sabato 30 maggio 2015



             Perché ti spogli d’eleganza?

Di Vincenzo Calafiore




E’ una di quelle serate in cui è piacevole molto rimanere fuori casa, le strade strette e poco illuminate che l’attraversano come arterie, danno la possibilità di sedersi sull’uscio di casa o davanti casa assieme ai vicini per rinfrescarsi, sentire la brezza che risalendo dal mare fa alzare la testa a tutti, perfino ai fiori che la calura del giorno ha piegato all’ingiù.
Pantaloncini corti e canottiere, ciabatte da mare che colorano di nero le piante dei piedi, ciabatte consumate, è l’estate!
L’unica piazzetta, in verità illuminata volutamente poco, con poche panchine, si apre alla spiaggia separata dal mare dagli scogli che come cavalieri la proteggono dagli assalti delle onde che vorrebbero portarsela via.
E’qui che la maggior parte di noi seduti davanti al “Mocambo Bar” si disseta con acqua e menta
o sorseggia una fresca “ Batida de coco” dopo una giornata a portar su secchi di malta, di duro lavoro nei campi, o sulla graticola di una barca in mezzo allo stretto.
Ci sono molti turisti confusi fra noi, anche loro boccheggianti e sudati in cerca di una bava di brezza.
In quei chiari scuri di visi non definiti e di sagome scure, passa come un lampo di luce, una ragazza elegante dentro una gonna a tubino e la camicetta bianca senza maniche, capi, che mettono in risalto la sua bellezza… la guardo non con interesse sessuale ma perché colpito da tanta eleganza con poco.
E’ davvero bella nella sua semplicità a cominciare dal volto pulito e abbronzato, resto colpito dal semplice taglio dei capelli e dal bianco delle unghie di mani e piedi semplicemente curati.
E’ davvero un fiore in mezzo a tanta bruttezza, al cattivo gusto di pantaloni stracciati e talmente bassi di vita che lasciano intravedere il culo se di più si piegano, unghie troppo lunghe e colorate, cuscinetti enormi alla vita come cinture di salvataggio, polo o magliette lunghe e larghe per coprire lo scempio.
E’ davvero una rara eleganza in mezzo a tanta bruttezza, al cattivo gusto.
La domanda è: perché oggi le donne si spogliano?
Io mi ricordo di un tempo in cui passeggiando si incrociavano donne eleganti avvolte da un ti vedo e non ti vedo, donne che lasciavano dietro di se la dolce scia di un’essenza, donne che costringevano a voltarti a guardarle, vestite di semplice eleganza.
Oggi in questo tripudio all’orrido trovarne una sola elegante è davvero assai difficile; impera purtroppo il cattivo gusto, la volgarità nel vestirsi ……. Le donne sono più spogliate che vestite, volgari nel linguaggio.
A sentirle parlare è come ascoltare uno scaricatore di porto stanco sporco e incazzato!  
E poi così svestite per strada, calate dentro volgari trasparenze.
Allora perché non pensare a fare qualche passo indietro invece di essere tutte uguali dai capelli alle scarpe, tutte uguali nella volgarità, che se appena si piegano senza abbassarsi fanno vedere di che colore sono le mutandine!
Forse la bellezza non saranno i capelli lunghi, la pelle abbronzata, i denti perfetti e sbiancati, forse la bellezza è il viso di chi ha pianto e ora sorride.
La bellezza sono le occhiaie quando l’amore non ti fa dormire e le rughe segnate dal tempo; non certo quei bulloni sulla lingua, o le rondelle ai lobi degli orecchi, l’anello al naso, il tatuaggio imperante e invadente.
Mi verrebbe da chiederti: donna ma da quale tribù sei uscita?









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