampare sempre ; ci si rialza malconci o rotti, ma ci si rialza, lasciando a terra l’armatura, gettando via i perché, e continuare a sognare, a dipingere i giorni, a esprimere desideri, a inventare sogni, ad amare.

E’ questa la vita: tutta, interamente tutta in una parola: Amare. 

Non esiste un giorno solo per amare!

E’ volere una persona accanto, una persona incapace di calpestare il cuore, in grado di colmare i giorni , di colorarli coi colori più caldi, con le forti tinte dell’amore, che abbia negli occhi il cielo più blu.

Un uomo capace di amare giorno per giorno con la stessa intensità del primo giorno, con le braccia capaci di stringere, di donare un bacio lungo un’esistenza: è questo l’amore, questa è la vita!

Vivere assieme è prendersi cura dell’altro non un solo giorno ma per sempre…. E non importa dove, come.

Ci sono muri interiori altissimi che potrebbero sgretolarsi  di fronte alla tenerezza, quella tenerezza che è in noi, perché lasciarla morire? La parte più difficile è accettare l’idea che certe persone possono soltanto sfiorarti, attraversare il tuo cammino per il tempo di un sorriso, di una stretta di mano.  E ci sono sere più o meno fiabesche in cui ci si trova a parlare con chi da troppo tempo non ci si vede o con chi non avresti mai pensato….  e dire cose che non avresti mai a nessuno confessato. Ci sono occhi che ti salvano e non vorresti più smettere di guardarli, ma semplicemente non puoi.

La parte più difficile è che  la consapevolezza la mattina del giorno dopo piomba addosso: le magie sono svanite, restano i segni delle carezze, dei baci a fior di labbra,  sogni da amare, lettere d’amore! Realtà che non vogliono attendere o morire in un’attesa,  Sono piccoli  segni che rimangono scritti sulla pelle con inchiostro indelebile!

Se c’è una cosa che ho imparato è questa:  E’ riconoscersi !

Amare! E’ solo questo è davvero importante e quando arriva il momento di amare, non si pensi di scappare, è rimanere, è stare lì, dignitosamente, a amare. Solo questo è importante.

 

 

 

 

 

 

 

 

 Cerca in qualche modo

o in qualche maniera di amarti
ad avere cura di te stessa
e soprattutto di dare amore
a chi ti dona amore.
Il segreto non sta in quello
che i tuoi occhi ti fanno vedere
ma in quello che il cuore ti suggerisce..
Alla fine credimi troverai
non chi stavi cercando,
ma chi da tempo ti stava cercando!

 

 

“ La purezza stà nel silenzio, perché il silenzio è puro. Il silenzio è sacralità. Non divide ma unisce e lega le persone. Sai solo chi  è a  proprio agio  con un’altra persona  può fare a meno di parlare. Questo è il grande problema.

” I desideri, i sogni, le emozioni, sono realtà intime, personali sono la cosa più importante che abbiamo, non svendiamoli, non lasciamoli morire in una memoria arida e vuota d’amore.

Così, accade che varrà la pena di non dormire pur di stare dietro ad un proprio desiderio, sogno, a un’emozione. “  Vincenzo Calafiore