venerdì 21 aprile 2017



Guardare brillare la luna dentro un bicchiere

Di Vicenzo Calafiore
22 Aprile 2017 Udine

La lunga notte calva di sogni finì per infrangersi nella luce di un orizzonte lontano, all’indomani del giorno che s’era appropriato della coscienza mettendola a confronto con una realtà rifiutata, ma è la mia vita, la mia vita da pioniere o da artista di strada che per vivere racconta storie a chi come me è assetato di sogni.
Erano ormai trascorsi due anni, due lunghi anni in cui c’erano stati diversi tentativi di inventarmi una rotta per un nuovo viaggio da compiersi; non è stato facile anche perché le possibilità a disposizione o quelle che si erano prospettate erano ben poche.
Lei come sempre con le spalle scoperte dorme sogni tranquilli, la guardo e cerco di immaginare cosa stia sognando o pensando, ha il viso sereno e labbra in un cenno di sorriso almeno questo mi tranquillizza e fa si che io possa continuare ad inventarmi un cambio di scena veloce in grado di salvarmi dall’apparente disastro a cui anche ingenuamente potrei andare in contro.
C’è bisogno o la necessità di avere un “ sogno “ un sogno capace di cambiare gli schemi e le oggettività a cui mio malgrado sono costretto e che pian piano come un laccio alla gola finiranno per strozzarmi, o è già accaduto.
Si alzerà col naso chiuso e con un dolore alle cervicali, stanca ancor prima di iniziare il giorno, così come lei chissà quante!
Allora viene da pensare al tempo che se ne va, alla vita che sfuma silenziosamente, all’amore sfumato, al sogno mancato in un’estate interiore infinita mentre là fuori l’opra di Mangiafuoco continua inesorabilmente a cambiare scene e marionette.
Immagino un movimento che possa mettere fine alle carneficine, ai morti annegati, alle fughe dalle guerre e dalle miserie a cui altri Mangiafuoco ancora peggiori costringono intere masse al loro volere.
Perché c’è così tanto desiderio di opprimere o uccidere, distruggere?
Perché e qual è il motivo per cui miliardi di persone non riescono a ribellarsi tutti insieme contro ogni forma repressiva?
Ci hanno insegnato o almeno ci è stato tramandato che il principio d’ogni cosa è la libertà o la scelta “ democratica “ di come vivere, è così o è solo che un lurido inganno per cui credendo di fare la scelta giusta invece scegliamo la cosa contraria?
E’ come avere e guardare la luna specchiarsi dentro un bicchiere colmo d’acqua.
E’ l’illusione di vivere e invece non è.
Se solo si potesse arginare o quanto meno contenere l’idea dei tanti Mangiafuoco d’essere padroni della vita altrui forse le cose sarebbero andate o potrebbero andare diversamente; ma la verità è un’altra ed è la nostra incapacità di alzare la testa e porre fine.
Penso a queste cose mentre la caffettiera rilascia nell’aria l’aroma forte del caffè e fumo la mia sigaretta; in un certo qual senso mi sento un numero facente parte di una cifra più grande, cioè mi rendo conto di non contare o di rappresentare nulla, numero sono e da numero vivo in questo immane marrone in cui si verificano solo gli stessi scenari di sempre.
Ecco che allora nascere la necessità di possedere un sogno, un grande sogno o di possedere una semplice astronave a remi per avere la possibilità di sfuggire a uno scenario sempre uguale, violento e cruento.
Potrebbe essere una donna, o un volto di donna, comunque sia una donna da amare e da sognare, con cui farci l’amore o dalla quale farsi accogliere dalle sue braccia che anche pur esili forti come bambù, la via di fuga, la salvezza da questa ignobile realtà di cui si potrebbe pure farne a meno magari spegnendosi.
Ma è tutto contenuto in un crogiuolo di speranze vane e miserie, dittature e false democrazie, di vite mai vissute e di vite sciupate, di mani lorde di sangue che si allungano su città popolate di gente incaprettata.
Si finisce d’essere prigionieri di se stessi! E non ci si può nascondere.

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