giovedì 22 febbraio 2018


Sapessi Tu
Di Vincenzo Calafiore
22Febbraio2018Udine

“ … all’improvviso sale il tuo nome in un urlo come un’onda mi sommerge … annego! “

Se tu sapessi di cosa sarei capace pur di rimanere lì affianco a te sempre, e sappiamo io e te che questo sarà possibile fino a quando la mia barca si capovolgerà per volare fino in cielo. Avrei voluto regalarti il mare intero, la libertà dell’aquila, la continuità dell’onda.
Ma so che un giorno butterò via questo mio enorme cuore in un mare da cui non si ritorna, e oltre la luce dei tuoi occhi.
E’ come passare dall’ultima stazione dove si fermerà l’unico treno e andremo via io e te per non tornare più.
E rimarranno i ricordi su cui il mio nome brillerà negli occhi tuoi che tanto amo, ho amato. Tu sarai ancora qui, quando uscirà via dalle finestre della notte un nuovo giorno e scoprirai che si diventa vecchi e da vecchi si perde la libertà che porta a un cammino lontano, se tu sapessi amore mio,
di quella preziosa e infantile età quando eravamo stessa anima in un’atmosfera ovattata dal profumo inconfondibile di anime nell’anima in un letto di cielo.
Così lascio che il cuore si confonda con la pioggia che scivola sul viso, sui capelli, sui  seni tuoi! Ricordi che corrono con allegria sotto un cielo di nuvole striate e lucenti di questo giorno che tarda a venire.
La pioggia su di te è romanticismo ancora… poesia, ancora amore!
Sensualità nei baci che inumidiscono le nostre labbra, disseta il desiderio d’amarci!
Se tu sapessi di questi giorni vigliacchi che nascondono il cuor, gettano la memoria nel fango di una maledettissima notte che dovrà ancora venire.
Ma l’amore è come le farfalle a cui non è possibile toglierle le ali, così senza fretta andremo via da questo sputo di universo terreno, troppo terreno.
Amarti è come accarezzare e prendere al volo un sogno o confondersi tra la folla di sogni colorati, nasconde la mia fanciullesca paura di perderti.
Riporta alla mente gli odori della tua pelle d’ambra.
Mi guardi e mi dici di rallentare, di fermarmi ad ascoltare quello che non riesci a dirmi.
La luce dei lampioni, l’aria svenata di profumi, i tuoi occhi stretti e lucenti … anche questo è amore.
Tu sempre diversa se appena ti muovi rallegri il mio cuore, quieti il mare ….. ed è quasi sera, pozzanghere come oceani, rami piegati, fermiamoci a guardarci negli occhi, viso con viso, labbra con labbra e mani che si cercano, è sera, è quasi amore.
Amo questa vita come il tuo viso e penso quando correvo con una vecchia bici per raggiungerti, e ai miei scritti che pensai quando ti aspettavo alla soglia del mio tempo.
Ora i miei pensieri varcano frontiere e la fantasia imbastisce fatti mai accaduti con l’abilità di uno scrivano impegnato più a nascondersi che a vivere emozioni.
Penso ai miei personaggi nascosti ovunque, e mi ripeto ai tuoi piedi, nei tuoi capelli che riempiono le mie mani, nei tuoi occhi cerulei che si specchiano nei miei.
Non mi chiedo perché scrivo, la faccio forse perché sarai tu a volerlo perché sia sempre amore.
L’alba non si vede ancora mentre ti raggiungo e mi ritrovo tra le tue braccia, come un universo, il mio universo che come ieri oggi mi promette parole nuove che ancora non riesco a decifrare … chissà forse tutto è già nella mia voce rauca che sa di tabacco e si sambuco, e ti penso: bella più che mai!











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