martedì 21 giugno 2016



La vita

Di Vincenzo Calafiore    
22 giugno 2016- Udine

“ Io non lo so dove vanno i nostri cari
quando cessano di esistere, ma so dove
restano! “ 
                            Vincenzo Calafiore

Sono stati giorni duri, tremendi, in cui il forte vento della vita è soffiato con violenta improvvisa realtà, dell’esserci e del non esserci più.
In questo spazio armonico di pace e serenità custodito gelosamente, sì è aperto improvviso scenario diverso, cioè, che nulla è per sempre ma neanche momentaneo, è tutto provvisorio, tutto da vivere in un sol sorso quotidianamente senza nulla sprecare. Così è l’amicizia, così è l’amore, così è l’amare le persone che stanno accanto, così è la vita.
Gli scenari di questo palcoscenico che sembravano conosciuti e amati in ogni loro “essere” sono all’improvviso cambiati pur rimanendo a pieno nel loro essere significato pregno di amore, affettuosità, amicizia, tenerezze.
Tutto all’improvviso è divenuto ricordo, amicizia, di cui rammentare e raccontare parole e gestualità, quotidianità fatta di grande rispetto, grande Amore che la mia dolce amica Teresa ha saputo infondere e far crescere in ramoscelli divenuti poi alberi: i suoi alunni, i suoi amici, la sua famiglia.
Ora tutto questo non potrà più essere nel personale quotidiano di tanti.
Non potrà esserci nella vita di tutti noi che l’abbiamo avuta come grande amica, non potrà più esserci nella quotidianità del suo sposo che tanto l’adorava e ha amato, condivisa, in ogni giorno della loro stretta vita.
Lei Teresa Casali era un’esplosione di colori, allo stesso tempo un turbinio di sentimenti inscindibili quali la famiglia, il suo sposo Claudio, i suoi figli, il suo nipote Alessandro che tanto ha amato e lo faceva con grande facilità, con grande normalità; non a caso io le diedi il nomignolo di “ garibaldina” perché così era forte e ostinata capace di piccoli gesti che manifestavano un – comunque – troppo umano, troppo destino ma anche amore donato senza nulla chiedere mai in cambio.
Tolmezzo, come Prato Carnico la ricorderanno a lungo.
Non si tratta dunque di morte, poiché essa è quando nessuno ricorda, quando nessuno nomina. Teresa questo scricciolo di donna tutta effervescente come lo è la vita per certi aspetti, lascia nei cuori di chi ha avuto la fortuna di conoscerla, un grande vuoto e un’assenza che restringe più che allargare gli orizzonti, lei è dove noi vogliamo sia, è come noi vogliamo sia: viva!
Vive in quei ricordi che mai sfumeranno, o in quelle parole che sono rimaste nella testa, sono questi i registri che ci aiuteranno noi che abbiamo avuto la fortuna di conoscerla a non dimenticarla.
La chiesa e il cimitero, poco distanti l’una dall’altro, la stessa distanza tra cuore e anima; l’una stracolma dentro e fuori e lungo la strada ad attenderla per salutarla, e in chiesa a pregare perché la sua anima raggiunga il giardino dei giusti. Il piccolo cimitero guarda verso i monti quasi a voler donare a chi è lì, la serenità come quella che aveva sul suo volto, Teresa è morta serena, sorridendo, forse a voler dire al suo compagno di viaggio, - sii tranquillo che io ci sarò sempre - !
E chissà quanti fiori cresceranno sul tuo prato!
Teresa, noi ci conoscevamo da poco e mi hai accolto nella tua vita con grande gioia ( la mensa del Signore ) mi hai fatto dono della tua amicizia, quante risate, quanta allegria! Era bellissimo ascoltarti come vederti essere fermata lungo la strada da un saluto, da una stretta di mano a Tolmezzo come a Prato Carnico, Pesariis o Pesaria, e per tutti una parola di conforto e per te?
Era, il 18 giugno del 2016 una data da ricordare!

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