lunedì 14 maggio 2018



L’infinito a ridosso di uno sguardo



Di Vincenzo Calafiore
14 Maggio 2018 Udine





A volte mi succede di pensare al tempo perduto senza te!
A quando ti inventavo tratteggiando il tuo volto con una mezza matita, eri ciò che il mio cuore da sempre avrebbe voluto e non ci siamo mai incontrati in quelle lunghe calende di tempo perduto.
Era come se guardassi in un’altra vita, in un altro tempo in cui tu stavi e ci dividevano.
Io lo sapevo e ho continuato a cercarti nei sobborghi,  nelle periferie della vita mia .
Io lo sentivo il tuo profumo, e gli echi del tuo essere primavera, dei tuoi occhi incastonati di mare al tramonto.
E quello sguardo l’ho cercato, lo cercai in quelli incontrati che nulla avevano a che fare con il tuo.
Via via a quel ritratto ogni giorno aggiungevo qualcosa, non so perché ma tutto è iniziato con l’aver disegnato quei tuoi occhi di solitudine, così profondi… e così veri, occhi che sapevano cercare e scavare; forse è di quello sguardo e della loro maniera di sapermi guardare che mi innamorai.
Così negli anni.
Non riuscivo a pensare che tu saresti stata di un altro, non riuscivo a vederti che magari toccassi un altro, che lo baciassi, che le su sussurrassi parole dolci, che faresti l’amore con uno che non fossi io.
Non sopportavo l’idea che tu ti legassi per tutta la vita a uno che non fossi io.
Tu sei mia, non c’è futuro per me senza la tua presenza …. Ma hai scelto di essere un’assenza,
 un sogno a cui andare sempre alla ricerca come una barca cerca un porto in un mare di nebbia.
Queste cose mia dolce immagine su un foglio appeso al muro, ogni mattino te le racconto come fossi qui in carne ed ossa, come una rosa nelle mie mani; entro ed esco dalla mia vita come da una scena, come un cambio d’abiti, come un temporale, ma sappi che è un entrare e uscire con te o alla ricerca di te, ogni giorno all’alba come un vagito di bimbo che cerca il seno materno.
Voglio dirti tante cose e non ho mai trovato le parole per farlo, volevo dirti che ti amo, e te l’ho detto! Te l’ho detto in tutte le forme,  dirti che mi fai impazzire, sono pazzo di te e tu l’hai sempre saputo, lo sapevi già che ti volevo solo per me…. È già lo sei su tutta una parete da ammirare come un quadro o una fotografia, un mare che si muove che sempre più si avvicina.
Non sarò bello come vorresti tu, ma voleremo assieme in quel cielo più volte acquerellato di blu!
Perché Tu lo sapevi, l’hai sempre saputo, cosa c’era dietro i tuoi occhi, lo sapevi anche quando ti sembrava impensabile che io di amarti non avrei mai smesso,
lo sapevi e intimamente sapevi che qualche parte c’ero io che non potrei mai stancarmi di te, anche quando mi mandavi via chiudendo gli occhi, quando ti dicevo appoggiando le mani a quella parete di amarti lo sapevi e speravi di incontrarmi.
E lo sappiamo entrambi che te lo dirò di nuovo: ti amo!
e che ti farò tanto male stringendoti a me
e che ti dirò di essere il mio di te,
e che ti odierò con tutto me stesso quando mi lascerai
per poi amarti ancora di più in un abbraccio con la
paura che ogni volta che penserò all'amore, penserò a te in quella parete bianca come neve.







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