NICOLA
Vincenzo Calafiore
1 Gennaio 2026
“ …. siamo tutti condannati
a inviare o attendere un messaggio
che non arriva mai.
Uno scenario di decadenza straordinaria.
Un messaggio dentro una bottiglia gettata in mare.
Solo che non c'è più mare,ci sono solo bottiglie...! “
Vincenzo Calafiore
Può darsi che una di quelle onde abbia lasciato sulla riva, chissà quando nella notte, qualcosa di simile o che rassomigli alla felicità,
ma irriconoscibile, sfinita, per certi versi invivibile.
Camminando lungo la spiaggia, tra cose abbandonate e pezzi di vetro, resti di umanità Nicola saprebbe riconoscerla; un tempo gli è successo di sfiorarla appena, non è riuscito a trattenerla.
L'onda passando sopra i pezzi di vetro trasparenti, lascia una scia di un leggero sfavillio, poi ritornando su se stessa diventa trasparenza.
L'alba lo trova seduto su una barca stanca di mare, si riflette sul mare, su una porta abbandonata tra gli scogli, poco prima della sabbia negli occhi.
Ogni alba Nicola si chiede cosa avrà portato il mare oltre lui.
<< Nicola è uno dei personaggi uscito dalla mia stilografica. E' quello che amo di più. Mi piace la sua aria trasandata, il suo vivere distaccato da ogni cosa; a vederlo sembrerebbe un personaggio scappato da una fiaba, una fiaba di mare, inconcreto, surreale. Ma Nicola possiede un'anima e un cuore e sa amare e lo fa a modo suo, un modo sincero e onesto, pulito. Non ha mai avuto una donna, ma ama la donna che incontra nei suoi sogni; appartiene a un altro uomo e lui se ne sta in disparte continua ad amarla nei suoi sogni ove lei si concede. Ma questa cosa, di questa cosa Nicola non ne parla con nessuno, non lo ha mai confidato neppure al mare, che sta ad ascoltarlo ogni notte. “ Terra Alta “ è una lingua di spiaggia sospesa tra realtà e fantasia, ma esiste in quell'inchiostro che via via su un foglio di carta bianco fa prendere vita a un sogno, un sogno di mezzanotte come da
qui al cielo! >> L'Autore.
Ogni sera la piazzetta si anima, i bambini giocano con l'acqua della fontanella, sono lì e aspettano Nicola, appena lo vedranno spuntare dalla discesa che porta al mare, gli corrono in contro, come le nuvole corrono in contro al sole.
Arriva con un cappello in testa da marinaio, il blu scolorito e il bianco macchiato dal sudore, si siede e i bambini seduti a terra attorno a lui.
Tira fuori dalle tasche di una giacca vecchia delle conchiglie vuote e pezzi di vetro colorati, granchi seccati al sole, e comincia a raccontare favole di mare e di pesci.
I bambini restano in silenzio con gli occhi attenti seguono le sue mani, che pare disegnino l'aria come ali di gabbiano, qualcuno si addormenta sulle gambe del compagno, rimangono li e lo ascoltano con meraviglia.
Sono mondi che lui ha visto e vede tutti i giorni.
Qualcuno dice che a Nicola manca qualcosa in testa, qualcun altro dice che è un sognatore, nessuno dice mai che Nicola è Mare, semplicemente mare.
Si alza sempre alle quattro sia d'estate che d'inverno, accende la candela sul tavolo ed esce dalla baracca a guardare il mare, Nicola vive in una baracca al limite della spiaggia e basta che il mare avanzi di qualche metro che se la porta via, come è già successo altre volte.
Se sarà una buona giornata lo sente sin dalla sera quando fa l'ultima passeggiata sulla riva.
Si sente nell'aria, lo sente dentro di se.
Dalla baracca sente il rumore di fuori, del mare che sale. Il Maestrale si riconosce subito, anche a occhi chiusi, dal modo in cui soffia.
Quando soffia il Maestrale per lui, per lui che vive a “ Terra Alta “, di solito non è una buona giornata.
Appena oltre il recinto di canne, la baracca sembra ancora più piccola di quanto possa sembrare. In un piccolo spazio ad angolo ci sono scatole di vetri colorati e resti di piastrelle, li tiene perché secondo lui tutti quei vetri e quelle piastrelle hanno una storia da raccontare, l'interno della baracca contiene molte più cose di quanto si possa immaginare.
C'è un letto ripiegato su un lato, fotografie di donne il cui sguardo ha qualcosa di irraggiungibile, di una sensualità e bellezza insolita.
Vive qui, ma è come se non ci abitasse.
Una volta il mare lasciò sulla riva una bambola, aveva gli occhi che sembravano veri. Erano verdi,aveva lo sguardo freddo, che lo intimoriva, poi pensò che era dovuto alla paura e al freddo che ha avuto quando il mare se la portava da un capo all'altro in una morte lenta.
La tiene accanto a se nel letto e quando si muovo è come se lei lo seguisse, ma anche che gli parlasse, lui, Nicola la chiamava amore e le parlava, le raccontava i suoi sogni, le sue paure e quando usciva per fumare una sigaretta nel chiaro di luna la portava con se, faceva un cumulo di sabbia e la metteva a sedere sopra, e le parlava, a volte le recitava qualche poesia, non le ha mai confidato che le aveva scritte per lei, lei che chiamava: Chiara ! Chiara come la notte in cui l'aveva raccolta da terra.
Una notte il mare è avanzato di qualche metro ed è entrato nella baracca, aveva bagnato ogni cosa a terra. Il mare aveva bagnato una scatola in cui custodiva un diario, lo teneva in una scatola di latta..... l'inchiostro si era un po' sciolto, le parole si erano confuse, ma lei......Chiara era li con tutto il suo profuma, con la primavera che ogni notte sbocciava in lei, quando le si illuminavano gli occhi guardando Nicola!





