mercoledì 31 dicembre 2025


 


NICOLA


Vincenzo Calafiore

1 Gennaio 2026


“ …. siamo tutti condannati

a inviare o attendere un messaggio

che non arriva mai.

Uno scenario di decadenza straordinaria.

Un messaggio dentro una bottiglia gettata in mare.

Solo che non c'è più mare,ci sono solo bottiglie...! “

Vincenzo Calafiore


Può darsi che una di quelle onde abbia lasciato sulla riva, chissà quando nella notte, qualcosa di simile o che rassomigli alla felicità,

ma irriconoscibile, sfinita, per certi versi invivibile.

Camminando lungo la spiaggia, tra cose abbandonate e pezzi di vetro, resti di umanità Nicola saprebbe riconoscerla; un tempo gli è successo di sfiorarla appena, non è riuscito a trattenerla.

L'onda passando sopra i pezzi di vetro trasparenti, lascia una scia di un leggero sfavillio, poi ritornando su se stessa diventa trasparenza.

L'alba lo trova seduto su una barca stanca di mare, si riflette sul mare, su una porta abbandonata tra gli scogli, poco prima della sabbia negli occhi.

Ogni alba Nicola si chiede cosa avrà portato il mare oltre lui.


<< Nicola è uno dei personaggi uscito dalla mia stilografica. E' quello che amo di più. Mi piace la sua aria trasandata, il suo vivere distaccato da ogni cosa; a vederlo sembrerebbe un personaggio scappato da una fiaba, una fiaba di mare, inconcreto, surreale. Ma Nicola possiede un'anima e un cuore e sa amare e lo fa a modo suo, un modo sincero e onesto, pulito. Non ha mai avuto una donna, ma ama la donna che incontra nei suoi sogni; appartiene a un altro uomo e lui se ne sta in disparte continua ad amarla nei suoi sogni ove lei si concede. Ma questa cosa, di questa cosa Nicola non ne parla con nessuno, non lo ha mai confidato neppure al mare, che sta ad ascoltarlo ogni notte. “ Terra Alta “ è una lingua di spiaggia sospesa tra realtà e fantasia, ma esiste in quell'inchiostro che via via su un foglio di carta bianco fa prendere vita a un sogno, un sogno di mezzanotte come da

qui al cielo! >> L'Autore.


Ogni sera la piazzetta si anima, i bambini giocano con l'acqua della fontanella, sono lì e aspettano Nicola, appena lo vedranno spuntare dalla discesa che porta al mare, gli corrono in contro, come le nuvole corrono in contro al sole.

Arriva con un cappello in testa da marinaio, il blu scolorito e il bianco macchiato dal sudore, si siede e i bambini seduti a terra attorno a lui.

Tira fuori dalle tasche di una giacca vecchia delle conchiglie vuote e pezzi di vetro colorati, granchi seccati al sole, e comincia a raccontare favole di mare e di pesci.

I bambini restano in silenzio con gli occhi attenti seguono le sue mani, che pare disegnino l'aria come ali di gabbiano, qualcuno si addormenta sulle gambe del compagno, rimangono li e lo ascoltano con meraviglia.

Sono mondi che lui ha visto e vede tutti i giorni.

Qualcuno dice che a Nicola manca qualcosa in testa, qualcun altro dice che è un sognatore, nessuno dice mai che Nicola è Mare, semplicemente mare.

Si alza sempre alle quattro sia d'estate che d'inverno, accende la candela sul tavolo ed esce dalla baracca a guardare il mare, Nicola vive in una baracca al limite della spiaggia e basta che il mare avanzi di qualche metro che se la porta via, come è già successo altre volte.

Se sarà una buona giornata lo sente sin dalla sera quando fa l'ultima passeggiata sulla riva.

Si sente nell'aria, lo sente dentro di se.

Dalla baracca sente il rumore di fuori, del mare che sale. Il Maestrale si riconosce subito, anche a occhi chiusi, dal modo in cui soffia.

Quando soffia il Maestrale per lui, per lui che vive a “ Terra Alta “, di solito non è una buona giornata.


Appena oltre il recinto di canne, la baracca sembra ancora più piccola di quanto possa sembrare. In un piccolo spazio ad angolo ci sono scatole di vetri colorati e resti di piastrelle, li tiene perché secondo lui tutti quei vetri e quelle piastrelle hanno una storia da raccontare, l'interno della baracca contiene molte più cose di quanto si possa immaginare.

C'è un letto ripiegato su un lato, fotografie di donne il cui sguardo ha qualcosa di irraggiungibile, di una sensualità e bellezza insolita.

Vive qui, ma è come se non ci abitasse.

Una volta il mare lasciò sulla riva una bambola, aveva gli occhi che sembravano veri. Erano verdi,aveva lo sguardo freddo, che lo intimoriva, poi pensò che era dovuto alla paura e al freddo che ha avuto quando il mare se la portava da un capo all'altro in una morte lenta.

La tiene accanto a se nel letto e quando si muovo è come se lei lo seguisse, ma anche che gli parlasse, lui, Nicola la chiamava amore e le parlava, le raccontava i suoi sogni, le sue paure e quando usciva per fumare una sigaretta nel chiaro di luna la portava con se, faceva un cumulo di sabbia e la metteva a sedere sopra, e le parlava, a volte le recitava qualche poesia, non le ha mai confidato che le aveva scritte per lei, lei che chiamava: Chiara ! Chiara come la notte in cui l'aveva raccolta da terra.

Una notte il mare è avanzato di qualche metro ed è entrato nella baracca, aveva bagnato ogni cosa a terra. Il mare aveva bagnato una scatola in cui custodiva un diario, lo teneva in una scatola di latta..... l'inchiostro si era un po' sciolto, le parole si erano confuse, ma lei......Chiara era li con tutto il suo profuma, con la primavera che ogni notte sbocciava in lei, quando le si illuminavano gli occhi guardando Nicola!



martedì 30 dicembre 2025

 DECEMBER 31, 2025

Another year passes, and we hope it takes away the rampant violence against women, the inequality, and the pain it causes. I wish you and your families, wherever you are, a New Year filled with serenity and good health, but above all, one that brings you new dreams to fulfill if possible. Be happy with what little you have, be blessed by the love and warmth of your families, your children and siblings, your friends... the true ones!

HAPPY NEW YEAR AND HAPPINESS TO YOU


           Ai tempi del colera


Di Vincenzo Calafiore
06 Giugno 2020 Udine


( ai tempi del colera)


Sai cosa c’è?
C’è che il mio mare non trova pace, è lì, grande, talmente grande che fa quasi paura.
Si muove sempre alla ricerca della sua onda e di una sponda dove andare a rifugiarsi!
C’è quella dannata paura di perderti e proprio ora in questa età mia crepuscolare che per avere significato si abbarbica ai pensieri e desideri alla stessa maniera di un’onda dolce che sollevandosi copre interamente lo scoglio, per lasciarlo solo respirare un attimo e torna a ricoprirlo.
Io ho bisogno di te, ho bisogno di sentire la tua voce, la morbidezza dei tuoi capelli fra le dita, che scivolano come un foulard di seta.
Amore è di te che ho bisogno, ora che più che mai sei divenuta chimera o presenza di notte nei miei sogni che a te immancabilmente a te mi riconducono; l’amarti mi ha trasformato in una falena con la sua vita attorno alla luce, io con la mia attorno al tuo nome.
Muoio di una malattia mi dicono incurabile: la mediocrità!
Si, senza di te sono preda di questa malattia che piano piano mi sta uccidendo! Salvami amandomi, non lasciarmi a queste braccia che non sanno stringermi o a mani che non sono capaci di dare carezze.
Sei bellissima, te l'ho mai detto? Ti guardo!  Se appena ti guardo a lungo non ricordo più quello che stavo dicendoti  ne dove trovarmi …. succede ogni volta così quando mi trovo davanti ai tuoi occhi.
C’era un cuore che mi ha fatto impazzire …poi quando ti ho conosciuta ho pensato a quanto eri bella, che eri qualcosa di divino che mi era stato donato e dovevo averne grande cura, così è stato.
Non sapevo che ogni mio “sei bellissima” sarebbe rimasto inciso nel tuo cuore e ogni “ti amo” sarebbe diventato un marchio sulla tua pelle.
Non sapevo come amarti, ma vederti nuda di fronte a me significò felicità per la prima volta in tutta la mia vita.
Amore, non parlo solo di te nuda tra le mie braccia, non parlo solo di pelle che si spoglia e mani che toccano, parlo di noi, del nostro amarci.
L'amore toglie il fiato, toglie parole, pensieri, è una nebbia in cui è dolce perdersi è senza tempo, né luogo...
A volte però ho paura di non essere capace di viverti, di non essere in grado di cogliere quei particolari senza i quali non saresti tu, quel gesto che fai  di strofinarti gli occhi quando hai sonno, come una bambina.
ADESSO vorrei in punta di dito ridisegnare ad occhi chiusi il tuo volto, contornarlo lievemente come un cieco per sentire in me i lineamenti, le ombre, la sua dolcezza e baciarlo come si potrebbe poggiare le labbra su una rosa!
La paura di perderti … ma tu non lasciarmi andare. Rincorrimi se vado via, stringimi a te nel mio sonno .Tienimi. Conoscimi. Amami!
Io ti amo. Mi fai innamorare tutte le volte che ti penso o ti immagino.
Mi fai sognare mentre ti tengo tra le mie braccia, mentre mi cerchi, mentre sento il tuo respiro. Sei l'amore che fa bene al cuore. Sei l'amore della mia vita. Sei bellissima quando mi chiedi un bacio,  sei bellissima perché sei speciale. Bellissima perché esisti da sempre nella vita mia..
Tu resta, resta sempre in me!



 


CALAFIORE

Arte- Comunicazione-Cultura

 E, guardarti da un sogno

 

  … ho visto il mare confondersi

con il cielo, in lontananza, e nuvole

bianche come la neve, ed ho pensato

che la neve può rimanere sospesa.

Questo è il mio modo di vivere, da allora. “

                  Vincenzo Calafiore

 

 

La mattina molto presto dalla finestra guardo il “ mare “ senza vederlo; lui è lì da sempre.

Parlo con il mare, mentre filamenti colorati galleggiando si confondono con i riverberi, diventano una cosa sola, anche se non hanno niente in comune: i miei disperati pensieri.

Hanno poesie e immaginazioni diverse, e sono lì in quel mio immaginario che il mare confonde e porta, li fa incontrare, poi se li porta via, come sempre accade.

Ieri non c’erano e sono rimasto su quella spiaggia ad attenderli, solo e sperduto nelle mie conchiglie vuote che solo la marea sa farle tornare in vita.

Guardo il mare in cerca della mia vita e alla fine i miei occhi lì vanno a morire; perché il mare cresce e se ne va, ogni tanto la riporta, ma poi se la riporta via, chissà dove.

Lui è sempre lì sempre uguale, immutabile, si muove non si sente niente, io ogni giorno cambio sempre più, perdo sempre qualcosa … le cose vanno e si perdono, come i figli, così lontani e quando tornano non riconoscono più, tanto è andato perduto assieme alle sofferenze, al dolore, non ci sono più neanche questi.

Ci siamo persi in questo mare nero come il petrolio che s’ingrossa e le onde si gonfiano, la schiuma si mescola all’aria … è così che il vento si porta via il mare, come la vita ti ha portata via da me.

Penso alla vita che mi attende e ho paura, non sono più coraggioso.

Il mare si porta via i miei sogni ogni giorno … è un po’ come noi pieni di paura con la vita, come la vita con noi… ma questi sono pensieri miei!

Che cosa sappia lei della mia vita io non lo posso sapere … guardo così tanto le cose che mi sembrano vive e vivere … per crederci! Ma io lo so che non sono vive, come noi pensiamo, ma vorrei che in qualche maniera mi capissero.

Sai? Riprovo ad amare e lo faccio tutti i santi giorni, e lo faccio con Te, anche se tutto è irrimediabilmente arrugginito!

Lo so che c’è amore in me, lo so come so che c’è il Mare, proprio ora qui davanti agli occhi miei, basti che io chiuda gli occhi e lui quando li riaprirò sarà lì proprio davanti agli occhi miei, mentre Tu non ci sarai.

Sento un po’ la fatica sono gli anni che addosso, ho una pena nel cuore, ma di amarti non smette mai finché ce la farà.

E sentirti dentro, mentre ti vedo andar via dai miei giorni, qualcosa in più si è persa nel vento:

è il profumo di te!

Respiro quest’aria e torna la mia notte a sognare, è il momento migliore durante un sogno che mai finirà: amarti!

E c’è un sogno da fare, vuoi farlo con me?

E mi sembra di sentire i pensieri che fai,  vedere i sogni se pensi a questo amore più vero del mare, più vero di me!

Vieni, questo è un istante lungo una vita!  

 

 

 

 

 

Vincenzo Calafiore

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Vincenzo10vc@libero.it

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La luna di mezzanotte


Vincenzo Calafiore

30 Dicembre 2025


..... parla, senza guardarti.

Non abbassa gli occhi, semplicemente li tiene

fissi più in là, dove è inutile attenderlo.

Guarda il mondo da dentro i suoi occhi. “

( Vincenzo Calafiore ( Il ladro di Coriandoli )


Non è un semplice leggere,è la ricerca della non concretezza, perché questa non porta alla felicità, porta appena a un passo. Non c'è concretezza, nei miei scritti così pure nei miei sogni; per questo i miei personaggi sono sognatori e stravaganti, stralunati, sfumati negli orizzonti e vivono ai limiti, ove il mare incontra la terra. Sono uomini totalmente privi di concretezza che vivono sul bordo del mare e della loro vita stessa; ma i loro occhi sono abituati a guardare non al limite, ma all'oltre.

E' questa la prospettiva di quel poster The Neuyorker, in cui il mondo è schiacciato a lontano fondale della Fifth Avenue! Sono dei girovaghi della notte, sempre in cerca di un mare e della luna di mezzanotte, quella che strega e porta lontano lo sguardo, la mente … che racconta!

I loro monologhi vengono a noi dal bordo estremo del mare , dal limite di niente che la vita a volte rappresenta. Vivono tramandando come leggero fruscio l'esistenza sull'orizzonte che a molti non è consentito conoscere forse ancora, forse mai.”

Vincenzo Calafiore


Io non so cosa sia io veramente, mi chiamano Nicola e vivo qui a “ Terra Alta “ sta di fronte al mare, direi a pochi metri e basta che una notte il mare avanzi poco di più che se la porta via assieme alle mie poche cose.

Qui, in questo mondo dove sono nato, è come un grande circo, ognuno ha la sua parte e la devono rispettare, non si sfugge.

Io da qui dove sono vedo un altro mondo, penso in maniera diversa, posso anche toccarlo, entrarci e uscirci da qui dove sono, ma gli altri no, non sono pronti a vivere questa forte esperienza.

Ho provato, a farmi capire con le mie parole, ma le parole non servono.

Vedi? Io all'amore ci credo e ci credo con tutto il mio cuore ad esempio:

L'ho incontrata una donna bellissima come una principessa.

Lei veniva a fare i bagni nella mia isola di sabbia, arrivava con gli occhiali da sole,un foulard che copriva i suoi capelli, un vestito corto a fiori che metteva in evidenza il suo bellissimo corpo.

Appoggiava la borsa di paglia sulla barca messa su un fianco e si riparava dal sole nella sua ombra. Non si levava mai gli occhiali e non sapevo se guardava me o il tutto.

Un giorno l'ho seguita e ho visto dove abita.

Io sapevo che lei, dentro, era come io l'avevo sognata, ci avevo pensato molto e avevo molte cose da dirle.

Le sentivo dentro di me.

Mi ricordo che per andare a vederla passare mi sono preparato per bene, mi sono messo anche un profumo addosso per cercare di mandare via un po' odore di pesce che ho sempre addosso.

Mi sono appostato in strada, vicino alla sua porta di casa, ho aspettato un bel po'.

Ero molto emozionato, avevo comprato un bel mazzo di fiori di tutti i colori, profumati come me, quando lei è uscita abbracciata a un altro uomo e mi è passata davanti … era bella, bellissima, ancora più bella... non mi ha neanche visto!

Ci rimasi …. come potevo rimanere, io le avrei detto che l'amavo, che volevo sposarla.

L'avrei sposata una donna così bella, le avrei dato il mio cuore, tutte le attenzioni.

Ma era solo un mio sogno, immaginarsi se una Principessa avrebbe preso un uomo come me, inconcreto,con la testa fra le nuvole... impossibile, lei è stato un bel sogno che non si è mai realizzato.

In questo mondo contano le cose materiali, le cose che si vedono, che si possono toccare con mano.

Le cose che vedo io non contano, perché esistono solo dentro di me, potrebbero vederle solo se sarebbero capaci di guardare dentro i miei occhi.

La concretezza, per esempio non la conosco, è per questo che sono diverso.

Uno come davvero non ci può stare in questo mondo così piccolo.

Io amo troppo il mio mondo di “ Terra Alta “ la sera ci ritroviamo seduti davanti al fuoco a scaldarci per la notte, davanti al tramonto. E assistiamo al miracolo di come il cielo di sopra va a posarsi con tutti i suoi caldi colori sul cielo di sotto.

Quando è buio attorno al fuoco, ci passiamo una bottiglia di vino e fumiamo, parliamo tanto e ci capiamo, ridiamo e siamo felici.

L'alba il più delle volte ci trova uno addosso all'altro per scaldarci quando il fuoco si spegne.

Ci laviamo in una pozza di mare e poi andiamo via ognuno per la propria strada fino a sera, quando ci ritroviamo nel nostro grande mondo.


“ … della mia vita mi sono rimaste impresse poche emozioni senza data.

Il tempo è una misura breve.

I cerchi dei giorni si ripetono, ritornano sempre uguali e a noi sembrano diversi, si sovrappongono gli uni sugli altri in maniera imperfetta e lo spazio tra loro è il loro prima e il loro poi.

Il mio è un tempo breve, ricavato da un lungo respiro, che non mi appartiene.

Non sono mai ritornato in uno stesso attimo inventato.

Alla sera qui ci ritorno sempre Perché alla sera, quando tutto è scuro intorno, il mare mi parla in maniera diversa e ci capiamo!






domenica 28 dicembre 2025


 


Quinto, è il mare

Vincenzo Calafiore

29 Dicembre 2025


..... mi chiamo Vincenzo,

Enzo per mia madre ora i miei occhi

hanno circa trent'anni, la mia stanchezza

molto di più. Abito in un luogo imprecisato,

vivo di mare, dei ricordi del mare.

Qui dove solitamente vivo

mi chiamano “ Quinto “ e se un estraneo chiede di me

dicono che non mi hanno mai visto.

La mia riva è il luogo dove mi puoi incontrare,

ha un nome musicale, ed è una sottile striscia,

tra il mare e l'Oceano. Forse poche persone,

come me, non sentono il bisogno di possedere

qualcosa. Amo le cose che incontro per caso,

come la mia vita, che a volte non capisco. “


Loro “ non possono capirmi, perché non sanno guardare e ascoltare il mare. Forse mi accetterebbero se diventassi come loro, ma preferisco i miei sogni.

Di cosa siano fatti i miei sogni, non lo so.

E' una cosa che mi sono chiesto tante volte. Tante volte sono solo delle immagini, non saprei come definirle.

Cose che non hanno una forma precisa, così come lo è la mia vita, tra un banco di sabbia e un salto d'onda.

C'è un sogno che vorrei che si realizzasse, vivere su una nuvola senza pensare a niente di concreto, rimanere a guardare con la meraviglia i disegni che fanno le nuvole, guardare il mondo da lassù, oppure guardare il mare. Vorrei farmi portare da una nuvola in un'altra terra, diversa da questa.

Penso a queste cose quando sono solo e guardo i colori del mare che vedo.

Il mare ha tanti colori... a volte è verde, a volte più scuro, a volte sembra che non ci sia ne cielo o forse non c'è mare... come adesso.

Sembra tutto un mondo incantato si nota la differenza perché ci sono i gabbiani … e i gabbiani stanno in cielo.

Guardo l'orizzonte, è una cosa che si vede e non si vede, e un po' più avanti, cosa c'è in quell'avanti?

Se fai come me …. quando guardi gli occhi di una donna cosa ci vedi? Io ci vedo il mare e l'orizzonte e un po' di avanti.

Gli occhi di una donna hanno dentro il mare.

Penso siano delle Principesse capaci di tante magie, vedo nei loro occhi la spiaggia, il mare, le conchiglie che suonano, i riflessi del mare, ma soprattutto la vita e che la vita abbia e rassomigli al volto di una donna.

Io ho sempre avuto questa immagine: che il mare assomiglia all'occhio di una donna.

Lontano da qui, davvero lontano, molto lontano, non ci sono mai arrivato; ma ho sempre sperato di arrivarci, conoscere di più, conoscere un'altra vita, avere un altro sogno che assomigli tanto agli occhi di una donna!



sabato 27 dicembre 2025


 



Settantanove anni in disparte


Vincenzo Calafiore

28 Dicembre 2025


11-12-1946 BUON COMPLEANNO QUINTO

<< Ai miei occhi che ascoltano>>


Di cosa mi ricordo, io il vecchio Quinto Malatesta, scrittore per passione e non per vendere o per notorietà, ora al mio giro di boa dei settantanove anni, e le mie parole sono più giovani di me, e continuano a girare per il mondo, a produrre i loro effetti, a far nascere e tenere in vita universi, mentre io – che ho combattuto con onde alte e mareggiate e una moltitudine di nostalgie, assenze di una vita, ancor più maligne – vivo sempre più in disparte, più piccolo, più ai margini.

Della vecchiaia avevo già scritto, difficile non ravvisarlo nello spirito di

Jamir , il protagonista de “ Il Ladro di Coriandoli”, opera speculare per molti versi, mai pubblicato. “ Ceneri di Parole”, innamorato della vita, convinto, che è la vita e non la morte inesauribile, e deciso a realizzare il mio sogno d'amore, scrivere, oltre i confini dell'età, ricordando di lei l'intraprendenza, la tenacia, la capacità d'incanto,ricordandola giovanissima illibata puttana, ma soprattutto l'amarezza, la stanchezza che si è depositata come una ruggine, nel fondo della volontà e dell'immaginazione.

Non ho mai dimenticato il mio sogno!

Ormai vivo ai bordi della mia scrittura, in cerca della via che mi porti con dolcezza all'ultimo tramonto in riva al mio Mare-Oceano.

Temo la solitudine del pensiero che non riesce a tornare.

Temo di non avere più ispirazione, è come sorseggiare il primo caffè amaro, o come bere un bicchiere di vino da solo, oppure come festeggiare un compleanno da solo in una stanza e sono stati tanti.

Non ho mai voluto scendere a compromessi, ne svendere la mia anima di viaggiatore viaggiante; ecco perchè me ne sono rimasto sempre in disparte, rimanendo con le dita sporche d'inchiostro,a fumare una sigaretta in compagnia di chi legge ancora i miei scritti davanti a un buon bicchiere di vino.

Da sempre schivo e diffidente.

D'altronde, il tempo è circolare, le nostalgie ci mordono il cuore, i luoghi sono stati d'animo e davanti a un infinito porterò con me, come molti di noi la fragranza di un'alba, l'odore forte di mare delle maree e la speranza inesauribile che viene a tutti dai libri.


<< ...sai una cosa? La vita è un paesaggio dai colori forti, parole scabre come l'esistenza che stenta il suo cammino, un coro di visi pronti ad affacciarsi con le pene antiche e la fatica di un sogno dietro l'altro creano un'atmosfera allucinata, un buco nero nel cosmo indifferente.>>


Buon Compleanno, Quinto.