martedì 18 ottobre 2016

Sempre

di vincenzo calafiore
19 Ottobre2016 Udine


I giorni sono come le nuvole, arrivano e passano velocemente. A volte si fermano e rimangono sopra noi a coprire il cielo per tanto, a volte hanno la faccia dell’amore, a volte del corvo, a volte sono carichi di pioggia e ti fanno rimanere zitto, pieno di paura, a volte sono tristi e viene voglia di morire, a volte pieni di sole e viene voglia di volare.
Ma a differenza loro, noi uomini non sappiamo volare condannati come siamo a rimanere coi piedi attaccati al suolo come dei sassi, e come sassi rotoliamo sulla riva fino a quando il mare ci avrà ridotti in ciottoli.
Che strana è la vita!
Che stupidi siamo?!
Siamo così stupidi, così superbamente convinti di riuscire a fermare i nostri giorni che non ci rendiamo conto che intanto sono diventati anni, tanti anni …. !
Si fanno sentire, maggiormente il loro accumulo mentre sto ormai inesorabilmente invecchiando, me ne accorgo guardando il mio viso mentre mi rado la barba, ogni mattino c’è una nuova traccia, un segno, e, mi domando dove questa traccia porterà, chissà cosa nasconde, chissà quale mistero cela, chissà in quale via mi infilerà.
E mentre seguo le linee del viso col rasoio, immagino la mia vita adagiata su un “ sempre “ sono come una barca adagiata di fianco sulla sabbia che pian piano ha perso o sta perdendo i colori sgargianti, si sfalda o comincia a sfaldarsi il fasciame, per finire interamente consumata ridotta in cenere.
Allora ripenso al mio “ sempre “ quel sempre che mi ha fatto fare grandi cose, ma anche commettere degli errori, tanti errori da cui imparai.
Il mio sempre che ha colorato i giorni miei.
Quel sempre che mi ha fatto volare in cieli sconosciuti, ormai  mari che ho solcato e continuo a solcare con tutta la mia vecchiezza, mari che guardo e sento il lungo respiro.
E’ una piccola “ espressione “ quasi comune, di facile uso, ed ha invece enorme valenza; usata con spregiudicatezza quasi come un giuramento d’eterno quando nulla è eterno.
Ma quale accento più bello per apostrofare una miriade di emozioni e di sensazioni, sentimenti provati e che si continuano a provare, sentire, per la donna della propria vita?
“ Sempre “ una canzone sottovoce,
un motivetto fischiettato per far bello il giorno.
Un accento rosa nella misera quotidianità.
Bello poterlo dire, altrettanto riceverlo! E’ una finestra spalancata su un lontano futuro probabile e sereno, ma è anche certezza di un andare e tornare, certezza di ritrovarsi, certezza di non perdersi.
Questo “sempre” che accomuna è anche distacco a volte quando un legame si scioglie!
E’ autunnale in quel che va svanendo o si svapora portandosi via parte di noi; questo sempre che ci foglie morte.
E’ poesia.
E’ vita, legame indissolubile, amore, eternità questo sempre che in me in continuazione porta sempre nuove emozioni: una grande voglia di vivere, uno sfrenato desiderio di dirlo magari con lo sguardo all’unico amore, all’unica vita che è in me!
Io lo scarto piano, ogni mattino questo bacio di dolcezza e tenerezza; un cioccolatino da sciogliere piano in bocca che poi farà bene al cuore; è un qualcosa da difendere dalle bruttezze, dalla pochezza della vita dinanzi alla sua maestosità.
Sempre!

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