lunedì 19 ottobre 2015



27gennaio 1945
Di Vincenzo Calafiore
    18 ottobre 2105
“ E’ una data importante per chi sa riconoscere e conosce il dolore, per chi lo ha provato e lo prova ancora; in questa giornata giungeranno dalle piazze, dai mausolei, dalle Sinagoghe, dalle chiese di ogni ovunque messaggi di pace e di fratellanza, di promesse mai mantenute  di frasi: che ciò non si ripeta più, per non dimenticare.
Ci saranno pure tanti discorsi, tante bandiere…. tanto bla bla,Tutto bello, tutto giusto!
Ma i morti restano.
Ma manca qualcosa e non sono certo le fotografie o il retaggio storico di un qualcosa di uomini contro uomini, o meglio, di disumanità contro l’umanità.
A mancare è la verità, e questa non manca solo dentro questo evento, manca in tutte le guerre odierne, negli eccidi odierni, nella politica in generale di ogni stato, nei rapporti umani, nella quotidianità.
Dopo tutte queste manifestazioni le cose di prima, già esistenti ritornano ad essere senza che nulla sia cambiato.
Ritorneranno, Israele con i suoi problemi, la Siria, la Libia, il fiume amaro di gente che vuole entrare in Europa, la fame e la disoccupazione, la violenza sui minori e sulle donne.
Non mi unirò a quelle prese per il culo, non farò parte di quel coro che canterà inni alla pace.
La verità pure se scomoda è che la pace interessa che a pochi e non certo alle industrie belliche che con i rivoltosi, i guerriglieri, con il califfato, i contrabbandieri di armi, ci fanno affari e intrallazzi. Questa è o potrebbe essere una verità.
Sono troppi gli interessi, sono troppi gli intrighi internazionali che fanno sì che non germogli la pace; mi domando: a che serve accumulare tanto denaro, a cosa serve seminare tanto odio, a cosa servono le guerre, se poi tutti indistintamente, bianchi, neri, cristiani, musulmani, finiremo sotto tre metri di terra? A cosa serve tutto quell’ odio, quel rancore, quel non voler, quel desiderio di morte e distruzione, quelle divisioni ideologiche e politiche?
Non sarebbe meglio per l’umanità intera vivere senza alcuna distinzione di razza o di religione in santa pace?
Noi siamo: guerra, violenza, bestialità sotto mentite spoglie! Ecco perché non finiremo mai di odiarci e di ucciderci; è questo che dobbiamo accettare ed è per questo che dovremmo evitare di continuare ad offendere quei morti.
La “ Shoah” ne una delle conseguenze, ma ci sono ancora altre “Shoah” consumate in gran silenzio in giro per il mondo ancora oggi e questo ha un solo significato: noi  - uomini – non abbiamo capito e imparato nulla né dal passato né dal presente e continueremo ancora ad uccidere.

per tutte le infanzie rubate
per i legami strappati
per i fiori recisi
per le andate senza ritorno
per tutto il freddo
per tutta la paura
per tutto l’odio
per tutta la fame
per tutto il non amore”


Helmut Schmidt disse: La “ Shoa” , la colpa fu dei nazisti non dei tedeschi.
L’ex cancelliere ricorda la fine della guerra mondiale di cui ricorrerà a breve l’anniversario. Helmut Schmidt  "I  tedeschi nel loro complesso non furono complici". Ricordando la fine del conflitto di cui in questi giorni ricorre il settantesimo anniversario, l'ex cancelliere tedesco Helmut Schmidt, 96 anni, respinge il concetto di colpa collettiva dei tedeschi nella seconda Guerra mondiale. "I colpevoli furono i nazisti. C'era semmai la responsabilità collettiva che una cosa del genere non si ripetesse mai più".
Ci siamo inventati “ il giorno della memoria” ma così fatto offendiamo la memoria di quei morti del Nazionalsocialismo, del Fascismo e dell’Olocausto; dovremmo invece riflettere sempre prima di premere il grilletto, dovremmo non dimenticare.
Il Giorno della Memoria è stato istituito per legge nel 2000, portando anche l'Italia ad aderire alla proposta internazionale che proprio in questa data vuole ricordare le vittime dell'olocausto. Perchè proprio il 27 gennaio? Lo spiega il 1° articolo della legge, che così recita:
«La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico)le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati».
Nonostante questi fatti, alcune persone, hanno messo e mettono in discussione la veridicità storica dell'Olocausto.


Nessun commento:

Posta un commento